In cantiere osservatorio regionale su violenza alle donne

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La creazione di un osservatorio regionale sulla violenza di genere con il compito di monitorare tutto il territorio abruzzese.


E' uno dei principali obiettivi previsti dal piano triennale regionale di azioni contro la violenza sulle donne che l'assessore alle Pari Opportunità, Federica Carpineta, ha illustrato, questa mattina, a L'Aquila, nella sede della Regione di Palazzo Silone, in occasione di una tavola rotonda organizzata in occasione della giornata mondiale della lotta contro la violenza sulle donne.
«Dobbiamo garantire alle donne pari opportunità di accesso e la possibilità di trasformarsi da vittime a protagoniste di sviluppo economico e sociale - ha detto l'assessore Carpineta - ed è per questo che, nel piano regionale contro la violenza di genere, di concerto con l'assessorato per le politiche sociali, abbiamo posto come base la promozione della cultura del rispetto e della inclusività sociale».
A tal proposito, la Regione Abruzzo si impegna, nei limiti delle risorse a disposizione, a sostenere la sensibilizzazione al rispetto della dignità umana e percorsi formativi per le scuole rivolti a diffondere la cultura della legalità in collaborazione con le forze dell'ordine.
Un'altra iniziativa è quella di «creare i presupposti perché la Regione Abruzzo sia la prima in Italia ad affiancare una rete di Comuni del territorio regionale nella costituzione di parte civile nei processi relativi ai reati di violenza contro le donne».
In questa ipotesi, infatti, il danno subito dall'amministrazione comunale a seguito della violenza contro le donne potrebbe configurarsi come un vero e proprio danno d'immagine e, nei casi in cui i comuni gestiscano programmi e attività di assistenza e di aiuto alle donne vittime di violenza, potrebbe emergere un danno materiale, quantificabile economicamente, da cui ricavare risorse da destinare ad un fondo specifico per fare prevenzione e combattere più efficacemente il fenomeno. «Fermo restando che questi appuntamenti dovrebbero diventare sistematici - ha sottolineato l'assessore alle Politiche sociali Paolo Gatti - con l'assessorato alle Pari opportunità ed in particolare con la collega Federica Carpineta ho condiviso l'impostazione culturale del piano triennale di attività che si incentra sull'educazione e sulla formazione dei giovani e sulla creazione di reti con le altre Istituzioni operanti sul territorio, forze dell'ordine in primis, al fine di far emergere il sommerso che è il fenomeno più inquietante di tutte le tipologie di violenza».
«Nel piano sociale regionale, intanto, - ha concluso Gatti - abbiamo iniziato a costruire dal basso attraverso il coinvolgimento degli ambiti sociali territoriali. Per avere risultati concreti, occorrerà individuare adeguati canali di finanziamento».
Alla tavola rotonda odierna, moderata dal giornalista Duilio Rabottini, oltre agli assessori Carpineta e Gatti, sono intervenuti il Prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, il consulente giuridico del ministro per le Pari opportunità, Federica Mondani, il Questore della provincia dell'Aquila, Filippo Piritore, l'Avvocato Generale della Corte d'Appello dell'Aquila, Brizio Montinaro, il Comandante provinciale dei Carabinieri dell'Aquila, Colonnello Amedeo Specchia, la psicodiagnosta e criminologa, Laura Seragusa, già Comandante della sezione Psicologia del Reparto Analisi Criminologiche dell'Arma dei Carabinieri, il vice presidente della Provincia di Teramo, Renato Rasicci, l'assessore provinciale dell'Aquila, Teresa Nannarone e l'assessore provinciale della Provincia di Chieti, Gianfranca Mancini.

25/11/2009 16.39