La diocesi pescarese apre le porte a separati e divorziati

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si chiama percorso Samaria, ed è un itinerario biennale di fede per separati, divorziati e/o risposati pensato dall’arcidiocesi di Pescara-Penne.


Si comincia da oggi, alle 21, i primi passi presso la parrocchia Sant'Andrea di Pescara.
«La Samaria – spiega don Cristiano Marcucci - era considerata dagli ebrei la regione "maledetta".  I suoi abitanti infatti erano mal visti, scomunicati, in quanto si erano contaminati con popoli pagani; non veniva loro rivolta la parola ed era loro vietato l'accesso al tempio. Gesù invece cambia la logica del rapporto con Dio, non più basato semplicemente sulla sicurezza dell'appartenenza ad un popolo o alla frequentazione del tempio, ma basato sull'adorazione al Padre "in spirito e verità" e sull'amore ai fratelli».
Far scoprire l'amore di Dio, allora, attraverso temi come “noi siamo Chiesa”, “vita spirituale personale”, “il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito” sembra essere l'obiettivo dell'ufficio famiglia dell'arcidiocesi e «di conseguenza di una Chiesa che accoglie, accompagna e non esclude nessuno».
     «La necessità di preoccuparci di separati, divorziati e risposati – aggiunge monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo - e in genere delle persone che vivono una situazione matrimoniale irregolare deriva innanzitutto dall'affermazione del direttorio della pastorale della famiglia, in cui si chiede una attenzione particolare per coloro che vivono situazioni coniugali difficili e spesso irreversibili. Anche se non in piena comunione con la Chiesa non è tolta loro la possibilità di una vicinanza alla fede e al cammino cristiano! Inoltre, dallo stesso direttorio scaturisce un interesse per coloro che o per superficialità o per scelte contingenti sono costretti a vivere come conviventi e che magari durante il tempo della vita sotto lo stesso tetto decidono di aderire al matrimonio religioso. Tutte queste situazioni sono sempre in aumento e credo che, come Chiesa, dobbiamo prendere attentamente in esame il problema senza arroccarci su posizioni morali - conosciamo bene il valore del matrimonio e il valore del matrimonio sacramento.  Le nostre comunità devono accompagnare alla decisione di vivere il Sacramento, devono testimoniare la positività del matrimonio vissuto nella fede e non escludere e allontanare».

24/11/09 11.24