'Ground Zero', indagati l'assessore alla Sanità Venturoni e Marzetti

Alessandro Biancardi

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 'Ground Zero', indagati l'assessore alla Sanità Venturoni e Marzetti
L'AQUILA. Ci sono anche l'assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni (nella foto) e l'ex manager della Asl dell'Aquila, Roberto Marzetti, tra gli indagati dell'inchiesta Ground Zero. PICCONE (PDL), TENTATIVO DI SABOTARE LA RICOSTRUZIONE
Nuovi nomi sono saltati fuori questa mattina: i due, per i quali non è stata richiesta alcuna misura cautelare sono indagati, con l'ipotesi di corruzione aggravata, nell'ambito dell'inchiesta su presunte pressioni per l'affidamento di un appalto per la ricostruzione, post terremoto, della Asl dell'Aquila.
Nell'ambito della stessa inchiesta, ieri, erano stati arrestati l'ex assessore al lavoro di Forza Italia, Italo Mileti e l'amministratore delegato della Fira servizi, Claudio D'Alesio.
Ma tra gli indagati ci sono anche due imprenditori: si tratta di Alido Venturi ed Enrico Tessitore. L'inchiesta e' condotta dalla Procura della repubblica di Pescara.

MIGLIAIA DI EURO IN CAMBIO DELL'APPALTO?

Secondo i magistrati della Procura di Pescara, D'Alesio assieme agli imprenditori Alido Venturi e Enrico Tessitore, avrebbe promesso qualche centinaia di migliaia di euro all'assessore Venturoni, il quale avrebbe accettato la somma, grazie alla intermediazione di Mileti (che fa parte del coordinamento regionale del Pdl).
Lo stesso Venturoni, secondo quanto risulterebbe ai magistrati, avrebbe parlato dell'appalto con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, affinché la gestione della seconda fase della ricostruzione - relativa alle strutture di competenza dell'Asl - venisse affidata in via d'urgenza alla stessa Asl.
Nel procedimento i magistrati sostengono pure che, in merito alla nuova sede della Asl dell'Aquila, il funzionario della Regione Enzo Mancinelli si sarebbe impegnato a realizzare il bando di gara come acquisizione di servizi anziché come atto di acquisizione patrimoniale, in modo da aggirare l'approvazione della Giunta regionale.

IL RUOLO DI MARZETTI

Marzetti, sempre secondo i Pm, avrebbe accettato, come manager, di favorire l'assegnazione dell'appalto.
Il bando sarebbe quindi stato realizzato per favorire gli indagati contro altri eventuali concorrenti.
Tutto questo, secondo la Procura, sarebbe stato realizzato presso l'assessorato della sanità, a Pescara, dove si sarebbe anche perfezionato l'accordo tra D'Alesio, Mileti e Venturoni, tra il 15 luglio 2009 e la prima metà di settembre 2009.

CHIODI: «TUTTO SARA' CHIARITO»

«Non abbiamo elementi specifici per giudicare nel merito l' eventuale avviso di garanzia all'assessore Venturoni - affermano i coordinatore del Pdl Filippo Piccone, Fabrizio Di Stefano e il presidente della Regione Chiodi - tuttavia possiamo ritenere che - se la notizia fosse confermata - tutto sarà chiarito per il meglio e velocemente non avendo alcun dubbio sulll'onestà personale, politica e professionale di Venturoni . Resta la perplessità - concludono i tre esponenti PdL - sul fatto che al momento Venturoni non ha ricevuto nelle proprie mani alcun avviso di garanzia, mentre invece gli organi di informazione ne hanno già contezza da alcune ore».

