Palena. Le pale non girano. Soldi pubblici buttati al vento?

Alessandro Biancardi

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Palena. Le pale non girano. Soldi pubblici buttati al vento?
PALENA. Cinque pale eoliche, costruite nel Parco della Maiella, non funzionano da 9 anni. Nate già vecchie, ora immobili sulla montagna rischiano di diventare i totem dello spreco di fondi pubblici.
La loro ombra si vede persino dal satellite di Google.
Quello che rimane, infatti, è solo un'ombra ormai: «sono obsolete e non producono energia».
Ma sono lì.
Si tratterebbe di tre pale Medit I da 320kW, una Vestas V27 da 225 kW ed una Vestas V20 da 100 kW.
Insieme avrebbero una produzione di 1,8 MW. Sono state avviate nel febbraio 1994 dal Consorzio di Bonifica Sangro-Aventino con sede a Palena.
Quanti soldi sono stati spesi?
Perché non c'è l'interesse a rimetterle in moto per ripagare l'investimento, come farebbe un qualunque coscienzioso imprenditore?
Difficile rispondere perché poca e frammentaria è la documentazione a disposizione.
Oggi è impossibile anche parlare con i primi proprietari perché il consorzio è stato chiuso nel 2000. Il sindaco di Palena, Domenico Parente, al telefono con PrimaDaNoi.it ha spiegato la storia dell'impianto.
«Avranno funzionato per 4-5 anni e pure male, poi dal 2001 si è fermato totalmente perché il consorzio non li ha gestiti più. Nel 2006, per effetto di una legge regionale, la proprietà dell'impianto è passata al Comune di Palena».
Cosa ha fatto il Comune?
«Il Comune voleva ammodernarli, in gergo “fare il revamping”. Ha fatto un affidamento di concessione per la gestione dell'impianto. La ditta doveva fare dei rilievi anemometrici per capire se valeva la pena fare i lavori… ma perché queste domande?»
Per capire perché l'impianto che sarà costato moltissimi soldi, probabilmente pubblici, è fermo, poi per sapere chi lo gestisce e secondo quale criterio viene lasciato così senza alcun interesse a farlo funzionare…
«Eh.. vabbè.. questo è stato fatto con i soldi di tutti quanti, è stato fatto tanto per farlo», ha risposto il sindaco senza peli sulla lingua.


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UN IMPIANTO NATO VECCHIO

Il sindaco parla di un impianto, solo ora di proprietà del Comune, partito fin dall'inizio con il piede storto.
«Il finanziamento c'è stato nel 1985. L'iter è stato lunghissimo. Dal momento in cui si progettava al momento in cui si realizzava passavano dieci anni: le attrezzature diventavano già vecchie prima di essere installate. Ora invece il contributo statale arriva solo se produci energia. Fortunatamente la filosofia ora è diversa e non si dovrebbero ripetere gli errori del passato».
A detta del sindaco, attualmente una sola pala potrebbe funzionare. Le altre quattro sono gravemente danneggiate.

L'ENTE PARCO DENUNCIA LA DITTA PER ABUSO EDILIZIO

Cosa riserva il futuro all'impianto eolico di Palena?
«Ora anche i rilievi sono fermi perché l'ente parco della Majella ha denunciato, per abuso edilizio, la ditta che ha posizionato l'anemometro».
L'anemometro è uno strumento per misurare la velocità e la pressione del vento.
Quello installato nell'impianto eolico di Palena, dalla ditta Enermol di Pescara che a sua volta aveva commissionato i lavori ad un'altra ditta, è alto 30 metri e retto da tiranti.
«L'azienda ha sbagliato, come può succedere a tutti, perché non ha chiesto l'autorizzazione all'ente parco, dando per scontato che lì si potesse mettere l'anemometro in quanto quel luogo è unanimemente riconosciuto come un sito di produzione di energia eolico. La ditta fa la sanatoria ma l'ente parco non autorizza nemmeno quella e denuncia l'azienda per aver edificato 30 mila metri cubi. Come se avesse costruito un palazzo di 10 piani con una superficie di 1000 metri quadri. Insomma l'ecomostro di Bari in confronto all'anemometro di Palena era una stupidaggine».
A detta del sindaco, la stima del Parco della Maiella sarebbe stata fatta calcolando il volume della piramide sottesa ai tiranti che sorreggono l'anemometro.
Trenta mila metri cubi sono tanti, troppi per una casupola a pianta rotonda che si trova proprio sotto l'impianto, non sarà mica quello l'abuso edilizio?
«Non diciamo stupidaggini, anzi nemmeno le pensiamo. E' una struttura in legno per il parco eolico. E' in stato di abbandono ed è passata al Comune insieme all'impianto».

