«Buffoni, buffoni, vergognatevi», il concorso salta e arrivano i carabinieri

Alessandro Biancardi

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TORTORETO. Caos, improvvisazione e arrivo dei carabiniere ieri pomeriggio mentre si stava tenendo un concorso pubblico, bandito dal Comune di Giulianova.
Più o meno 400 i candidati che si sono radunati nel primo pomeriggio all'hotel Panoramic di Tortoreto per sostenere la prima prova scritta di un concorso per 5 posti da assistente socio educativo e un contratto a tempo indeterminato. Una manna dal cielo di questi tempi.
Diplomati, laureati e anche qualche disoccupato un po' avanti con l'età: tutti sono arrivati sperando in qualcosa di buono e se ne sono andati via, cinque ore dopo, imbufaliti e senza aver potuto svolgere il quiz a crocette annunciato.
In vari momenti si è sfiorata la rissa: bersaglio preferito Donato Simeone, dirigente del Comune e presidente della commissione d'esame che si è beccato ogni genere di improperio.

E' UN MATRIMONIO O UN CONCORSO?

Che sarebbe stato un concorso tormentato lo si è capito fin dal principio. Alle 14.30 sono arrivati per primi i candidati che avevano fatto la richiesta di ammissione al concorso via fax.
Più o meno 300 persone si sono ritrovate nella hall dell'hotel per completare la registrazione ma qui la prima sorpresa: decine di fax, secondo i segretari del concorso, non erano mai arrivati a destinazione, ovvero in Comune, e si è andati avanti improvvisando.
Poco più tardi sono arrivati i partecipanti che avevano portato la domanda di ammissione direttamente a Palazzo di Città, a mano. Altra sorpresa: anche qui decine di candidature sparite. La contestazione ha cominciato ad aumentare.
Alla fine tutti sono stati ammessi e, per assurdo, anche un non iscritto avrebbe potuto partecipare alla prova, magari in qualità di ''suggeritore'' del candidato vero e proprio, arrivato solo per dare un aiutino.
La parte più esilarante c'è stata quando gli aspiranti educatori si sono trasferiti dalla hall dell'albergo all'''aula'' d'esame: di fronte si sono trovati enormi tavoli rotondi e sedie di gran stile: mancavano solo posate e portate luculliane e poi sembrava di essere arrivati direttamente ad un banchetto nuziale.
A dire il vero qualcosa da mangiare è passato sotto il naso dei candidati: mentre la rabbia aumentava ha fatto l'ingresso un uomo, presumibilmente dell'hotel, con due cesti pieni di croissant. «Sono per noi?», si sono chiesti i candidati. «Non abbiamo ancora iniziato e già ci portano la merenda?», si è chiesto qualcun altro stupito. «Che schifo», ha mormorato qualche schizzinoso, «mi sembra di stare su Scherzi a Parte».


(La postazione d'esame)

SEDIE E TAVOLINI DI PLASTICA

Di sicuro un concorso pubblico non si può fare seduti ad un tavolo circolare da 8-10 persone e così i responsabili dell'hotel, spronati dalla commissione, hanno cercato di fare il possibile.
In soccorso sono arrivati anche alcuni tavolini di plastica che avrebbero dovuto fungere da banco ma il numero era decisamente esiguo. Così si è optato per una mossa ''geniale'': le oltre 800 sedie di lusso, in stoffa bianca e nera con schienale alto, sono state posizionate in modo tale che ciascun candidato ne avesse una sua su cui sedersi e un'altra da utilizzare come banco. Tra l'incredulità e lo shock generale si è andati avanti.



Altro intoppo: quando l'80% dei candidati era già ''comodamente'' sistemato: più di 50 persone non avevano una loro postazione.
Il malumore a questo punto è salito alle stelle, la gente ha cominciato a gridare «buffoni, buffoni», «vi dovete vergognare». Si è arrivati così alle 18,30 senza che nessuno sia riuscito a prendere una penna in mano. C'è chi aveva preso una giornate di permesso non retribuita perchè con contratto precario, chi doveva andare a riprendersi i figli lasciati a nonni o in asili nido.



I CARABINIERI E LA RIVOLTA GENERALE

All'improvviso è arrivato nella sala anche un carabiniere chiamato da qualcuno dei candidati.
Ha parlato con il presidente della commissione. La folla in delirio: si è capito, insomma, che non c'erano le condizioni per andare avanti. Impossibile sentire le comunicazioni di Simeone al microfono: «attenzione, ascoltatemi...» ha cercato di dire ai candidati che gli si sono stretti tutti intorno. «Io sono il presidente della commissione», ha tentato di dire...e giù fischi e insulti.
La prova è stata così rimandata a data da destinarsi: «voglio essere rimborsata», ha gridato qualcuno, «ma prendeteli direttamente questi 5 raccomandati e la facciamo finita....», ha detto qualcun'altro.
L'orale, previsto per venerdì prossimo, ovviamente è saltato.
I candidati adesso si domandano se con la confusione che la segreteria del concorso ha fatto con i fax e le lettere d'ammissione riuscirà ad avvertire tutti della nuova data.
La folla è andata via schifata. Una giornata intera completamente persa, e rabbia maggiore per chi è venuto da lontano. Qualcuno da L'Aquila, altri anche da Bologna o Pesaro.
Anche il presidente Simeone a fine giornata ha ammesso : «mi vergogno di quello che è successo» e si è beccato così il primo «bravo» della giornata.



IL COMUNE DISPIACIUTO

In serata il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, ha emanato un comunicato stampa nel quale ha annunciato che il Comune «adotterà severe misure per tutelare l'immagine dall'amministrazione comunale, rivalendosi con un'azione di responsabilità sulla proprietà del Panoramic».
«La prova», ha spiegato il primo cittadino, «è stata rinviata non sussistendo più le condizioni oggettive per lo svolgimento. Infatti, la sala dell'hotel scelto come sede del concorso, il Panoramic di Tortoreto, contrariamente all'impegno assunto dalla direzione, e discostandosi dalle indicazioni date dal dirigente comunale competente, non era stata affatto allestita per lo svolgimento della prova».
«Ci scusiamo con i concorrenti per quanto accaduto – ha detto ancora Mastromauro – ma ciò non è addebitabile all'Amministrazione, che ha fatto di tutto per assicurare il regolare svolgimento del concorso, come peraltro avvenuto con quello per geometri. Noi avevamo firmato un contratto con la direzione dell'hotel per una sala attrezzata a sede concorsuale, con allestimento di banchi e sedie secondo le nostre specifiche indicazioni».
Ma i fax e le altre iscrizioni dovevano arrivare in Comune non all'hotel. E' innegabile che il tutto non è stato organizzato nel migliore dei modi.

a.l. 16/12/2009 8.54

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