COSTANTINI (IDV): «VENTURONI SI SOSPENDA DALL'INCARICO DI ASSESSORE ALLA SANITÀ» 

«Non conosco i contenuti dell'inchiesta che ha portato agli arresti di Mileti e di D'Alesio e non intendo esprimere alcun giudizio sommario», ha commentato il consigliere regionale dell'Idv, Carlo Costanti.
«Non posso, tuttavia, non evidenziare le ragioni di opportunità che suggerirebbero all'assessore Venturoni, in un momento così difficile per la Regione, di sospendersi dall'incarico di assessore alla Sanità per il tempo strettamente necessario a dimostrare la sua estraneità.
Lo considero un atto necessario», continua Costantini, «non solo nell'interesse dell'Istituzione regionale, ma anche nell'interesse dello stesso Venturoni, che credo in questo momento abbia tutto il diritto, oltre che il dovere, di occuparsi delle vicende personali che lo vedono coinvolto e di recuperare integralmente la propria credibilità, elemento assolutamente indispensabile per chiunque si trovi a gestire un settore martoriato dagli scandali come quello della sanità abruzzese». 

MANTINI, RISCHIO TANGENTOPOLI NELLA RICOSTRUZIONE
 

  «Gli arresti disposti dalla magistratura in Abruzzo, al di là degli ovvi diritti di garanzia degli imputati, segnalano un clima pericoloso», commenta invece l'onorevole Pierluigi Mantini dell'Udc. «Dove l'ingerenza politica nella gestione si sostituisce ai principi di legalità e di concorrenza nei mercati c'è sempre il rischio di una nuova Tangentopoli».
«È avvenuto così anche a Milano», continua Mantini, «e nel resto del Paese, nei primi anni Novanta, e resto orgoglioso di aver dato il mio personale contributo a quella stagione di contrasto della corruzione. Occorrono più gare e più trasparenza, più responsabilità e più professionalità, la politica si limiti alla programmazione e a far funzionare controlli efficienti. È venuto il momento di voltare pagina perché clientelismo, localismo e malaffare possono uccidere la ricostruzione.
Il governo risponda sulle presunte dimissioni di Bertolaso e chiarisca le regole della ricostruzione».
 
VENTURONI: «INCREDIBILE CHE SIA SUCCESSO PROPRIO A ME»

«Non ne so assolutamente nulla, nessuno mi ha comunicato niente», ha commentato invece l'assessore Venturoni.
L'assessore esprime quindi sorpresa e l'amarezza: «mi sembra incredibile - continua - dopo una vita spesa a fare battaglie per contrastare la corruzione, ritrovarmi indagato. Che qualcuno si informi, vada a vedere il mio curriculum. Mi sento mortificato e amareggiato», conclude.
24/11/09 14.13

PICCONE: «LA MAGISTRATURA CHIARISCA IN FRETTA»

«Lanfranco Venturoni continuerà il suo lavoro al servizio dei cittadini con il pieno sostegno del Popolo della Libertà», ha detto il coordinatore del Pdl, Filippo Piccone, in una seconda nota inviata sempre oggi.
Per Piccone c'è «la convinzione che nessuna calunnia, soprattutto se fantasiosa e campata in aria come quella che gli e' stata notificata quest'oggi a mezzo stampa, potrà fiaccare il suo contributo alla ricostruzione di una terra ferita e al rinnovamento del comparto sanitario».
«Non vorremmo – ha proseguito Piccone - che proprio dalla forte discontinuità che l'assessore Venturoni e la giunta di centrodestra hanno introdotto nella gestione della regione Abruzzo originasse il tentativo, da dovunque provenga, di accreditare presso l'autorità giudiziaria illazioni di cui presto comprenderemo la natura. Ci auguriamo - conclude - che i vertici della Procura di Pescara, che in altre occasioni hanno dimostrato di saper resistere alle tentazioni del 'rito ambrosiano', sapranno garantire che la magistratura agirà in fretta nell'interesse dei cittadini e per amore della verità, affinchè nulla possa prestare il fianco al tentativo che sembra essersi messo prepotentemente in moto di sabotare la ricostruzione dell'Aquila».

24/11/2009 19.37

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