Stupro Pescara Vecchia, 9 anni ad Alessio Di Girolamo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il tribunale collegiale di Pescara ha condannato a nove anni di reclusione Alessio Di Girolamo, 24 anni, di Pianella, per aver violentato il 10 giugno del 2006 una donna di Montesilvano.


Il pm, Giampiero Di Florio, aveva chiesto 15 anni.
Di Girolamo e' stato condannato per violenza e lesioni, mentre e' stato assolto per rapina.
L'episodio avvenne a Pescara in Piazza Unione. Di Girolamo avrebbe seguito la donna, che era uscita da un locale di via dei Bastioni, e l'ha aggredita e spinta con forza in una via laterale all'interno di un'aiuola, tirandole anche alcuni pugni al volto.
Di Girolamo dopo averle strappato i vestiti, avrebbe costretto la donna a subire rapporti sessuali.
Per l'occasione la città si mobilitò con una fiaccolata a sostegno della vittima. Il ragazzo,
però, dopo 4 mesi di carcere venne scagionato dall'esame del dna.
Il ragazzo confermò unicamente di aver trascorso qualche minuto con la giovane vittima, all'uscita del pub, e aveva parlato anche di un diverbio e delle percosse.
Contro di lui si sono ritorti anche precedenti penali che non hanno aiutato a disegnarne un profilo da ragazzo modello: scorribande con coetanei, atti osceni in luogo pubblico, atti di vandalismo.
La famiglia lo ha sempre sostenuto, il padre, la madre e le due giovani sorelle lo hanno emotivamente incoraggiato anche se l'affetto non ha mai oscurato la volontà di voler conoscere cosa fosse accaduto realmente quella maledetta notte.
Anche il Comune di Pescara si costituì parte civile: «la motivazione», spiegò l'ex sindaco Luciano D'Alfonso, «si fonda sul grave danno che gli imputati, a prescindere dalle lesioni e dalle violenze arrecate alla vittima, hanno provocato alla città nella sua dimensione di luogo accogliente ed ospitale per le persone, che come tale esclude ogni forma di violenza, a partire dalle forme odiose della violenza di genere».
Il 1 dicembre scorso Alessio Di Girolamo era stato condannato a dieci anni per un altro episodio: l'assalto alla questura di Pescara avvenuto nel novembre 2008.
In quel caso si trattò di un vero e proprio blitz punitivo scattato alle 6.45 di mattina. Di Girolamo si trovava insieme a due amici Pino Di Tommaso, 42 anni di Chieti e Roberto Colaiocco, 25 anni di Pianella.
I tre si sono presentati in questura con un pugnale e una mannaia.
Un posto decisamente poco indicato per esibire un tale biglietto da visita.
Sono arrivati a bordo di una Citroen C6 fino all'ingresso della questura, in via Pesaro, dove c'è la guardiola. Hanno frenato di colpo (tanto per annunciarsi con discrezione), sono scesi dalla vettura quasi come fossero invasati, hanno poi raccontato gli agenti.
«Uccidiamo tutti», hanno gridato, «occupiamo la questura».
Erano fuori di senno, probabilmente sotto effetto di stupefacenti e alcol.
Impossibile farli ragionare o tentare di capire che cosa volessero.
Ce l'avevano con la polizia e hanno preso di mira i primi agenti che si sono trovati davanti, ovvero quelli che si trovano nella guardiola, che solitamente danno il permesso per entrare negli uffici.
I tre hanno aggredito gli agenti, ne hanno feriti quattro.
Il caso ha voluto che la questura fosse piena... di poliziotti che sono subito intervenuti per fermare gli invasati.
Il legale dei tre parlò di gesto non premeditato, e di ragazzi tranquilli che probabilmente si erano espressi male.

19/12/2009 8.56

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