Rifiuti nel pescarese: la politica tra interessi privati, società e sentenze

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Tre pubblici ministeri per indagare sulle vicende della Ecoemme di Montesilvano. Forse troppe forze impiegate in un solo puzzle anche se molto intricato. Il sentore però è che ci si trovi di fronte invece ad una di quelle inchieste a largo raggio.

PESCARA. Tre pubblici ministeri per indagare sulle vicende della Ecoemme di Montesilvano. Forse troppe forze impiegate in un solo puzzle anche se molto intricato. Il sentore però è che ci si trovi di fronte invece ad una di quelle inchieste a largo raggio.

La giustizia dopo la sanità sembra voler affrontare il mondo della immondizia e dei suoi affari trasversali che coinvolgono sempre privati e politica in un abbraccio qualche volta mortale.
Dunque i pm Nicola Trifuoggi, Gennaro Varone e Annarita Mantini potrebbero occuparsi di uno scenario molto ampio che riguarda i privati imprenditori coinvolti nella Ecoemme ma anche altri e potrebbero scandagliare tutti quegli atti della politica in almeno di due province: quella di Pescara e quella di Teramo.
Decenni di atti amministrativi che hanno creato situazioni consolidate e fatto crescere da una parte gli interessi di privati e dall'altra le tasse pagate dai cittadini.
In uno scenario di questo genere si contano numerose sentenza fotocopie del Tar per alcuni comuni del pescarese che hanno affidato direttamente il servizio di nettezza urbana alla Ambiente spa.
Sentenze chiare che parlano di «illegittimità dell'affidamento» ma che a distanza di anni non sembrano essere state applicate.
Appare dunque utile e propedeutico fare una veloce panoramica sui soggetti impiegati nella gestione dei rifiuti nel Pescarese e sull'assetto voluto dalla politica.

LE SOCIETA' MISTE: OCCASIONI PER NUOVE SPECULAZIONI

E districarsi tra le società che si occupano di rifiuti nel Pescarese è cosa ardua.

ATTIVA SPA. Intanto si parte dalla raccolta dei rifiuti del capoluogo Adriatico che è curato da Attiva spa, 100% del Comune, dunque capitale interamente pubblico che da mesi inspiegabilmente non ha più un sito né può fornire indicazioni agli utenti.
Non può nemmeno fornire indicazioni sul suo assetto, gli organi amministrativi, i compensi, le consulenze.
In una parola niente trasparenza anche se c'è una legge precisa e chiara in merito che obbliga anche una società come Attiva a rendere pubblici i dati. Ovviamente nessuno protesta.

ECOEMME SPA. Un punto nero infinitesimale se lo si confronta con quelli che sorgono imbattendosi nella Ecoemme che cura il servizio a Montesilvano e nella Comunità Montana Vestina (Penne).
La Ecoemme è attualmente scandagliata dalla procura per una serie di presunte irregolarità che sarebbero tutte tese a favorire il privato, in questo caso la famiglia Di Zio proprietaria della Deco spa che partecipa per il 47,83% nella Ecoemme.
Presidente del Consiglio di Amministrazione della Ecoemme è Franco Mancioppi (€ 10.260 annui), Amministratore Delegato è Ferdinando Di Zio (€ 10.260), consiglieri di amministrazione sono Umberto Di Pasquale, Pasqualino De Luca Ettore Paolo Di Zio, Lorenzo Colazzilli tutti prendono € 5.583.
Presidente del Collegio Sindacale è Giuseppe Rasetta (€ 6.000,00), sindaco effettivo è Maria Cuoccio (€ 6.000) con Paolo Sebastiani (€ 6.000)

