Ecco le conversazioni che incastrano anche Marzetti e Venturoni

Alessandro Biancardi

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L’INCHIESTA GROUND ZERO. ABRUZZO. Era un appalto che doveva essere aggiustato a favore dell’imprenditore aquilano Alido Venturi il quale doveva trarne vantaggi a vendere un immobile di sua proprietà alla Asl dell’Aquila che ne avrebbe ricavato la nuova sede degli uffici amministrativi. * LE CONTRADDIZIONI DI VENTURONI CHE RESPINGE OGNI ADDEBITO
E per fare questo sarebbe stata messa in piedi una articolata macchina che avrebbe poi coinvolto diversi attori, alcuni dei quali risultano indagati.
Ma come far andare in porto un appalto senza troppi problemi? Con il cavallo di battaglia del dopo sisma: operazioni di somma urgenza e quindi leggi che si scavalcano.
Ruota intorno a questa vicenda l'inchiesta denominata 'Ground zero' condotta dal pm Gennaro Varone della Procura di Pescara.
Secondo la tesi dell'accusa tutto sarebbe nato dall'interesse dell'imprenditore Venturi, il quale possiede un terreno in località Coppito, proprio di fronte all'Ospedale civile dell'Aquila.
Si tratta di un'area in una posizione strategica rispetto agli obiettivi della ricostruzione post terremoto.
Dunque, se prima poteva essere remunerativo costruire proprio lì un centro commerciale, dopo il sisma ed il relativo spopolamento cambiano anche gli obiettivi dell'imprenditore.
Si deve poter riuscire ad ottenere il massimo guadagno comunque.
Si pensa allora alla Asl.
Secondo la Procura di Pescara l'imprenditore avrebbe attivato due sue strette conoscenze, veri e propri collaboratori ed intermediari retribuiti, che avrebbero millantato entrature importanti nella pubblica amministrazione con l'assicurazione di un obiettivo finale: la speculazione sulla vendita dell'edificio da costruire.
In questo contesto si inseriscono anche le figure dell'ex manager dell'Asl, Roberto Marzetti, e l'attuale assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
La base di questa inchiesta è una gran mole di intercettazioni -sia ambientali che telefoniche- oltre a pedinamenti e qualche documento.
Molto importanti finora sarebbero state anche alcune testimonianze di persone che in qualche modo hanno avuto un ruolo nella articolata vicenda.
Già ascoltato dal pm Gennaro Varone, Marzetti avrebbe esposto la sua verità, sottovalutando la possibilità che la Procura potesse già conoscere molte cose.
Così –scrive il gip De Ninis- sarebbero emerse contraddizioni ed anche qualche falsità. Una posizione già molto precaria quella di Marzetti che all'inizio sembra essere della partita mentre da un certo punto in poi diventa il principale ostacolo al progetto del sodalizio.

21 LUGLIO. UNA GARA SEMPLICE SEMPLICE

Nelle sue dichiarazioni Marzetti, per esempio, almeno in un caso dà assicurazioni per telefono a Claudio D'Alesio (presidente della Fira Servizi, arrestato lunedì scorso) che la gara, anche qualora dovesse farsi, sarà soltanto «una specie di iter», cioè, scrive il gip Luca De Ninis «una gara tale da avere un risultato predeterminato secondo le sue attese».

Il 21 luglio 2009 ore 12.43
Marzetti dice: «un po' di capricci, adesso sta preparando la relazione. Però con l'ingegnere abbiamo pensato di sganciare la richiesta di deroga che tutto sommato era riferita soltanto ai motivi d'urgenza. Ma troveremo un'altra strada, non è un problema».
D'Alesio: «io sto procedendo con il capitolato e dopo di questo c'è da vedersi con i tecnici».
Marzetti: «eh, ma ora c'è il passaggio dell'avviso pubblico, una specie di iter, quindi c'è il capitolato… ho parlato col sindaco per l'opportunità sul Collemaggio e c'è l'accordo»

A prescindere dalla eventuale interpretazione delle frasi il giudice ha comunque sanzionato pesantemente il fatto che i due soggetti (un pubblico ufficiale ed un intermediario di un imprenditore) si accordino o parlino di una gara pubblica.

