Reintegro Grippo, il Tribunale dice il no definitivo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Tribunale di Pescara ha rigettato in via definitiva il ricorso presentato dall’ex Comandante della Polizia municipale Ernesto Grippo per chiedere la propria reintegra in servizio presso il Comune di Pescara.


Il Tribunale ha definito ‘manifestamente infondata la tesi di reclamo' del dottor Grippo, condannato anche a rifondere all'amministrazione le spese sostenute per la procedura.
Nel proprio ricorso l'ex Comandante Grippo aveva contestato il presunto mancato rispetto da parte dell'amministrazione comunale della normativa che, per i dirigenti, imporrebbe un periodo massimo e minimo di assunzione in servizio.
L'amministrazione comunale, difesa dall'avvocato Marco De Flaviis, ha invece rigettato tale contestazione, ricordando che la normativa cui ha fatto riferimento il ricorrente si applica esclusivamente per i dirigenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni.
Al contrario, nel caso dell'ex Comandante Grippo il Comune ha ritenuto che trovi applicazione la disciplina prevista dall'articolo 110, primo comma, del Testo unico degli Enti locali, relativa all'assegnazione degli incarichi dirigenziali a soggetti non di ruolo, come nel caso specifico, ma di nomina esterna.
Quella norma detta la durata massima di un incarico, legata alla durata dell'incarico del sindaco, ma non impone una durata minima.
Né tale disciplina può essere integrata con quella relativa alla posizione dei dirigenti di ruolo.
Stamane il Tribunale di Pescara ha reso noto il proprio pronunciamento definitivo, depositato lo scorso 16 novembre: il Collegio «sciogliendo la riserva formulata in ordine al reclamo presentato il 7 ottobre scorso da Ernesto Grippo» ha dichiarato «la tesi del reclamo manifestamente infondata. Essa postula che, decaduto l'incarico dirigenziale al 30 giugno 2009, per cessazione dalla carica del sindaco nominante – si legge nel dispositivo –, la proroga sino al 15 luglio 2009 disposta dal sindaco neoeletto equivalga a nuovo incarico, soggetto alla durata minima triennale ex articolo 19 decreto legislativo 165/2001. Siffatto presupposto è in realtà privo di giuridica consistenza. Invero – si afferma infatti nel provvedimento – nel modello burocratico ispirato allo cosiddetto spoil system, il dirigente permane nell'esercizio delle funzioni in regime di prorogatio sino a conferma o sostituzione da parte del nuovo Organo di direzione politica. Pertanto, la disposizione sindacale del 15 giugno 2009, recante proroga sino al 15 luglio 2009, costituisce non incarico nuovo, bensì delimitazione cronologica della prorogatio istituzionale da parte del nuovo sindaco, che infatti ‘si riserva, alla scadenza del presente provvedimento di assumere ogni ulteriore decisione in merito' (conferma o sostituzione). Non ricorrendo alcun nuovo incarico di funzione dirigenziale, è improprio ogni richiamo alla durata minima triennale sancita dall'articolo 19. Pertanto il reclamo – ha ancora sancito il Collegio del Tribunale – deve essere senz'altro respinto. Ai fini del regolamento delle spese di procedura, intende il collegio valorizzare, oltre che l'ampia infondatezza della tesi del reclamante, la significativa circostanza che egli sottoscrisse l'appendice contrattuale inerente la proroga, in tal modo prestando ad essa incondizionata acquiescenza, salvo contestarla in un secondo tempo».

28/11/09 13.11