Continuano i blitz per gli sfratti degli abusivi: oggi altre 4 famiglie

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «L’operazione per ripristinare la legalità non è uno spot» ha dichiarato il sindaco Luigi Albore Mascia «continueremo con gli sfratti di quelle famiglie che occupano abusivamente alloggi popolari».
Sono tempi duri perché chi pensava di poter restare negli alloggi popolari occupati dopo aver sfondato le porte, sottraendoli di fatto a famiglie che ne hanno diritto.
E' una «battaglia coraggiosa per la legalità e la trasparenza » che hanno deciso di combattere tutti insieme: enti locali (Comune, Prefettura,) e forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale).
Questa mattina sono state messe fuori casa, con l'intervento delle forze dell'ordine e di assistenti sanitari, altre quattro famiglie che vivevano abusivamente in case popolari.
Contestualmente si è provveduto alla riassegnazione degli alloggi alle famiglie aventi diritto. «L'operazione di questa mattina è andata bene. Se da un lato non è bello cacciare delle persone da casa», ha dichiarato l'assessore all'Edilizia Residenziale Pubblica, Isabella Del Trecco, «dall'altra è impagabile la sensazione che si ha vedendo le famiglie con diritto che si commuovono dopo aver ricevuto le chiavi in mano».
Le zone interessate dall'operazione di questa mattina sono via Lago di Capestrano, via Lago di Borgiano, via Aldo Moro e via Caduti per Servizio.
Il prefetto di Pescara, Paolo Orrei, in conferenza stampa, ha parlato di «un'importante sinergia con la quale è possibile superare anche problemi insormontabili».
A sottolineare la collaborazione in atto, c'è stata la folta partecipazione dei vertici delle forze armate locali alla conferenza di questa mattina in Prefettura.
Oltre al sindaco di Pescara e al prefetto Paolo Orrei, hanno partecipato il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Maurizio Favia, il Questore Stefano Cecere, il Comandante provinciale dei Carabinieri Marcello Galanzi e il comandante della Polizia Municipale Giuseppe Chincoli affiancato dal maggiore Gianni Olivieri (responsabile del reparto Sicurezza).
Nelle retrovie c'erano anche l'assessore comunale alla Polizia Municipale, Gianni Teodoro, ed il consigliere regionale Lorenzo Sospiri.
«Si deve dare atto del coraggio dell'assessore Del Trecco», ha evidenziato con il sorriso il prefetto, «è il caso di dire che le donne sono più coraggiose… dovremmo imparare anche noi “maschietti”». E' stata, infatti, la determinazione dell'assessore ad aver portato ad un grande tavolo di concertazione «per ristabilire la legalità e per tutelare chi ha diritto a quelle case».

MASCIA: «NON E' UNO SPOT, NE' UNA PERSECUZIONE»

Dopo i ringraziamenti di rito, il sindaco Mascia ha parlato del futuro: «nessuno spot, questa diventerà un'operazione di routine, dato che abbiamo individuato ancora 100 famiglie abusive. Nei prossimi giorni manderemo una lettera invitando, quelle famiglie che sanno di occupare abusivamente una casa popolare, a cercarsi un'altra soluzione e a lasciare l'alloggio senza il nostro intervento».
«E' un'operazione rischiosa per chi ci sta mettendo la faccia,- ha aggiunto- che i nostri predecessori non hanno fatto. Non ci fermeremo perché il rispetto delle leggi è la nostra stella polare».
Tra le famiglie ancora da sfrattare ci sarebbero molte persone con precedenti penali che utilizzano gli immobili per affari illegali. «Ho visto sulla stampa che è stato dato molto risalto alle lettere dei bambini che sono rimasti senza stanza perché sfrattati, ma dobbiamo pensare che per ogni famiglia che occupa illegalmente, c'è n'è un'altra che non ha casa per aver rispettato le leggi e la graduatoria» ha concluso il sindaco.

CODICI DENUNCIO' 5 ANNI FA

Sulla iniziativa hanno espresso il loro plauso Forza Nuova e l'associazione Codici.
«Noi da oltre 5 anni avevamo segnalato più volte alle autorità di governo cittadino e di polizia lo stato di abbandono e di degrado e la presenza di numerosi abusivi che occupavano da diversi anni gli alloggi popolari», ha detto il segretario provinciale, Domenico Pettinari, «Codici, nel solo anno 2008 inviava al Comune di Pescara oltre 40 diffide relative alle problematiche di occupazione degli alloggi comunali. A tal proposito denunciammo addirittura alloggi detenuti da persone che abitavano altrove, denunciammo casi di alloggi utilizzati per fini di lucro, denunciammo alloggi utilizzati per albergare animali, denunciammo alloggi all'interno dei quali si consumavano atti delittuosi, denunciammo la presenza di decine e decine di alloggi vuoti da oltre due anni senza essere stati assegnati nonostante vi fossero in graduatoria oltre 600 persone in attesa di ricevere una meritata assegnazione, denunciammo il lassismo degli organi preposti al controllo».

m.r. 04/12/2009 14.42