Prostituzione e immigrazione clandestina, 7 arresti in tutta la regione

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Sette arresti e accuse di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione
E' questo l'esito dell'operazione ''Oriente'' della polizia di Chieti in collaborazione con la squadra mobile di Pescara, Lanciano, Vasto e Teramo e del Reparto Prevenzione e Crimine di Pescara (per un totale di circa 80 poliziotti).
Sono 7 fino a questo momento le misure cautelari emesse e 16 le perquisizioni effettuate a carico di 23 persone indagate.
In sostanza dalle indagini, partite a gennaio, sarebbe emersa l'esistenza di due distinte associazioni per delinquere finalizzate allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina: la prima farebbe capo ad un cittadino cinese residente a Montesilvano che avrebbe favorito l'illecito ingresso sul territorio nazionale di oltre un centinaio di suoi connazionali, mentre la seconda aveva ad oggetto altri canali di illecito ingresso con particolare riguardo a cittadini nordafricani.
Inoltre è stato accertato che due indagati hanno favorito e sfruttato la prostituzione di donne e transessuali stranieri clandestini di provenienza sudamericana.
In particolare, la prostituzione veniva esercitata in abitazioni di Francavilla al Mare, prese in affitto con l'intervento di terze persone, che si prestavano a stipulare contratti di locazione degli appartamenti poi utilizzati per l'esercizio del meretricio.
Altri particolari in tarda mattinata.

30/11/2009 10.04



7 ARRESTI, 23 INDAGATI, 2 ASSOCIAZIONI A DELINQUERE

Sette arresti, 23 indagati, 16 perquisizioni. Questi i numeri dell'operazione "Oriente" condotta dalla Polizia di Stato attraverso la Squadra mobile della Questura di Chieti.
Per la vastità dell'operazione hanno collaborato anche la Mobile di Pescara, Lanciano, Vasto e Teramo ed il Reparto prevenzione e crimine di Pescara che ha stroncato due sodalizi criminosi dediti all'immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione.
I particolari sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal questore di Chieti, Alfonso Terribile, e dal dirigente della squadra mobile, Paolo Monnanni.
Gli arrestati sono Maurizio Di Sante Marolli, 55 anni di Francavilla, presidente provinciale dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Chieti (l'unico agli arresti domiciliari), U Dong Fang, 31 anni, imprenditore cinese titolare di due ristoranti a Montesilvano, Giovanna Forchetti, 60 anni, residenti a Fara Filiorum Petri, imprenditrice, Regalino De Vincentiis, imprenditore, 35 anni di Ortona, Carlo Viggiani, impiegato di 49 anni di Pescara, Angelo Finizio, commerciante di 45 anni di Ortona, Francesco Leccese, pensionato di 68 anni di Chieti.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip di Chieti, Marco Flamini, su richiesta del pubblico ministero Lucia Campo, titolare delle indagini.
Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina (per Finizio e De Vincentiis anche quella di associazione finalizzata allo sfruttamento della prostituzione).
A Di Sante Marrolli non e' stato contestato il reato associativo ma il concorso in sfruttamento dell'immigrazione clandestina.
In sostanza dalle indagini, partite a gennaio, sarebbe emersa l'esistenza di due distinte associazioni per delinquere finalizzate allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina: la prima farebbe capo al cittadino cinese il quale avrebbe favorito l'illecito ingresso sul territorio nazionale di non meno di 120 suoi connazionali piazzandoli presso numerosi imprenditori del Chietino, anch'essi indagati. I cinesi, ha spiegato Monnanni, entravano in Italia con un regolare nullaosta e venivano poi smistati da Finizio e De Vincentiis nel Chietino ad alcuni imprenditori.
Apparentemente i contratti di lavoro risultavano regolari. In realta' i cittadini cinesi, che pagavano tra gli ottomila e i diecimila euro, comprensivi dei contributi previdenziali, finivano per lavorare in nero in tutta Italia presso loro connazionali che sfruttavano la loro manodopera.
Marrolli, secondo quanto emerso, si preoccupava di predisporre false buste paga. L'immigrazione clandestina era anche l'attivita' della Forchetti la quale, con l'aiuto di Viggiani e Leccese, e occasionalmente anche di De Vincentiis, si preoccupava di fare entrare in Italia nordafricani, in particolare marocchini. Anche in questo caso, si trattava di piazzare manodopera clandestina attraversi la predisposizione di false buste paga. Quanto all'associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, viene contestata a Finizio e De Vincentiis i quali avrebbero favorito e sfruttato la prostituzione di donne e transessuali stranieri clandestini di provenienza sudamericana.
In particolare, la prostituzione veniva esercitata in tre abitazioni di Francavilla al Mare, prese in affitto con l'intervento di terze persone, che si prestavano a stipulare contratti di locazione degli appartamenti poi utilizzati per l'esercizio del meretricio. Tra gli indagati anche il titolare di un'agenzia immobiliare di Francavilla.

30/11/2009 14.48