27 LUGLIO. CI VUOLE LA FIRMA DI CHIODI MA…

Siamo al 27 luglio 2009 e per far sbloccare l'iter amministrativo c'è bisogno della firma del presidente della Regione Gianni Chiodi che però non arriva.
Questo ritardo avrebbe fatto cambiare l'originaria idea del gruppo di procedere in via d'urgenza con l'avallo di Chiodi così Marzetti ha l'idea di comprendere questa operazione dentro quella più grande della ricostruzione dell'ospedale.

D'Alesio: «guarda che non dovrebbero esserci più ostacoli»
Marzetti: «perfetto, e ho parlato con l'assessore poco fa…»
D'Alesio: «Io proprio alla persona con cui avevamo… e si metteva di traverso… invece c'è stato il via libera»
Marzetti: «va bene, perfetto!»
D'Alesio: «nel momento in cui diciamo c'è la possibilità di mettere in moto… non è un problema, ci sta Italo (Mileti ndr), ci sta Alido (Venturi ndr), quindi non è un problema… adesso devo aspettare soltanto il presidente?»
Marzetti: «Eh, mi ha detto che voleva fare un passaggio per la protezione civile, credo si faccia veloce, insomma»
D'Alesio: «perché va fatto il passaggio pure lì?»
Marzetti: «eh, sì vuole parlarne con la protezione civile sul progetto più complessivo, diciamo, però dentro ci sta anche questo, diciamo»
D'Alesio: «giovedì ne parlo io con l'assessore...»

4 AGOSTO. UNA SOLA PRIORITA': FARE IN FRETTA… PASSANDO DA BERTOLASO

Poi però la Procura intercetta D'Alesio che si confida con Mileti (ex assessore comunale e regionale in forza al centrodestra) il quale ha uno strettissimo rapporto con l'assessore Venturoni.

E' il 4 agosto.
D'Alesio a Mileti: «l'amico nostro (Marzetti, ndr) ha detto “se questi pensano di scherzare hanno sbagliato di grosso”. Ed ha detto “ se martedì non lo hanno fatto, faccio un messaggio lo faccio io… siccome io ho autonomia…” ».

Passano appena due giorni e il manager Asl richiama l'imprenditore- intermediario D'Alesio che probabilmente è fuori dall'Abruzzo «in piena navigazione» ma si dimostra assolutamente informato di tutto.
Ad ogni modo Marzetti lo informa che «forse Bertolaso convince Chiodi a firmare quella cosa…»

Il problema principale, dunque, è la ricerca di un atto che dichiari l'urgenza della procedura e la possibilità di applicare quelle deroghe previste nella gestione di tutti gli appalti della emergenza post sisma.
Questo consentirà di abbreviare i termini, di scongiurare la partecipazione anche di altri soggetti economici interessati...

VENTURONI:«HO PARLATO CON BERTOLASO, GLI HO DETTO CI SERVE E BASTA»

Dell'interessamento del capo della protezione civile ne parla lo stesso Venturoni intercettato il 28 luglio mentre parla con Marzetti.
Venturoni a Marzetti: «a proposito di andare avanti, l'ospedale… ieri all'incontro dove stava anche Bertolaso … Chiodi chiede un avallo di Bertolaso per la vicenda dei lavori, no? Io ho parlato con Bertolaso ed ho detto: mi raccomando, ci serve e basta».

Il lavoro dietro le quinte continua.
L'11 agosto Mileti è a colloquio con l'assessore Venturoni nella sede dell'assessorato di Pescara ed è qui che si concluderebbe l'accordo –sempre secondo quanto ricostruito dalla Procura- che inguaia Venturoni.
D'Alesio aspetta fuori dalla porta ed appena saputa la notizia esulta e manda un sms all'imprenditore Alido Venturi per il quale lavora: «ho parlato con assessore (tramite Mileti ndr): per lui tutto ok».
I carabinieri che stavano seguendo la scena documentano anche il particolare che all'uscita dall'assessorato i due, Mileti e D'Alesio, hanno incontrato una terza persona a bordo di una vettura intestata alla ditta dell'imprenditore Venturi.

Poche ore dopo l'incontro scatta una nuova telefonata: D'Alesio informa Marzetti dei passi avanti con l'assessore.
D'Alesio: «ho parlato sino a mezz'ora fa, ho parlato con l'assessore… sapeva della lettera, gli sta addosso pure lui».

