Le acque di Fonte Barco in pericolo con i lavori del metanodotto

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Bellissima, restaurata appena due anni fa anche con il contributo delle associazioni ambientaliste Eva- Ecoistituto Abruzzo e Mila Donnambiente: è la Fonte Barco a Fosso Grande di Spoltore oggi più che mai in pericolo.



SPOLTORE. Bellissima, restaurata appena due anni fa anche con il contributo delle associazioni ambientaliste Eva- Ecoistituto Abruzzo e Mila Donnambiente: è la Fonte Barco a Fosso Grande di Spoltore oggi più che mai in pericolo.





Le associazioni guidate da Edvige Ricci e Giovanni Damiani hanno inviato nei giorni scorsi telegrammi al sindaco di Spoltore, al presidente della Provincia, alla Sgi Gasdotti Italia, alla Sovrintendenza di Pescara per scongiurare il rischio che la fonte possa essere rovinata da alcuni lavori.
«La Sgi Gasdotti Italia», spiega Ricci, «sta realizzando un metanodotto lungo Fosso Grande. Abbiamo scoperto qualche giorno fa, allertati da alcuni proprietari dei fondi lungo la vallata, che il tracciato del metadonotto – che deve prevedere scavi profondi per il posizionamento delle tubazioni - piuttosto che continuare più o meno lungo la direttrice della strada, esattamente nella zona attorno alla fontana si allarga a cerchio risalendo verso le colline attorno al Barco»
Non si sa ancora se qualcuno avrà anche pensato di salvaguardare il sito della fontana, allontanandosene.
«L'effetto, nel caso in cui la fonte non sarà salvaguardata, sarebbe disastroso», continua Ricci: «già le cementificazioni a destra della fonte (strada provinciale, fossetti cementificati, edificazioni…) hanno ostruito la “raccolta” acque da un versante, facendo diminuire la portata delle cannelle. Se adesso andiamo ad aggiungere lo scavo e la trincea, che la circonderanno a sinistra, impedendo alle acque di arrivare anche da quel versante, abbiamo condannato a morte – dopo averla restaurata – quella meravigliosa magia idrica e architettonica, che per secoli e da secoli regala – inventandosela dal niente –l'acqua e la vita a Spoltore e alle sue terre».
Inutilmente i proprietari dei fondi hanno protestato e addirittura offerto gratuitamente il passaggio su altri loro pezzi di terreno, per evitare tali conseguenze.
Nessuna risposta né dal Comune né dalla ditta realizzatrice, per il momento.
«Questa è una fonte antichissima, bi-millenaria», racconta Giovanni Damiani, presidente di Ecoistituto Abruzzo, «costruita con tecnica di cunicoli sotterranei a trincea drenante, che raccolgono acque disperse nel sottosuolo, le riunificano e danno luogo ad una sorgente artificiale da cui è ricavata l'opera monumentale».
L'opera è interamente costruita in mattoni gialli e rossi ed il restauro è avvenuto dal 2004 al 2007 ad opera dell'Ecoistituto-Abruzzo (associazione no-profit) con un finanziamento del Comune di Spoltore .
«Il timore, se non la certezza», continua Damiani, «è che lo scavo del metanodotto in corso di realizzazione vada ad intercettare ed a rompere il cunicolo sotterraneo di alimentazione, il cui percorso esatto è ancora da determinare, e la fonte possa perdere per sempre la sua acqua che tornerebbe a disperdersi nel sottosuolo».


21/12/2009 9.25