Immigrazione clandestina: 45 arresti. Nei guai anche vigile urbano

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Alle prime ore di questa mattina è scattato un maxi blitz della Questura di Teramo esono finite in manette 45 persone. 15 ancora i ricercati. Nei guai un vigile urbano, i titolari di una agenzia immobiliare, un geometra e alcuni cittadini di nazionalità cinese.
Partecipano all'operazione anche le squadre Mobili di L'Aquila, Pescara, Chieti, Rieti, Ascoli Piceno, Ancona, Macerata, Prato e il reparto Prevenzione Crimine di Pescara.
Secondo prime indiscrezioni gli arresti di oggi sono il risultato di una complessa ed articolata attività di indagine condotta dalla squadra Mobile di Teramo e coordinata dalla locale Procura della Repubblica che ha consentito di far luce su un meccanismo fraudolento finalizzato a favorire l'ingresso sul territorio Nazionale di cittadini extracomunitaria di etnia cinese che altrimenti non ne avrebbero avuto diritto, mediante la procedura del ricongiungimento familiare.
Sono impegnati nell'esecuzione dei provvedimenti 120 dipendenti della Polizia di Stato.
I particolari saranno resi noti in tarda mattinata.
25/11/09 9.20

OPERAZIONE "ALBA ORIENTALE": 15 I RICERCATI

 
45 ordinanze di custodia cautelare, 21 in carcere e 24 agli arresti domiciliari hanno interessato italiani e cinesi, la maggior parte nella provincia di Teramo, 3 nella zona di Prato, 2 in Ascoli Piceno.
E' questo il risultato dell'operazione ''Alba Orientale''.
Le misure sono state disposte dal Gip Marco Billi del Tribunale di Teramo su richiesta del Sostituto Procuratore Mancini a seguito di indagini condotte in questo ultimo anno dalla squadra mobile di Teramo.
 Gli arrestati devono rispondere in concorso per aver posto in essere attività non conforme alla legge per consentire a cittadini cinesi, che altrimenti non ne avrebbero avuto diritto, di entrare in Italia per  ricongiungimento familiare.

AGGIRATA LA PROCEDURA ORIGINARIA


I Cittadini extracomunitari per entrare in Italia per motivi di lavoro o di ricongiungimento familiare devono ottenere, attraverso lo Sportello Unico per l'Immigrazione, il via all'ingresso che viene rilasciato dalle nostre sedi diplomatiche nei paesi di origine degli interessati solo possedendo i requisiti richiesti dalla legge.
I requisiti predetti si dimostrano esibendo una serie di documentazione.
Per il ricongiungimento familiare occorre che il parente (coniuge, genitore, figlio) regolare in Italia, dimostri tra l'altro di avere un certo reddito e di avere un alloggio sufficiente ad ospitare il nucleo familiare secondo canoni che sono stabiliti per legge. Presso l'alloggio deve risultare la residenza del richiedente.
Ebbene, secondo l'accusa l'attività posta in essere dal gruppo degli arrestati, in concorso tra loro, era quella di produrre la documentazione falsa a chi non riusciva a dimostrare di possedere i requisiti previsti dalla legge.
Quindi falsificare le buste paga per dimostrare di avere il reddito richiesto, falsificare la planimetria degli alloggi per farle risultare con i parametri previsti,  falsificare le dichiarazioni di residenza.
Del gruppo faceva parte anche il Vigile Urbano che, deputato agli accertamenti certificava residenze fittizie in alloggi mai abitati dai cittadini stranieri richiedenti.
 