La procura, dunque, scopre che Marzetti scrive una lettera a Chiodi per sollecitarlo e che Venturoni sta facendo un certo pressing sul presidente della Regione…

D'Alesio: «gliel'ha detto anche in giunta… quindi è come dici tu è ad ore e lui non ha alternative e se passa questi giorni delle ferie… poi è difficile mettere in moto il meccanismo. Non bisogna aspettare Ferragosto, bisogna farlo prima, almeno attivare la procedura… perché anche lui dice, e lui ha parlato con il presidente… dice ma il tavolo quando facciamo? Ora, quando lui fare, ora»

13 AGOSTO. FIRMA DELLA PRESA D'ATTO TRA ASL E PROTEZIONE CIVILE

Il 13 agosto la Procura scopre che il gioco sembra essere fatto e che la Asl ha concluso un accordo con la Protezione civile e il Provveditorato delle opere pubbliche con il quale sostanzialmente si attesta la fase d'urgenza: dunque la Asl può operare in deroga alle norme sugli appalti.
Insomma una presa d'atto con la quale si concorda sull'urgenza anche per la seconda fase della ricostruzione.

CHIODI SI INFURIA

Questa cosa però fa infuriare non poco Chiodi che risulta essere stato nominato commissario per la ricostruzione.

Lo confessa lo stesso Marzetti parlando con il direttore amministrativo della Asl ed intercettato: «mi ha chiamato l'assessore che mi ha detto che Chiodi oggi si è incazzato della lettera pervenutagli dalla protezione civile… gli ho detto che nasce da una chiacchierata tra me e Bertolaso… noi abbiamo chiesto di lavorare… molto incazzato per l'accordo, adesso dobbiamo attenerci all'art. 57 (gare con la procedura d'urgenza ndr)…»

Il più è fatto.

Alessandro Biancardi 25/11/2009 7.56

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LE CONTRADDIZIONI DI VENTURONI CHE RESPINGE OGNI ADDEBITO

ABRUZZO. All'orizzonte un nuovo scontro tra politica e magistratura anche in Abruzzo. Lo si intravede dalle prime dichiarazioni a caldo della politica sulla inchiesta che sta scuotendo la nostra Regione. Di nuovo.
Di sicuro farà discutere la posizione dell'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, Filippo Piccone ed il Pdl, coerente con i colleghi del governo e pronti a resistere contro le «spallate» della magistratura.
Venturoni è «costernato», ribadisce di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia ed ha pensato pure ad uno scherzo.
«Devo ritenere che vi siano magistrati in Abruzzo disposti a credere che chi come il sottoscritto ha speso la sua intera esistenza a combattere la corruzione nella sanità», ha aggiunto, «possa essersi macchiato di condotte come quelle che mi vengono attribuite. Attendo di leggere gli atti d'accusa, ma per me parlano intanto i fatti e la mia biografia. Nel caso in questione, il mio comportamento è stato esattamente l'opposto rispetto a ciò che i miei presunti corruttori, stando alle notizie di stampa, si sarebbero aspettati da me. Mi difenderò in ogni sede e con ogni mezzo, e assicuro fin d'ora - conclude Venturoni - che non verrò meno ai miei doveri istituzionali, e andrò fino in fondo per scoprire chi e per quale finalità ha fatto in modo che il mio nome venisse infangato».
Nessun atto dunque, solo notizie di stampa.
Forse proprio per questo sarebbe stata auspicabile maggiore prudenza.
Infatti, Venturoni si lancia in una formale smentita «categorica» «di aver partecipato ad un incontro promosso da Mileti a cui avrebbero preso parte anche l'ex manager dell'Asl dell'Aquila Marzetti e l'ex presidente di Fira Servizi D'Alesio».
Nessun incontro.

