Il parco Maiella diffama PrimaDaNoi.it: «interessi occulti dietro il giornale»

Alessandro Biancardi

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LA RISPOSTA ABRUZZO. Se avessimo scritto che dietro un impianto eolico fermo da 10 anni c’è la puzza putrida delle tangenti e della mala politica, che c’è la dittatura della corruzione incancrenitasi nei decenni;
che magari tutti sapevano i giochetti che si facevano ai tempi della Dc e del consorzio; che Cimini e gli altri politicanti non potevano non sapere, saremmo stati scorretti, insinuanti e passibili di querele.

Per questo non lo abbiamo scritto.
Il direttore del parco Nicola Cimini, che evidentemente non conosce lo stile, l'educazione e la classe, si improvvisa professore sentendosi in diritto di dare lezioni di giornalismo, lui che la materia la conosce, e getta fango senza possibilità di avere dubbi sulla interpretazione di parole lapidarie contro questo giornale e l'onorabilità di chi ci lavora.
Tutto scritto sul sito del Parco Maiella
, che lui dirige da un decennio.
Piccolo bignami delle ingiurie.
1) “…La risposta del Parco non solo è stata sapientemente censurata in tutte le parti “scomode” ma anche manipolata…”
2) “…Un inganno ai lettori…”
3) “…mancanza di trasparenza…” (noi? Come mai non ci sono i compensi, i curricula e le consulenze sul sito del Parco obbligatorie per legge?)
4) “…versione artefatta di quello che risulta comodo, per visione politica o per interesse economico..”.

Questo quotidiano è isolato e messo al bando dai poteri, non chiede fondi pubblici, non sperpera denaro pubblico, non è un ente pubblico, non prende tangenti, e soprattutto sopporta stress e fatiche enormi per far emergere verità di cui questa regione ha enorme bisogno.
Invece, il diligente amministratore pubblico si infastidisce al fatto che un quotidiano possa mettere il naso “nel suo territorio” e si interessi ad un fatto ormai vecchio ma sempre attuale, visto che le pale stanno lì da anni nel territorio del parco ma Cimini ormai non le vede più e probabilmente penserà che è normale così.
Per noi non è un vecchio argomento e vogliano sapere di chi sono le responsabilità, dove sono finiti i soldi, chi ripagherà i mancati guadagni alla collettività ed ora grazie al direttore Cimini abbiamo molti indizi in più su questa vicenda.
La maleducazione e la reazione dell'amministratore pubblico messo lì da una politica di certo di pari livello la dice lunga sulla levatura di certe istituzioni ed il fastidio che un giornale onesto può dare.
Ma un solo tipo di persone prova fastidio nei confronti della verità.
Un direttore che è irreperibile per una settimana, al telefono la dipendente infastidita ci risponde che «è in ferie», se chiami di pomeriggio ti redarguiscono perché «il pomeriggio non si risponde al telefono», insomma si capisce che nessuno sa dove sia il direttore.
Questo personaggio accusa PrimaDaNoi.it di censura per aver tagliato delle sue dichiarazioni, irrilevanti, farneticanti, offensive ed errate che lui ha voluto meditare e scrivere e non rispondendo alle domande postegli.
Non era censura, era semplicemente decoro e classe e tutela nei suoi confronti per evitare di fargli fare la figura che invece ha voluto fare per forza.
Abbiamo evitato di pubblicare le parole di cui il fiero Cimini insozza il sito di un ente pubblico, non il suo ma che evidentemente è abituato a gestire come
se fosse roba sua. Farneticazioni colossali che vanno dalle insinuazioni sulla pubblicità (il direttore del parco non inciampa spesso nei computer e sconosce
la pubblicità contestuale) mentre invece conosce bene i metodi di inquinamento delle informazioni: la pubblicità.
Spieghiamo meglio.
PrimaDaNoi.it avrebbe scritto l'articolo che tanto fastidio ha dato all'illustre direttore perché noi, secondo lui, saremmo stati pagati da una ditta che produce impianti eolici e che avrebbe inserito l'inserzione proprio dentro l'articolo incriminato.
Cimini fornisce sul sito pubblico tanto di screen shoot
con riquadro evidenziato e insinua: che legami ci sono tra il giornale e l'azienda eolica? 

Siamo stati comprati per fare informazione distorta?
Insomma non esattamente la prima idea che balenerebbe nella mente di un comune cittadino.
Vuoi vedere che Cimini ci illumina sul peccato originale della stampa e ci spiega perché nessuno parla di temi che danno fastidio?
Questo personaggio è evidentemente avvezzo a queste tecniche e probabilmente si spiega così il silenzio di altre testate che non si sono mai occupate della faccenda.
Una cosa che aveva notato direttamente lo stesso Cimini:«non se ne è mai occupato nessuno, perché ve ne occupate voi?»
E' così. Questo personaggio è un diffamatore recidivo, maleducato ed analfabeta informatico che a questo punto ne risponderà nelle sedi competenti.
Ma è soltanto un amministratore come tanti, che crede di essere onnipotente e di gestire la sua azienda. E invece è un ente pubblico.
Insomma una cosa normale.
Mi fa una strana impressione stare qua a minacciare querele (proprio come quei politicanti minacciosi e un po' grotteschi) ma magari è la volta buona che riusciamo a tirare su un gruzzoletto e a fare qualche buon investimento e a dare lavoro a qualche giovane che, invece, deve aspettare perché ci sono troppi Cimini in questa regione.
Cimini si vergogni, ma qualcuno gli spieghi come si fa.

Alessandro Biancardi 04/12/2009 20.40

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23922]LA RISPOSTA DEL DIRETTORE[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23856]IL PRIMO ARTICOLO SULLE PALE ABBANDONATE[/url]

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