Villa Pini in vendita: si cede il 51% ma la cifra è ancora sconosciuta

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il 51% di Villa Pini al Gruppo Patriciello, con la gestione diretta del “giocattolo”: su questo punto si è un pò raffreddata la trattativa per l'acquisto della galassia Angelini da parte degli imprenditori molisani della Sanità. (Nella foto la clinica del gruppo Neuromed) * INCONTRO IN REGIONE SU “PROVVEDIMENTI URGENTI”, MA VILLA PINI DISERTA





CHIETI. Il 51% di Villa Pini al Gruppo Patriciello, con la gestione diretta del “giocattolo”: su questo punto si è un pò raffreddata la trattativa per l'acquisto della galassia Angelini da parte degli imprenditori molisani della Sanità.
(Nella foto la clinica del gruppo Neuromed)



* INCONTRO IN REGIONE SU “PROVVEDIMENTI URGENTI”, MA VILLA PINI DISERTA


Il fiore all'occhiello del gruppo campano è l'Irccs Neuromed di Venafro.
Ci sarebbe, infatti, la contrarietà di Enzo Angelini a cedere il timone della nave, anche se sta affondando.
E' comunque una normale situazione di stallo in un'operazione complessa dove sono in ballo centinaia di milioni di euro ed una montagna di debiti e di crediti, ma anche storie personali e vicende private.
E proprio per chiarire gli aspetti economici reali, gli imprenditori molisani hanno chiesto una “due diligence” ad una società di revisione di Roma, con sede a Via del Tritone, nei pressi della sede nazionale del Messaggero.
Dalla radiografia dei conti – in questo caso forse si faranno una “tac” a moltissimi strati o addirittura una “risonanza magnetica nucleare” per andare ancora più a fondo– emergerà la valutazione finale del valore del Gruppo, prima del rush finale. La conclusione della trattativa, con la vendita, sembra così imminente che ieri nel pomeriggio – tra le polemiche su chi aveva avuto ragione al Tar nello scontro con il Comune che con un'ordinanza aveva chiuso le strutture della psico-riabilitazione – si era diffusa la voce che l'accordo era stato raggiunto.
Il che presupponeva l'arrivo a Chieti di consistenti somme di denaro, dell'ordine di qualche centinaio di milioni di euro, per pagare stipendi arretrati (ormai otto mesi) per circa 1700 dipendenti e per saldare fornitori inferociti.
Sembra, infatti, che alcuni macchinari, come la Rmn, siano in tilt per mancanza di pezzi di ricambio e questi pezzi non arrivano se non vengono pagati.
Stesso discorso per medicinali ed altro materiale, di cui la Clinica comincia a scarseggiare, stando alle denunce dei lavoratori e dei sindacati, oltre che delle famiglie.
Certo non aiutano la soluzione dei problemi e l'eventuale vendita le ultime tensioni con la Regione, dalla revoca dell'accreditamento da parte del commissario Redigolo dimissionario, alle diffide del presidente Chiodi, al rifiuto del Gruppo Angelini di partecipare ad un incontro con la Regione.
Potrebbe però essere che proprio queste tensioni accelerino la trattativa e la incanalino verso la soluzione, visto che Neuromed ha la capacità e le strutture per governare questo caos amministrativo e politico.
Il gruppo di Venafro, fondato nel 1976, è stato riconosciuto come Irccs (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) fin dal 1983.
Specializzato nello studio delle Neuroscienze e nella cura del sistema nervoso centrale periferico, il 15 febbraio 2005 è stato riconosciuto come Ente di rilevanza nazionale e di alta specialità ed è il secondo Centro in Italia per il trattamento chirurgico delle epilessie farmaco-resistenti.
Insomma una realtà in grado di assorbire e metabolizzare non solo debiti e personale, ma anche e soprattutto i veleni di questa lunga telenovela.

Sebastiano Calella 19/12/2009 9.47

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INCONTRO IN REGIONE SU “PROVVEDIMENTI URGENTI”, MA VILLA PINI DISERTA

CHIETI. «Noi a quest'incontro, meglio definirlo farsa, non ci saremo. Se la Regione vuole proprio vuole risolvere la “vertenza Villa Pini” cominci a pagare quanto ci deve e tutto si appiana».
Non lascia dubbi la lettera aperta indirizzata da Chiara Angelini al presidente Chiodi e agli assessori Venturoni e Gatti.
Oggi si parlerà “di provvedimenti urgenti” per la Clinica, in assenza dei titolari che specificano il loro no con una serie di motivazioni.
Più che una ripicca, sembra la resa dei conti per tutte le inadempienze che -secondo Villa Pini- la Regione avrebbe commesso: mai ricevuti da Chiodi & C, nonostante le sollecitazioni, sempre disattesi gli impegni presi anche pubblicamente, saltati gli incontri con la Commissione ispettiva che aveva ammesso di aver sbagliato i conti almeno per 17 milioni dei 100 in contenzioso, saltato il tavolo tecnico di confronto e così via.
Tra l'altro anche aver firmato i contratti con le Asl (l'assenza di questi documenti era stata presa a pretesto per non erogare fondi) non ha avuto come conseguenza il pagamento delle prestazioni.
Infine è molto strano – prosegue Chiara Angelini – che le Asl da una parte dichiarano di non dover nulla al Gruppo, mentre in sede di udienze in Tribunale «si dichiarano debitrici verso Villa Pini, consentendo ai lavoratori il pignoramento delle cifre per gli stipendi».
«Insomma», aggiunge Angelini, «mentre da una parte si certifica che il Gruppo ha alcuni crediti, che però non vengono erogati, dall'altra si tenta di toglierci l'accreditamento sul presupposto che abbiamo solo debiti e stipendi da pagare. Non è così come da più parti si vuole far credere – conclude la lettera aperta di Chiara Angelini – la vertenza Villa Pini è un'invenzione di chi vuole il fallimento del Gruppo. Che ci veniamo a fare ad un incontro che poteva essere conclusivo se solo fosse stato preceduto da tutto quello che non c'è stato e non per colpa nostra?»

19/12/2009 9.11