L'INCONTRO SMENTITO


Dalle indagini però emerge che i carabinieri di Pescara, che seguivano gli spostamenti di Italo Mileti e Claudio D'Alesio, hanno registrato e ascoltato un incontro del 15 luglio 2009.
La circostanza è riportata anche nell'ordinanza di custodia cautelare dove il gip scrive che all'inizio dell'estate si è tenuto un incontro organizzato da Mileti al quale hanno partecipato di sicuro Venturoni, Marzetti (ma nell'interrogatorio questi smentisce) e persino il commissario Redigolo.
Una giornata convulsa ed in più fasi che si conclude con Mileti che dice: «ottimo risultato anche meglio di quello che speravamo…. È stato difficile far incontrare due montagne».
Il riferimento sarebbe in questo caso proprio al commissario Redigolo e all'assessore Venturoni.
Non sembra però di avere l'evidenza di una partecipazione diretta anche di D'Alesio all'incontro perché si ascolta solo una telefonata dello stesso ex esponente della Fira che racconta l'esito della riunione (ma potrebbe avergliela anche raccontata Mileti).
Pochi dubbi, invece, sull'effettivo coinvolgimento dell'assessore (è interessato, lo conferma lo stesso assessore nelle intercettazioni ma le eventuali responsabilità penali sono tutte da provare).
A Marzetti Venturoni in persona dice: «a proposito di andare avanti, l'ospedale…. Ieri all'incontro stava anche Bertolaso… Chiodi chiede un avallo di Bertolaso per la vicenda dei lavori, no? Io ho parlato con Bertolaso ed ho detto: mi raccomando, ci serve e basta»
Mileti, che non lesina vanterie, intercettato ha spiegato bene anche il ruolo di Venturoni.
Mileti: «e non puoi dire assolutamente… dire che Venturoni non si è attivato. Si è attivato eccome; ha fatto fare la risposta che volevi ( riferito alla dichiarazione di stato di urgenza che Marzetti auspicava, ndr) … La sanità gli ha risposto e gli ha detto: tu mi devi dare questi ulteriori documenti; dopodichè chiediamo il parere a Redigolo (riferendosi alla “consulenza” del dipendente regionale Mancinelli ndr) … ha detto che Redigolo già lo sapeva ed era d'accordo…»

«Un assessore che discute con il privato dell'aggiudicazione di un appalto e del relativo prezzo», scrive poi il gip Luca De Ninis, «sta, evidentemente, trattando un affare illecito, la cui conclusione sembra effettivamente molto favorevole ai lobbisti».

MA IL PDL E' COMPATTO


A dare man forte all'assessore indagato per corruzione tutta la sua coalizione di centrodestra.
«Lanfranco Venturoni continuerà il suo lavoro al servizio dei cittadini», ha detto Piccone, «Non vorremmo - prosegue Piccone - che proprio dalla forte discontinuità che l'assessore Venturoni e la giunta di centrodestra hanno introdotto nella gestione della regione Abruzzo originasse il tentativo, da dovunque provenga, di accreditare presso l'autorità giudiziaria illazioni di cui presto comprenderemo la natura. Ci auguriamo - conclude - che i vertici della Procura di Pescara, che in altre occasioni hanno dimostrato di saper resistere alle tentazioni del 'rito ambrosiano', sapranno garantire che la magistratura agirà in fretta nell'interesse dei cittadini e per amore della verità, affinché nulla possa prestare il fianco al tentativo che sembra essersi messo prepotentemente in moto di sabotare la ricostruzione dell'Aquila».
Una dichiarazione che tuttavia non sarebbe del tutto disinteressata poiché dalle indagini emergerebbero alcune dichiarazioni di persone interne alla Asl che avrebbero definito «una porcata l'affare sponsorizzato da Venturoni e Piccone per lo stabile di Venturi».
In una seconda fase delle trattative per la speculazione edilizia -e siamo ai giorni nostri- intervengono anche i buoni uffici del capogruppo regionale Gianfranco Giuliante che si adopera per procurare un appuntamento con il commissario attuale della Asl (nominato dal centrodestra) Giancarlo Silveri.

a.b. 25/11/2009 8.29

GIULIANTE: «QUERELO PRIMADANOI.IT»

Gianfranco Giuliante in una nota comunica di «aver conferito incarico ai legali di mia fiducia di proporre querela per ipotesi di reato di cui al 595 c.p. (diffamazione a mezzo stampa) nei confronti del giornalista estensore e direttore del quotidiano online Primadanoi.it per il contenuto di cui all'articolo apparso in data odierna, laddove si afferma che sarebbero intervenuti – in riferimento alle “trattative per la speculazione edilizia” – i “buoni uffici del capogruppo regionale Gianfranco Giuliante”».
25/11/2009 11.40