Ici, meno soldi dallo stato. Problemi imprevisti a Pineto

Alessandro Biancardi

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PINETO. Brutte notizie per le casse del Comune di Pineto. Il Ministero dell'Interno, infatti, ha comunicato le somme spettanti per l'anno 2009 per il rimborso Ici per l'abitazione principale, relativamente all'anno 2008.
Rispetto al mancato introito di 510 mila euro che la responsabile dell'area Ragioneria e Finanza, la dottoressa Orietta Colleluori, ha certificato e trasmesso agli organi competenti dello Stato, è stata attribuita al Comune pinetese la somma di 394 mila 680 euro circa, ovvero il 23 per cento in meno.
Soldi che l'amministrazione dovrà ora recuperare attraverso il proprio bilancio.
«Il problema vero comunque è un altro», spiega l'assessore alle finanze Guerino Martella, «infatti nel 2010 avevamo ad esempio previsto, attraverso il nostro piano finanziario, che l'Imposta Comunale sugli Immobili, sempre relativamente alla prima casa per l'annualità 2009, avrebbe fruttato circa 550 mila euro, quindi 40 mila euro in più rispetto al 2008. Sappiamo però per certo che il Governo Centrale si limiterà a valutare il rimborso sempre sulla base dei 510 mila euro che non ci verranno tuttavia mai dati come è già accaduto quest'anno. E' una situazione grave che mette in difficoltà gli enti locali, costretti ogni anno a fare i conti con trasferimenti sempre minori da parte dello Stato. Eppure era stato proprio questo Governo ad annunciare in pompa magna il taglio dell'Ici sulla prima casa assicurando che avrebbe provveduto poi lo Stato al ristoro verso gli enti locali. Solito fumo negli occhi dei cittadini, scaricando ogni responsabilità sulle amministrazioni locali».
Ma i guai non vengono mai da soli. Infatti ai Comuni non verranno neppure più garantite le risorse economiche che erano necessarie per pagare i libri di testo per le scuole elementari.
«In effetti niente soldi per i libri di testo», prosegue l'assessore Martella, «per risparmiare 103 milioni di euro, il Governo ha deciso di non rifinanziare il capitolo che serviva a garantire ai Comuni i fondi per pagare i libri dei bambini che frequentano le elementari. L'obbligo di gratuità non è stato abrogato formalmente. Ma lo Stato non passerà più ai Comuni i soldi per le cedole, chiedendo di fatto agli enti locali di provvedere con le proprie entrate. I fondi dovrebbero essere recuperati con le incerte entrate dello scudo fiscale. Siamo in una situazione assai difficile».

05/12/2009 13.45