Polemica sul Cda di Attiva, stasera scontro in consiglio comunale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La questione del consiglio d’amministrazione di Attiva letteralmente non lascia dormire i consiglieri di maggioranza ed opposizione. Dopo l’ultimo consiglio finito a mezzanotte, se ne torna a discutere questa sera alle 19.


Sono infuriati i consiglieri di opposizione per la delibera relativa alla proposta di modifica statutaria della società Attiva (società a partecipazione comunale) presentata dalla maggioranza nell'ultimo consiglio.
La maggioranza è decisa nel cambiare l'assetto del cda riducendo i componenti da sei (3 in consiglio di gestione e 3 in consiglio di vigilanza) a un solo amministratore unico (che potrebbe per legge essere affiancato da altri 3 componenti).
I consiglieri Moreno Di Pietrantonio (Pd), Giuliano Diodati (Pd) e Camillo D'Angelo (Pd) oggi ci tengono a spiegare la situazione, non appena terminati i lavori della commissione urbanistica, in vista del consiglio in cui si discuteranno gli emendamenti alla delibera presentati della minoranza. «Non c'è alcuna motivazione nobile dietro questa delibera: l'unico obiettivo di questa delibera- sostiene Di Pietrantonio- è far cadere l'attuale consiglio d'amministrazione perché la maggioranza vuole mettere le sue persone. Con la modifica del consiglio d'amministrazione, quello attuale cade. E' lo spoil system, è cosa nota ma almeno lo dicessero chiaramente. Perché rifare ora lo statuto? Entro il 2011 dovremo adeguarci ad un nuovo decreto appena passato alla Camera, che prevede che il 40% delle quote di una società partecipate debbano essere cedute, tramite gara, ad un privato. Quindi non si potrebbe rimandare il tutto?».
«Di solito in queste situazioni di spoil system- spiega D'Angelo- si chiede velatamente ai componenti del consiglio di lasciare e di solito loro si dimettono, ma questa volta hanno appreso la notizia da una delibera del consiglio comunale. Sono persone preparate che lavorano per il Comune da anni almeno una telefonata…».
Il rischio secondo l'opposizione è quello dei ricorsi dei componenti del consiglio. «L'amministrazione paga tantissime spese per i ricorsi: questi sono i veri sprechi di danaro pubblico» ribatte Di Pietrantonio.

D'ANGELO:«VOGLIAMO SAPERE LE CIFRE»

Non si trattiene D'Angelo che conosce nei dettagli tutta la questione e la giurisprudenza in merito: «il sindaco Mascia ha rilasciato dichiarazioni dicendo che noi abbiamo sperperato i soldi pubblici pagando il Consiglio d'amministrazione 89 mila euro all'anno. Lì ci sono fior fior di professionisti che firmano bilanci milionari, anzi forse era poco!Anche noi siamo d'accordo nella riduzione dei costi ma chiediamo di indicare la cifra. Quanto gli daranno? Questo nella delibera non era indicato».
L'allora maggioranza di centrosinistra aveva scelto il sistema “dualistico” (un consiglio di gestione e uno di sorveglianza) per togliere il sindaco dalla funzione di controllo, demandandola di fatto al consiglio di sorveglianza «composto da persone competenti nei bilanci».
Ora la maggioranza preferisce tornare al modello classico di consiglio d'amministrazione formato dall'amministratore unico, che per legge può essere affiancato da 3 persone.
«Ci hanno assicurato che le tre persone non le nomineranno e quindi si taglieranno i costi, ma dobbiamo fidarci sulla parola», conclude D'Angelo.

LA RATIO DI MASCIA: «RIDURRE I COSTI»

«Nella finanziaria del 2007 – ha spiegato il sindaco Albore Mascia – era prevista la riduzione tassativa dei componenti di tutti i Consigli d'amministrazione delle società a partecipazione pubblica (come la Attiva il cui unico socio è il Comune di Pescara), ad appena 3 componenti. Il consiglio comunale di centro-sinistra, costretto ad adeguarsi, ha subito trovato l'éscamotage per non tagliare quei posti: nel febbraio del 2007 ha modificato lo Statuto di Attiva Spa, un atto che non è mai passato in Consiglio comunale come invece era previsto dalla norma, ed ha introdotto il modello di governance dualistico, istituendo un Consiglio di Gestione e un Consiglio di Sorveglianza, per un totale di 6 amministratori».
Attualmente il Consiglio di Gestione costa all'amministrazione 85mila euro, spesa che sale a 89mila euro con il Consiglio di sorveglianza, somma alla quale vanno aggiunti altri 16mila euro per la società di revisione KNPG che effettua la verifica strumentale dei conti.
«Spese che verranno tagliate con l'introduzione dell'amministratore unico», assicura la maggioranza.
Alle polemiche sollevate dalle forze d'opposizione, in merito al rischio di aprire un contenzioso con gli attuali componenti del Consiglio d'amministrazione della Attiva, il consigliere comunale Renato Ranieri (Pdl) ha affermato che «non sarà possibile attuare alcun contenzioso, perché la modifica statutaria sulla società comporterà la decadenza automatica dell'attuale Consiglio di gestione e di sorveglianza, e non una revoca dei suoi componenti».

Manuela Rosa 25/11/09 17.56