L'IMMOBILITA' PREVISTA ANCHE PER IL FUTURO

La denuncia ha bloccato temporaneamente l'intenzione del Comune di riattivare l'impianto.
La ditta ha receduto dal contratto da qualche mese.
Intanto i palenesi stanno perdendo 50 mila euro all'anno, che sono la parte degli introiti dell'impianto che spetterebbe al Comune.
«Sarà difficile anche ammodernare – ha detto il sindaco- perché l'ente parco non ha rilasciato il nulla osta all'anemometro sostenendo che tanto lì l'impianto nuovo non si potrà mai realizzare». Ammodernarlo non si può. Rimuoverle sarebbe troppo costo.
Che si fa?
«Attualmente è uno scandalo», ha affermato il sindaco senza mezzi termini, «siamo governati da un baraccone di pazzi e psicopatici che ci stanno espropriando dei nostri territori, ci stanno costringendo a vivere come mendicanti, ad emigrare dalla nostra terra. La gente che sta negli enti parco non ha alcuna esperienza. Vengono nominati da dei signori che stanno a Roma… al massimo avranno qualche esperienza di parchi gioco…».
«Da noi non c'è nessuno», si è sfogato Parente, «che vuole deturpare l'ambiente, la nostra gente è abituata a rispettare la natura. Invece ora noi siamo sotto la dittatura di un gruppo di potere di folli che sporca davanti casa sua a Roma e poi pretende di pulire l'Abruzzo e che ostacola la produzione di energie rinnovabili in un parco».
In conclusione, il sindaco non nasconde un po' di paura per lo sforzo economico e di tempo che ci vorrà per ammodernare l'impianto.

IL PARCO DELLA MAIELLA… NON ULULA

Sarebbe stato davvero interessante avere la versione dell'ente parco che in questa storia ha giocato un ruolo chiave.
Ma a nulla sono servite ripetute telefonate (all'ascolto di “attenti al lupo” di Dalla per allietare l'attesa) in una settimana e la “gentilezza professionale” di qualche dipendente che ha risposto al telefono.
I soliti rimpalli di chi crede di essere disturbato mentre sarebbe obbligato a dare risposte chiare.
Il direttore non c'è è in ferie. Dunque niente spiegazioni.
Intanto le pale non girano e continuano a proiettare la loro ingombrante ombra sulla neve.
C'è anche questo dietro tanta pubblicità e fondi pubblici legati all'energia pulita.

Manuela Rosa 01/12/2009 9.07

LE PRECISAZIONI DEL SINDACO

Dopo 24 ore dalla pubblicazione ed aver letto le proprie parole pronunciate al telefono il sindaco di Palena, Parente, intende precisare alcune sue affermazioni piuttosto dure.
«Quando affermo che l'impianto è "fatto tanto per farlo"», spiega il sindaco, «voglio anche aggiungere che quella era l'epoca in cui si sperimentava e gli impianti per la produzione di energia rinnovabile erano frutto di progetti pilota come quello di Palena. Pertanto come tutti i progetti pilota può non avere una perfetta riuscita. Tra l'altro nel caso di Palena, solo una parte dell'impianto non ha funzionato, mentre la restante assolveva alle sue funzioni».
«Quando parlo di "pazzi e psicopatici"», precisa ancora, «non mi riferisco a persone specifiche, ma a governi nazionali e regionali che se da una parte incentivano la produzione di energie rinnovabili per lo sviluppo delle zone montane, dall'altra vietano l'installazione di tali impianti nelle aree protette che normalmente sono in montagna, perché proteggere le zone montane da fastidio solo a pochi "montanari"».

02/12/2009 10.54

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