AMBIENTE SPA. Alla Ecoemme partecipa per un 2,31% anche la Comunità montana Vestina che è presente anche nella Ambiente spa, un'altra importante società che pare avere molta fortuna nel pescarese: infatti figurano come soci ben 32 Comuni della provincia tra cui Montesilvano, Penne, Pescara, Spoltore, Pianella, Salle e molti altri.
Il presidente è Massimo Sfamurri (€ 32.191,92), il vice Luciano Vernamonte (€ 14.486,40), consigliere Antonio Di Girolamo (€ 14.486,40), direttore Amedeo D'Aurelio (€ 38.156,00)
Vista la grossa mole di lavoro la Ambiente spa si avvale del consulente fiscale Lorenzo Appignani (€ 14.400,00). Vi sono poi il Presidente del collegio sindacale, Carlo Garofalo, ed i sindaci Antonio Montemurro e Danilo Di Costanzo.
Per un totale di sette componenti degli organi direttivi. Un numero elevato se si considera che i dipendenti sono appena 6.
Quasi una barzelletta a cui nessuno ride più perché vecchia come il cucco.
Eppure la spa utilizza sul suo sito, e non solo, parole roboanti per descrivere la loro «solidità», «autorevolezza», «professionalità». Ma con soli sei dipendenti.
Si massacreranno di lavoro, verrebbe da pensare, ed ognuno di questi sarà costretto a fare il lavoro di almeno 5 persone.
Macchè la mancanza di personale non è altro che la giustificazione per girare il vero lavoro al braccio operativo, l'ente strumentale di Ambiente spa che si chiama Ecologica srl.
Il capitale sociale di Ambiente spa come detto è interamente pubblico, quello dell'ente strumentale invece no.
Ad Ecologica srl infatti partecipa per il 49% la Deco spa ancora una volta Di Zio che ha vinto una apposita gara per l'acquisto della quota societaria.
Nel tempo, però, si ricordano feroci polemiche inerenti proprio l'affidamento del servizio alla Ambiente spa avvenuto con delibera da parte di tutti i comuni soci, un affidamento diretto che ha giustificato in realtà il servizio di nettezza urbana alla Ecologica srl.
Diverse sentenze del Tar hanno a più riprese sancito l'illegittimità dell'affidamento da parte dei Comuni. Il Consiglio di Stato in più pronunciamenti ha chiarito che tali affidamenti non sono regolari.
Proprio su questo argomento intervenne anche l'associazione Codici che denunciò tutto alla procura della Repubblica.
Le sentenze tuttavia non sembrano aver apportato particolari sconvolgimenti e pare che tutto continui come sempre.
Parlano chiaro i siti internet dove figurano tra i Comuni soci e dunque ove si opera il servizio anche quei comuni bocciati sonoramente dal Tar.
Da notare che in molti dei comuni del Pescarese il servizio prima del 2005 era svolto dalla Deco spa che poi dovette cedere il passo al subentro della Ambiente spa.
Ma solo temporaneamente perché poi, come abbiamo visto, con la Ecologica srl la Deco, seppur con quota minoritaria, è ritornata.

TERAMO AMBIENTE SPA (TEAM). La panoramica si chiude per ora con la Teramo Ambiente spa.
La Te.Am. è una società mista pubblico-privata che si è costituita il 25 novembre 1995, per diventare operativa il successivo 1 marzo 1996.
Ha capitale sociale di € 1.291.000,00.
I soci pubblici, che detengono il 51,00% delle azioni, sono: Comune di Teramo: 48,50%, MO.TE. e Ambiente S.p.A. (ex CO.R.S.U. Consorzio Comprensoriale per la Costruzione e gestione associata degli Impianti di Smaltimento di Rifiuti Solidi Urbani): 2,00% e la Provincia di Teramo: 0,50%.
Il socio privato, che detiene il 49,00 % delle azioni, è la SLIA TECHNOLOGIES Srl di Venezia.
Tale società sarebbe detenuta da una società svizzera, la Ecomanagement sa, che poi avrebbe cambiato denominazione sociale in Immogeste sa, con sede a Ginevra.
Nel suo passato gli atti societari ricordano una “liquidazione volontaria” che deve essersi conclusa con un nulla di fatto visto che la socità risulta ancora oggi essere socio minoritario della Te.am.
Presidente della Team fino a qualche mese fa era l'attuale assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni, oggi, invece, è Michele Raimondo, Amministratore delegato è Giovanni Faggiano, nominato a suo tempo liquidatore della Slia.
Gli altri consiglieri sono Vittorio Cardarella, Giuseppe Rubicini, Corrado De Iuliis.
Il Collegio Sindacale in carica è formato da: Giancarlo D'Andrea che è Presidente e da Angelo Camaioni e Paolo Bellamio.
Il complesso delle attività svolte dalla Te.Am. Teramo Ambiente S.p.A. impegna circa 200 dipendenti diretti, nonché «specifiche e temporanee collaborazioni specialistiche esterne».

10/12/2009 8.48

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