Concorso Dezio, rito abbreviato per l'ex braccio destro di D'Alfonso

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nuova udienza, questa mattina, in tribunale nei confronti dei cinque imputati, fra cui l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso ed il suo ex braccio destro, Guido Dezio.


Nel corso dell'udienza interlocutoria, Dezio e i tre componenti della commissione del concorso, l'ex segretario generale, Vincenzo Montillo, e gli avvocati Paola Di Marco e Carlo Montanino, hanno presentato, attraverso i propri legali, richiesta di essere giudicati con rito abbreviato.
La richiesta é stata accolta dal gup Guido Campli.
Si è, invece, riservato di decidere nella prossima udienza, fissata al 23 febbraio, l'avvocato dell'ex sindaco. Anche per D'Alfonso si sceglierà per il rito abbreviato?
E' presto per dirlo, fatto sta che potrebbero essere due gli scenari possibili : se tutti optassero per il rito abbreviato allora si procederebbe parallelamente per tutti.
Se l'ex primo cittadino sceglierà invece per il rito ordinario il processo si sdoppierà: per la commissione e Dezio sarà il gup a decidere, per D'Alfonso si andrà al dibattimento, quindi tempi dilatati e tutto quello che ne consegue.
Con il rito abbreviato (senza dibattimento) si arriva alla definizione del processo sulla base degli atti del Pm, ovvero l'accusa, a meno che non venga fatto il rito abbreviato condizionato (l'imputato richiede il giudizio abbreviato in cambio della possibilità di chiedere l'ammissione di prove dirimenti a suo favore).
L'inchiesta della Procura verte sul concorso per l'assunzione a tempo indeterminato di Dezio a dirigente comunale.
Secondo il Pm Paolo Pompa, titolare dell'inchiesta, D'Alfonso avrebbe procurato intenzionalmente a Dezio un ingiusto vantaggio patrimoniale, «in violazione delle norme di legge che disciplinano l'accesso alla dirigenza presso il Comune».
Dezio, da parte sua, è accusato di aver falsamente attestato alla commissione comunale istituita per il concorso pubblico «di avere ricoperto incarichi equiparati a quelli dirigenziali e di ricoprire allo stato attuale un incarico dirigenziale presso pubbliche amministrazioni, per un periodo di almeno cinque anni».
I tre componenti della commissione devono rispondere, invece, di concorso in abuso d'ufficio con D'Alfonso per violazione della normativa che disciplina l'accesso alla dirigenza presso le pubbliche amministrazioni.

01/12/2009 18.56