Pale di Palena abbandonate. Direttore Parco infastidito:«denunciai irregolarità»

Alessandro Biancardi

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PALENA. Il direttore del Parco della Maiella non ha gradito l’interessamento di PrimaDaNoi.it all’impianto eolico di Palena «dopo 10 anni di colpevole silenzio».
Così dopo una settimana di ricerca affannosa proprio Nicola Cimini risponde a parte delle nostre domande.
La storia è quella di cinque pale eoliche danneggiate e ferme da 9 anni, costruite dal consorzio Sangro-Aventino nel '94. Il consorzio è poi fallito ed oggi non vi è più nessuna traccia.
Nel 2006 la gestione dell'impianto passa al Comune di Palena.
Una ditta si aggiudica un affidamento in concessione per l'ammodernamento e la gestione delle pale.
L'ente parco, dal canto suo, denuncia la ditta per abuso edilizio.
Le critiche all'ente parco da parte del sindaco di Palena, Domenico Parente, erano state molto forti.
Diverse telefonate non erano bastate per raggiungere Cimini che oggi si sfoga e grida al complotto.
Al telefono l'approccio non è dei migliori e spieghiamo il motivo e mettiamo sul piatto qualche domanda.
Cimini preferisce rispondere a freddo e meditando parole che scriverà.
Quello che ci interessa è sapere come è andata la storia tecnicamente secondo l'ente, qual è l'abuso edilizio denunciato e cosa si intende fare per il futuro.
Cimini, nella nota, in realtà dedica poche righe all'iter dell'impianto e molte a difendersi dalle dichiarazioni del sindaco di Palena.
«Frasi apertamente offensive e diffamatorie», sostiene Cimini, «e di una scurrilità impressionante. Dimostrano da sole lo stato di profondo degrado, anche culturale e morale, in cui versano ormai alcune, per fortuna poche, pubbliche istituzioni».

CIMINI: «L'IMPIANTO E' ABUSIVO»

Poi il direttore passa a spiegare il calvario dell'impianto: «era il lontano 1997 quando, nominato direttore del Parco, vidi le pale per la prima volta: erano già li, assolutamente immobili ed inutili, come oggi, a stagliarsi nel cielo».
L'istituzione del Parco era giunta in ritardo ad evitare uno scempio ed uno sperpero di pubblico denaro.
«Ed ecco allora che interviene il Parco», ha spiegato Cimini, «non concedendo l'autorizzazione ad ulteriori scempi e sperperi, ed alla privatizzazione di oltre 40 ettari di suolo pubblico a favore di una società con appena 10.000 euro di capitale sociale ed inattiva, ma anzi denunciando i fatti all'autorità giudiziaria, ed ordinando la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi nella semplice applicazione della legge».
Quindi due nuovi particolari, che il sindaco aveva omesso, ovvero l'azienda era inattiva e voleva ampliare l'impianto eolico.
Il presidente del Parco, Gianfranco Giuliante (capogruppo del Pdl alla Regione), ha fatto sapere a PrimaDaNoi.it che interverrà sulla questione con una propria nota sull'argomento.

«NESSUNO SE N'E' MAI OCCUPATO, PERCHE' LO FA PDN?»

Insomma nel merito della questione Cimini dice poco il resto lo dedica a PrimaDaNoi.it colpevole di essersi interessato di una questione che «non ha mai interessato nessuno».
Certe volte ed in certi tempi anche i meriti diventano colpe.

Manuela Rosa 03/12/2009 11.54

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/23856-Palena-Le-pale-non-girano-Soldi-pubblici-buttati-al-vento]LE PALE NON GIRANO. SOLDI PUBBLICI BUTTATI AL VENTO?[/url]