Sì alla messa in sicurezza dell’ex discarica Montedison a Bussi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Lunedì mattina una conferenza di servizi ha messo un primo e parziale punto fermo sulla messa in sicurezza d'emergenza per una delle quattro discariche (due grandi e due minori) comprese nel perimetro del sito di Bussi.


La Conferenza dei Servizi che si è tenuta lunedì scorso al Ministero dell'Ambiente ha approvato il progetto presentato dal commissario straordinario per il bacino Aterno-Pescara Adriano Goio per la discarica di Bussi.
La Montedison, da quanto si apprende, sarebbe disposta a versare i soldi necessari anche se i legali dell'azienda hanno subito precisato che questo gesto non implica alcuna assunzione di responsabilità sul piano legale.
La decisione sarebbe stata presa in quanto la multinazionale è la proprietaria dell'area e le prime manovre si vedono soltanto a più di due anni dalla scoperta della discarica più grande d'Europa.
Soddisfatte le associazioni Italia Nostra, Marevivo, Ecoistituto Abruzzo, Mila Donnambiente che ritengono importanti le decisioni assunte nella riunione romana.
«Si è finalmente riconosciuta l'urgenza indifferibile degli interventi di messa in sicurezza e successivamente bonifica delle aree inquinate del sito», spiegano le associazioni presenti all'incontro a Roma, «eliminando ogni alibi relativo all'impossibilità di agire in zone sottoposte a sequestro giudiziario».
Per quanto riguarda la discarica exMontedison a Bussi – la cui competenza è a capo del commissario governativo Goio – si è accettata la proposta di un progetto che intende procedere all'isolamento/copertura superficiale, con teli di plastica,della discarica, come mero intervento utile alla diminuzione dell'impatto del rilascio di inquinanti per effetto delle piogge.
A questo proposito le associazioni hanno sostenuto che la messa in sicurezza operativa avverrà solo quando si impedirà il contatto tra la discarica inquinante e le falde e le acque fluviali.E a questo proposito è stato anche posto il problema della corretta quantificazione delle ricchissime portate idriche in quel territorio, tali da dover ragionare anche sul pericolo di possibili esondazioni.
«Abbiamo positivamente preso atto», spiegano ancora i comitati, «che il Ministero Ambiente ha ribadito che non esistono né possono esistere ragioni di spesa che debbano impedire la progettazione scientificamente corretta e tecnicamente esaustiva di quanto deve essere realizzato ai fini della sicurezza e della bonifica ambientale».

Sono state richiamate anche tutte le responsabilità degli organismi ed enti locali preposti al controllo e al risanamento del territorio, perché operino nell'ambito delle norme e delle corrette relazioni istituzionali. Si è constatata, però, l'assenza, al tavolo ministeriale, della Provincia di Pescara,l' ente che tra i primi dovrebbe essere interessato alla salute ambientale e sanitaria di una così ampia parte del territorio amministrato.

16/12/2009 11.13