SITUAZIONE DUBBIE HANNO FATTO SCATTARE L'ALLARME

Tutto è partito dagli uffici della questura: nell'esaminare talune pratiche giacenti presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione, ci si è accorti che le stesse risultavano caratterizzate da situazioni di «dubbia chiarezza».
Infatti le dichiarazioni sostitutive di certificazioni (autocertificazioni) di residenza, rese da cittadini di nazionalità cinese risultavano di fatto inficiate da «evidente falsità, in quanto, come riscontrato in sede di mirata verifica, i richiedenti non risultavano aver mai preso alloggio agli indirizzi  dichiarati».
Si è scoperto così che lo studio commerciale facente capo a Giuliano Boffi, con sede a Alba Adriatica, aveva approntato un articolato sistema di contatti gestito in particolare dalla consorte dell'uomo, Giovanna Di Lorenzo, figura ritenuta cardine dell'intera vicenda.

UNA DONNA AL CENTRO DI TUTTA L'OPERAZIONE

L'attività di quest'ultima consisteva nella predisposizione di un'attività illecita, «occulta e parallela», l'hanno definita gli investigatori, rispetto a quella ordinaria dello studio commerciale finalizzata da un lato a procurare alloggi idonei, indispensabili per ottenere la residenza e successivamente il nulla osta per ricongiungimento familiare, e dall'altro a realizzare o alterare, con il concorso di ditte compiacenti, le buste-paga che i cittadini cinesi producevano agli uffici competenti.
Secondo gli inquirenti la donna nel corso dei mesi avrebbe gestito tutto in modo «perfetto e maniacale» gestendo personalmente le pratiche di ricongiungimento familiare dei cittadini cinesi accompagnandoli allo Sportello Unico per l'immigrazione o facendosi appositamente delegare.
Ovviamente la procedura ideata dallo studio commerciale doveva necessariamente avvalersi del decisivo operato di alcuni “intermediari” di nazionalità cinese, in particolare titolari di ditte situate in Abruzzo e Toscana che in molti casi redigevano falsi contratti di prestazione occasionale indispensabili per alterare il reddito dei richiedenti il ricongiungimente.

IL RUOLO DEGLI INTERMEDIARI

Tra gli intermediari posizione rilevante rivestiva una cittadina cinese residente a Martinsicuro, lei aveva il compito precipuo di procacciare connazionali bisognosi e desiderosi di ricongiungere i propri familiari.
Tale attività è stata condotta dalla Yang «in modo scrupoloso mantenendo i contatti con i conterranei anche fuori regione e rappresentando agli stessi gli oneri ed i costi da sostenere per predisporre una domanda di ricongiungimento solo formalmente corretta».

ANCHE UN GEOMETRA NEL GIRO

 
L'illecito meccanismo non poteva tuttavia funzionare senza l'ausilio di professionisti qualificati; di fondamentale importanza era a tal proposito il ruolo del geometra Antonio Di Gennaro (detto Erminio) che in alcune circostanze «alterava le planimetrie degli appartamenti utilizzati dagli stranieri per fissare le false residenze, maggiorando le superfici in base alle esigenze».
La Squadra Mobile ha acquisito documenti presso l'ufficio tecnico del comune di Alba Adriatica, dalle quali si evinceva la discrasia tra le superfici attestate da Di Gennaro e quelle reali. L'ampliamento fittizio della estensione degli immobili, operato dal geometra, risultava essenziale in quanto permetteva agli interessati di richiedere il ricongiungimento familiare di più persone.
 
  L'AGENZIA IMMOBILIARE E IL VIGILE URBANO

Altro rilevante contributo veniva fornito dall'agenzia immobiliare Bruni con sede in Alba Adriatica.
L'attività tecnica di intercettazione ed i successivi riscontri mettevano in luce l'operato dell'agenzia posto in essere dal legale rappresentante, Gino Bruni e di sua madre Giuliana Esposito: tra i vari immobili gestiti dall' immobiliare assume un ruolo centrale la palazzina in via Versilia di Alba Adriatica, che Bruni metteva a disposizione di cittadini cinesi richiedenti il ricongiungimento, i quali vi acquisivano la residenza pur non essendosi mai trasferiti.  
Le ulteriori strategie investigative hanno messo in risalto anche la figura del Vigile Urbano Massimo Ritrecina, in servizio presso il Comando di Alba Adriatica il quale, a seguito dei sopralluoghi effettuati per accertare la dimora abituale degli stranieri, certificava falsamente la presenza in loco degli stessi, garantendo così ai predetti il requisito prescritto dalla normativa vigente della residenza anagrafica corrispondente all'effettiva dimora in un alloggio idoneo ad ospitare anche i familiari da ricongiungere.

