A Giulianova multa a chi toglie il crocifisso dai locali pubblici

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. E’ diventata ormai una battaglia culturale montata spesso ad arte che genera pericolose contrapposizioni.




GIULIANOVA. E' diventata ormai una battaglia culturale montata spesso ad arte che genera pericolose contrapposizioni.



«La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni».
E' quello che ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana.
Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha poi subito annunciato di aver proposto appello.
Così negli ultimi tempi, tempi duri per la giustizia, si è passati a criticare le sentenze nostrane prima e poi quelle europee che non fanno altro che ribadire un concetto fondamentale: lo Stato è laico. Una cosa scritta a chiare lettere nella Carta costituzionale.
Sta di fatto che in tutta Italia stanno fiorendo mozioni varie presentate nei consigli comunali per far rimanere il simbolo religioso negli uffici pubblici e nelle scuole.
A Giulianova, forse il primo comune abruzzese a farlo, il sindaco ha stabilito una multa a chi toglie il crocifisso.
Nella ordinanza firmata oggi dal primo cittadino, Francesco Mastromauro, il Crocifisso è «espressione dei valori civili che hanno un'origine religiosa, pur nel rispetto della laicità dello Stato» ed inoltre costituisce un «simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti), che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato».
Il sindaco Mastromauro ha firmato l'ordinanza recependo la delibera adottata dal Consiglio Comunale dello scorso 30 novembre 2009.
L'ordinanza verrà presto notificata per l'esecuzione ai dirigenti dei Circoli Didattici ed ai responsabili di ogni struttura pubblica.
Si prevede per i trasgressori una sanzione amministrativa di 500 €.
12/12/2009 17.32