Il progetto del mega impianto fotovoltaico sui pascoli riceve i primi no

Alessandro Biancardi

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PESCASSEROLI. Un comitato di cittadini in un sito web lancia l’allarme. Il Comune sponsorizza il progetto. L'ente parco dice no.

Un bando, un vincitore, ed un progetto passati un po' di soppiatto tant'è che sembrerebbero essere sfuggiti anche ai consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.
 Nulla è sfuggito invece ad un gruppo di cittadini riuniti nel “Comitato per il fotovoltaico urbano a Pescasseroli” che hanno raccolto la documentazione e l'hanno pubblicata sul sito www.comitatopescasseroli.org.
 
Non era difficile immaginarsi che prima o poi, grazie all'inesistenza di limiti per l'estensione  degli impianti fotovoltaici a terra, ci sarebbe stato qualcuno pronto ad approfittarsene, senza tener poi tanto in conto le bellezze naturali che caratterizzano la nostra regione.
 E' così che potremmo fare tanta fatica per salire sulla Camosciara e poi, una volta in cima, ci troveremmo ad inebriarci del panorama “vista impianti”.
 Il comitato, come dice il nome stesso, si professa comunque a favore del fotovoltaico ma trova insensato costruire impianti in zone vincolate e turistiche.
 Non manca- da parte dei cittadini- la paura di altri progetti oscuri dietro a quello della produzione di energia solare. E' già c'è il primo botta e risposta, a mezzo stampa, tra il sindaco Finamore (sostenitore del progetto) e il presidente del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Giuseppe Rossi.
 
«IL PROGETTO VICINO A ZONE VINCOLATE»
 
 Tutto sarebbe nato così. L'amministrazione comunale avrebbe messo a gara il diritto di superficie di un area di circa 33,8 ettari, destinata oggi ad attività agricole pastorali, affinché un consorzio di aziende vi potesse costruire una centrale fotovoltaica di estensione 13 ettari, ma di superficie captante 2,9 ettari, in grado di produrre annualmente 5.407.899kWh, con potenza in immissione al termine del processo di connessione alla rete Enel di circa 4 MegaWatt. Un impianto che a regime sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di tutte le strutture pubbliche di Pescasseroli e di 1500 famiglie.
 L'appalto è stato vinto da “Energie in Consorzio” che ha predisposto il progetto e ogni altro atto necessario per richiedere alla Regione Abruzzo l'autorizzazione unica, necessaria all'esecutività dell'impianto fotovoltaico.
 “Energie in Consorzio”  è un consorzio con sede a Monterotondo (in provincia di Roma) composto da tre imprese operanti nel campo del risparmio energetico: “O' sole mio sistemi solari”, Instel 88 e Tecma.
 Normativa alla mano, però, il comitato si è accorto che  secondo l'elenco redatto dalla Direzione Territorio, Servizio Aree Protette della Regione Abruzzo, nel territorio di Pescasseroli rientrano ben 5 diversi SIC (Siti di interesse comunitario). Questi ultimi, definiti dalla direttiva 92/43/CEE sono aree ad altissimo interesse floro faunistico ambientale.
 «E sebbene il progetto in questione non intervenga direttamente su uno dei 5 Sic, ricade ad ogni modo in una area molto prossima – con distanza inferiore al km- ad uno dei cinque siti (denominato IT7110205)» scrivono gli esponenti del comitato. E pensare che i progettisti hanno impiegato  cinque mesi per scegliere quel luogo ben esposto al sole dove l'impatto visivo sarebbe stato smorzato dal territorio collinare.

 STRANEZZE SULLA DIMENSIONE DELL'AREA
 
 Per quanto riguarda la dimensione dell'area interessata, il comitato evidenzia un'altra stranezza: «il progetto parla chiaramente di 13 ettari, ma la superficie captante complessiva dei pannelli sarà di 2,9 ettari».
«Tuttavia con deliberazione del Consiglio Comunale n.23 del 20.05.09 si è approvato il piano particellare per la concessione del diritto di superficie su una serie di precise particelle la cui area complessiva è però di ben 33,8 ettari. L'amministrazione deve dunque spiegare perché per esporre una superficie di pannelli di cerca 3 ettari, debba espropriare da privati, cambiare destinazione d'uso e demanializzare un'area di 34 ettari. E' evidente che dietro ci deve essere un interesse ulteriore». Intanto a maggio scorso il Comune dava il via libera all'espropriazione dei 70 terreni, alcuni di proprietà del Comune stesso.
  
