Pianeta anziani, migliaia di lettere dall’Abruzzo ai vertici delle istituzioni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Revisione dei criteri per la rivalutazione automatica delle pensioni. Agevolazioni fiscali per il recupero di almeno una parte del potere di acquisto perduto.



Erogazione dell'assegno per il nucleo familiare anche per i pensionati ex lavoratori autonomi. Potenziamento degli strumenti di contrasto alla povertà, come la “Social Card” o il Bonus famiglie. Adeguato finanziamento del fondo per la non autosufficienza e detrazione fiscale dell'intero costo delle badanti.
E poi ancora: salvaguardia dei livelli essenziali ed uniformi di assistenza sanitaria e definizione dei livelli di assistenza sociale in un quadro di Welfare pubblico.
Sono gli argomenti al centro dell'iniziativa dei pensionati abruzzesi aderenti al Cupla, il Coordinamento unitario dei pensionati del lavoro autonomo, una sigla che raggruppa le organizzazioni del mondo dei pensionati di Cia, Confartigianato, Confagricoltura, Confesercenti, Coldiretti, Cna, Fnapa, Confcommercio. Migliaia di lettere personalizzate, con tanto di firma di ciascun anziano, indirizzate tra gli altri al presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, ai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, ai ministri dell'Economia e del Welfare, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, ai parlamentari di maggioranza e opposizione, al presidente della Regione Gianni Chiodi e ai primi cittadini delle principali città abruzzesi sono in partenza in questi giorni che precedono le festività natalizie.
I pensionati, espressione delle organizzazioni del mondo dell'impresa, chiedono misure urgenti per far fronte al disagio economico e alla carenza dei servizi sanitari di cui sono vittime.
«Le scrivo - afferma la lettera indirizzata ai rappresentanti istituzionali, prima di entrare nel merito delle diverse richieste - per parlarLe della situazione di milioni di pensionati che, come me, hanno visto negli ultimi anni peggiorare la propria condizione economica e sociale. Soprattutto dopo l'entrata in vigore dell'euro, abbiamo dovuto affrontare aumenti enormi dei costi dei generi di prima necessità, con pensioni che perdevano progressivamente potere di acquisto e che adesso non ci consentono più di gestire la nostra vita in modo dignitoso».

09/12/2009 14.02