Francavilla, l'assessore Di Pillo a rischio revoca

Alessandro Biancardi

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Francavilla, l'assessore Di Pillo a rischio revoca
FRANCAVILLA. Lo ha fatto malvolentieri. O meglio: è sembrato quasi obbligato e tirato per la giacca. Questa l'impressione che ha dato Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla al mare, nel firmare in diretta la revoca delle deleghe all'assessore Massimiliano Di Pillo (anche vice sindaco).
Ieri la conferenza stampa convocata sull'argomento.
Prima c'è stato un lungo discorso, almeno un'ora, per spiegare i motivi del divorzio. Dunque, una firma sofferta, tanto che il documento non è stato ancora consegnato al segretario comunale e tanto meno notificato all'interessato.
«E' Natale, voglio essere buono – ha chiosato il sindaco dopo la firma - sono pronto a stracciare la decisione se entro domani (oggi, per chi legge) ci sarà tra i partiti della coalizione di maggioranza un chiarimento politico. Io tolgo la fiducia ad un mio assessore, è un fatto personale, non politico: infatti, apprezzo moltissimo il contributo dell'Italia dei Valori e segnatamente dei due consiglieri comunali Francesco Lando e Lucrezio Paolini che pur tra mille impegni professionali riescono a dare un contributo all'amministrazione. Ma non condivido lo sciopero bianco dell'assessore Di Pillo. Sciopero bianco? Ma se qui ci sono mille problemi da affrontare...»
Dal Bilancio, al personale, dai rifiuti, ai debiti, al recente gemellaggio con Tocco da Casauria tutto è passato nel discorso del sindaco che ha rigirato a lungo tra le mani il foglio con la revoca, quasi che la decisione gli pesasse improvvisamente più di quanto si possa immaginare, dopo le indiscrezioni di mesi sulla crisi dei rapporti con Di Pillo.
E la firma della revoca è avvenuta di getto solo quando gli è stato chiesto dai giornalisti: «ma insomma lo revochi o no?»
A dar manforte al sindaco erano schierati alcuni assessori e consiglieri dei gruppi di maggioranza (Gabriele Perfetti, Massimo Grumelli, Franco Di Muzio, Giuseppe Casoraro, Paolo Galasso ed Enrico Bruno) che hanno confermato il disagio nei rapporti con l'assessore Di Pillo.
In sostanza, come ha sottolineato Franco Di Muzio, «il rapporto con l'Idv può proseguire, anche se ci ha messo in difficoltà un certo disimpegno – ha detto – sui rapporti personali tra sindaco e assessore non si può intervenire, ma se l'Idv esce dalla maggioranza allora il problema diventa politico e diremo la nostra».
In realtà la conferenza stampa ha evidenziato l'insofferenza del sindaco a fare opera di “incollaggio” della maggioranza, correndo dietro a questo o quel consigliere indisciplinato, in presenza di una situazione difficilissima del Comune, alle prese con i debiti e le inchieste lasciate dall'amministrazione Angelucci.
«Qui si tratta di lavorare sodo per uscire dal guado – ha detto Di Quinzio – ed invece si preferisce ancora fare l'assessore “sportellista”, quello che risolve i piccoli problemi dei cittadini, quasi per carpire il voto. Non è così che ci si deve muovere: serve un cambio di passo anche culturale. Per i piccoli problemi ci sono i dirigenti e gli impiegati che sono pagati per questo, per i grandi problemi, le strategie, i progetti serve l'assessore. Con Di Pillo il rapporto si è deteriorato per le vicende del Carnevale, per i problemi dei rapporti con l'Anas, per la conflittualità sul progetto Cittadino+, per il suo disaccordo con l'incarico all'ing. Di Muzio nei rapporti con i cittadini, per il Piano casa. Insomma io ho avuto la sensazione che lui non si muovesse nella direzione tracciata dal programma elettorale. Riconosco e gli sono grato per il suo contributo alla mia vittoria, ma anche io ho dato qualcosa all'Idv che altrimenti non sarebbe stata in Consiglio. Ma la gratitudine è una cosa, l'operatività è un'altra. A 20 mesi dalla mia elezione», ha aggiunto il sindaco, «risolti tanti problemi organizzativi, si tratta di dare una sterzata alla Giunta: o tutti insieme avanti o tutti insieme a casa. Io ed altri qui presenti vogliamo andare avanti. Perdo la maggioranza? Mi auguro di no. Io voglio fare un appello al senso di responsabilità di tutti i Consiglieri, come ho fatto anche l'altro anno: c'è tanto da lavorare, chi vuole bene a Francavilla – e non solo con il cuoricino sui manifesti – si faccia avanti concretamente. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? L'ultimo Consiglio per il gemellaggio con Tocco da Casauria. Si trattava di omaggiare Michetti, mica Di Quinzio. Di Pillo non c'era».
Sulla questione il Pd di Francavilla al mare ha sottolineato che non vi sono motivi per mettere in discussione l'alleanza con l'Idv.
«E' il caso che tutti, ma in particolare i soggetti che ricoprono cariche istituzionali, abbassino i toni», propone Pina Rosato segretario cittadino Pd, «dedicando tutte le residue energie a risolvere i problemi che da tempo affliggono la città e che, come è del tutto evidente, mal sopportano eventuali ulteriori ritardi».


Sebastiano Calella 23/12/2009 8.45

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