TUTTI GLI ARRESTATI


1.DI LORENZO Giovanna, di anni 55, residente ad Alba Adriatica. (in carcere)
 
2.BOFFI Giuliano di anni 58, res.te a Alba Adriatica. (in carcere)
 
3.RITRECINA Massimo, di anni 47, res. ad Alba Adriatica. (in carcere)
 
4.LUO Yulan, di anni 53, residente a Martinsicuro, regolare sul territorio nazionale. (in carcere)
 
5.ZHANG Xiaoping di anni 41, residente a Alba Adriatica regolare sul T.N. (in carcere)
 
6.HU Xisuo di anni 58, residente a Sant'Egidio alla V. regolare sul territorio nazionale. (in carcere)
 
7.WANG Keyou di anni 44 res.te a Alba Adriatica, regolare sul territorio nazionale.
 
8.YE Yinhua di anni 48 residente a Corropoli, regolare sul territorio nazionale.
 
9.YU Suilan di anni 38, res.te a S. Benedetto del Tronto (Ap), regolare sul T.N. (in carcere)
 
10.ZHONG Yucui di anni 34, residente a Controguerra, regolare sul territorio nazionale. (in carcere)
 
11.ZHOU Yuli, di anni 32, res.te a S. Egidio alla V. regolare sul territorio nazionale.
 
12.GONG Shizheng, di anni 46, residente a Nereto regolare sul territorio nazionale.
13.XIE Juru di anni 37, res.te a Prato,  regolare sul territorio nazionale.
 
14.HU SHAOCHUN” ndi anni 45, res.te a Colonnella,  regolare sul territorio nazionale.
 
15.HU Conggan di anni 33, res.te in S. Egidio alla V. regolare sul territorio nazionale. (in carcere)
 
16.LIANG Ysen di anni 44, residente a Alba Adriatica regolare sul territorio nazionale.
 
17.HU Zhibao di anni 36, res.te a Tortoreto, regolare sul territorio nazionale. (in carcere)
 
18.LIN Ruichai, di anni 41 residente a Colonnella (TE) regolare sul territorio nazionale .
 
19.HU Conglian, (detto Donato) di anni 26, res.te a Alba Adriatica regolare sul T.N. (in carcere)
 
20.CHEN Rigui, di anni 41, res.te a Colonnella, regolare sul territorio nazionale.
 
21.GE Quan, di anni 37, residente a Martinsicuro, regolare sul territorio nazionale.
 
22.QUI Linfen, di anni 43, residente a Villa Rosa di Martinsicuro regolare sul T.N.
 
23.ESPOSITO Giuliana, di anni 62, residente a Alba Adriatica (in carcere)
 
24.BRUNI Gino, di anni 49, residente a Alba Adriatica. (in carcere)
 
25.BACA' Miriam di anni 61, res.te a Alba Adriatica. (in carcere)
 
26.MARZIALE Lanfranco di anni 62, res.te a Alba Adriatica.
 
27.DI GENNARO Antonio di anni 55, res.te a Alba Adriatica. (in carcere)
 
28.DI LORENZO Marzia, di anni 52, res. a Alba Adriatica.
 
29.MAO Jinde, di anni 22, res.te Alba Adritica, regolare sul territorio nazionale.
 
30.LIU Chongfeng  di anni 30, res.te a Alba Adriatica regolare sul territorio nazionale.
 
Risultano al momento irreperibili  15 persone attivamente ricercate.
 25/11/09 14.50

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