Capistrello e disastro finanziario:«debiti, omertà e connivenze per i consensi»

Alessandro Biancardi

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CAPISTRELLO. «In nome dell’autonomia finanziaria vengono adottati atti amministrativi inefficaci, se non illeciti, in quantità impressionanti», è lo spaccato impietoso tracciato da Antonino Lusi sulla gestione di un piccolo Comune abruzzese.
CAPISTRELLO. «In nome dell'autonomia finanziaria vengono adottati atti amministrativi inefficaci, se non illeciti, in quantità impressionanti», è lo spaccato impietoso tracciato da Antonino Lusi sulla gestione di un piccolo Comune abruzzese.

Nell'immaginario collettivo i paesini rappresentano sempre un qualcosa di tranquillo, quasi di evanescente, un luogo dove riposarsi.
Ed invece, le cronache, i documenti e spesso anche le voci, raccontano di uno strapotere delle amministrazioni a scapito della collettività.
Antonio Lusi, consigliere parlamentare e autore di molte pubblicazione, ha raccolto, su indicazione del Centro di Iniziative Culturali di Capistrello, tutta la documentazione che rivela la drammatica situazione del Comune.
Si tratta di un paese di appena cinquemila abitanti, in provincia de L'Aquila, «vittima di una cattiva amministrazione che ha creato una voragine di debiti».
Per i prossimi 5 anni, il paese sarà in mano a tre commissari nominati dal Governo che avranno l'onere di gestire la situazione debitoria, in attesa delle future elezioni, bloccate dopo il sisma in tutta la provincia del capoluogo.
Sulla base dei tanti atti amministrativi raccolti nel libro “Profili di un dissesto economico finanziario”, Lusi dipinge un ritratto scioccante di quanto accaduto per anni in questo Comune dove la politica governata da interessi privati, dall'ingordigia dei consensi, dall'omertà e dalla connivenza ha affossato la comunità stessa, che sembra restare sola e disgregata.

«I CONSENSI NON SONO INDICE DI BUONA POLITICA»

Via via si è assistito «alla passiva riduzione dei compiti della politica e delle sue funzioni nell'immediatezza delle scadenze elettorali».
Scelte politiche effettuate, non per il bene della polis- scrive in sostanza Lusi- ma per creare consenso intorno alla maggioranza.
«Molti politici ed amministratori locali – si legge nella premessa del libro- recano danni irreparabili ai propri rappresentati, e in definitiva, allorchè ritengono che il loro compito si esaurisca nella mera ricerca del più ampio consenso politico assecondando qualsiasi richiesta venga formulata dal potenziale bacino elettorale. Questo non è fare buona politica: non produce automaticamente il buon governo della cosa pubblica ».
Secondo l'autore del libro, districare la complessa matassa e risalire alle responsabilità personali di singoli amministratori sarebbe cosa ardua, in quanto il circolo vizioso ormai innescato ed incancrenitosi toccherebbe tantissimi politici ed amministratori.
Lusi, consegnando nelle mani dei lettori i documenti senza commenti personali che sono riassunti nella premessa, ha auspicato «una presa di coscienza collettiva sulle ragioni del terremoto politico ed amministrativo che ha sconvolto il governo locale di Capistrello».

NON RESTA CHE SPERARE NELLA COMUNITA'

Cosa potrà fare la comunità tra «coscienza informata» ed «impegno civile» ?
«Occorrerà modificare profondamente modalità e contenuti della relazione tra cittadini e amministrazione locale non soltanto ai fini immediati e contingenti del pagamento dei debiti cospicui, già emersi e che emergeranno» sostiene Lusi «quanto piuttosto per promuovere un diverso e più evoluto rapporto all'interno della stessa comunità. Esistono persone eccellenti, di ogni genere e condizione sociale, capaci di crescere e migliorare sul piano individuale, ma non esiste una comunità forte, coesa e solidale». Dopo l'analisi approfondita delle carte e dopo aver riscontrato la «tendenza al rifiuto di assumersi responsabilità» da parte dei politici, Lusi spera nella consapevolezza dei cittadini «di essere titolari di precisi diritti e di poter avere la possibilità di usufruire di una amministrazione corretta».
Una piccola fotografia del Comune di Capistrello che, ingrandita, non farebbe altro che mostrare la realtà della politica italiana purtroppo spesso fondata sulla soccombenza dell'interesse generale al clientelismo.

Manuela Rosa 21/12/2009 8.57

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