I magistrati:«con processo breve si prescriveranno il 50% dei processi»

Alessandro Biancardi

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ROMA. Con il ddl sul processo breve, sarà prescritto il 50% dei procedimenti pendenti a Roma Bologna e Torino; mentre a Firenze, Napoli e Palermo, l'estinzione riguarderà una percentuale di procedimenti compresa tra il 20 e il 30 per cento.


La stima è stata fatta dall'Associazione nazionale magistrati.
«Eccoli, i numeri che il ministro ritiene che l'Anm non possieda», afferma il sindacato delle toghe in una nota.
«Roma, Bologna e Torino oltre il 50%, Firenze, Napoli e Palermo tra il 20 ed il 30%: sono queste le percentuali dei procedimenti in fase di udienza preliminare e dei dibattimenti in primo grado già prescritti, o dei quali sarebbe imminente la prescrizione, in caso di entrata in vigore del disegno di legge sul 'processo breve».
Dati con i quali «vengono smentite clamorosamente le rosee previsioni» del ministro Alfano, che alla Camera aveva parlato della prescrizione dell'1% dei procedimenti pendenti.
La rilevazione è stata compiuta nei tribunali capoluogo dei maggiori distretti.
E «sebbene si tratti dei primi dati comunicati dagli uffici giudiziari, essi sono calcolati su un campione particolarmente significativo e rappresentativo, perché provengono dai tribunali delle grandi città».
«Ora ci aspettiamo una discussione serena ma informata, che si estenda anche alla legge Finanziaria e alle residue possibilità di prevedere risorse e stanziamenti adeguati al rilancio della giustizia» affermano il presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini.
«Nei prossimi giorni, e anche in occasione del Salone di Rimini, dove saranno presenti tutte le componenti della giustizia -annunciano- potremo fornire dati più completi e confrontarci con gli altri protagonisti del processo, senza dimenticare le vittime del reato».
«Quel che non è possibile immaginare è che giudici e pubblici ministeri, ma anche gli organi di polizia giudiziaria, possano continuare a svolgere serenamente e con impegno il proprio lavoro, sapendo che la metà della loro attività sfumerà certamente entro il primo grado di giudizio. Né si pensi che le percentuali, aritmeticamente inferiori, che risulterebbero tenendo conto di tutti i procedimenti per i quali sia stata esercitata l'azione penale, potrebbero tranquillizzare: la prescrizione, evidentemente, matura in corso di giudizio, e la sorte è quella che emerge dai primi numeri sia nei dibattimenti sia nei procedimenti in fase di udienza preliminare».
Il Ministro Alfano ha replicato che si tratta di numeri inventati e non attendibili.

24/11/2009 8.30