«ECCO LE ALTERNATIVE ALLO SCEMPIO»
 
 Secondo il comitato lo stesso impianto può essere realizzato in altra area pescasserolese, già urbanizzata.
 Così si preoccupano di individuare dei siti secondo loro più idonei in località a vocazione industriale o artigianale.
 Inoltre, conoscendo la convenienza economica a costruire impianti sui tetti (sancita da legge statale), si chiedono: «perché non è stata analizzata seriamente alcun alternativa, in tutto dispregio della stessa vocazione turistica di Pescasseroli?» 
«Non è dato saperlo- risponde a se stesso il comitato- Lo stesso sindaco di Pescasseroli Nunzio Finamore ed il Consigliere delegato all'Energia Marco Grassi, più volte richiesti, non hanno mai voluto seriamente considerare altre aree e -senza alcuna attenzione ai principi della informazione ambientale dovuta alla popolazione- ne hanno mai dato precisa motivazione».
 
COSA DICE L'ENTE PARCO?

E' d'accordo con il comitato anche il presidente dell'Ente Parco, Giuseppe Rossi, sul fatto che l'impianto debba essere costruito in zona già urbanizzata. Anche le dimensioni dell'impianto hanno lasciato perplesso l'ente parco che le bolla come «sproporzionate».
«Se i numeri che configurano il piano energetico ipotizzato dal Comune sono quelli riportati dalla stampa» conferma Rossi «per quanto ci riguarda c'è poco da discutere. Il nostro rimane un no secco». Si parla sui numeri pubblicati dalla stampa perché il progetto esecutivo non è stato ancora trasmesso all'ente che vigila sulla conservazione di uno dei parchi più antichi d'Italia. Nessun segreto sul progetto secondo il sindaco che garantisce il rispetto della procedura. 
Secondo quanto riferito dal comitato, non sarebbe stato messo a disposizione dei consiglieri nemmeno il contratto che legherebbe il Comune di Pescasseroli ad Energie in Consorzio, realizzatore dell'opera e fruitore dei diritti di superficie per 20 anni. 
I rappresentanti locali di diversi partiti politici da sinistra a destra si sarebbero schierati contro il progetto.
 
IL SINDACO FINAMORE INSORGE

Il sindaco, Nunzio Finamore, a nome della maggioranza, prende posizione rispetto alle dichiarazioni del presidente Giuseppe Rossi.
«Non capiamo – riferisce Finamore – come ad oggi il presidente Rossi possa proclamare che il progetto non avrà il lasciapassare dell'ente, senza aver preso visione degli elaborati tecnici in maniera da potersi pronunciare con cognizione di causa. All'ente Parco, nel rispetto della procedura, non abbiamo trasmesso alcun documento definitivo, per cui la pronuncia del presidente Rossi suona come grave e azzardata». La trasparenza considerata troppo scomoda da applicare, questa volta- come in altre- avrebbe potuto aiutare sindaco e presidente dell'ente parco.
«Temo che quanto espresso da Rossi- ipotizza Finamore- sia solo una sponda a pressioni di ambientalisti a lui vicini e che hanno casa in prossimità di dove dovrebbe sorgere l'impianto. Forse temono di veder depauperato il loro piccolo patrimonio, anteponendo di fatto gli interessi personali a quelli della collettività».
Secondo l'amministrazione la zona Colli Bassi è già urbanizzata con circa 900 appartamenti, unità immobiliari occupate  da oltre 2500 persone fin dagli anni ‘70.
«L'unico parametro che abbiamo considerato come Amministrazione – continua il sindaco – è quello di produrre energia non inquinante per coprire almeno parzialmente il fabbisogno energetico del nostro Comune». Per i cittadini c'è anche altro da tenere in conto. La parola ora passa alla Regione.

m.r.  24/11/09 10.52