La Regione revoca l’autorizzazione al porto. Ora rischia di essere smantellato

Alessandro Biancardi

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La Regione revoca l’autorizzazione al porto. Ora rischia di essere smantellato
FRANCAVILLA. Lì, alla foce del fiume Alento, il porto di Francavilla non poteva proprio essere costruito. Parola della Regione Abruzzo, ufficio VIA, quello che valuta l'impatto ambientale delle opere pubbliche.
«Peccato, era un accordo di programma Stato-Regione-Comune e mi dispiace che salti. Ma l'Ufficio ambiente della Regione, quello diretto da Franco Gerardini, ci ha comunicato ufficialmente che quello è un Sin, un sito di interesse nazionale che aspetta di essere bonificato dal Ministero. Solo dopo il disinquinamento si potrà edificare qualcosa».
Così chiarisce l'ingegner Martini, il funzionario della Regione che all'Aquila ha firmato nei giorni scorsi la sospensione ed in pratica l'annullamento del parere favorevole espresso dalla Regione stessa il 13 febbraio 2007.
Un passo indietro a tutti gli effetti.

I LAVORI DEL PORTO TURISTICO BLOCCATI DAL MINISTERO PER L'AMBIENTE

Mentre le opposizioni di centrodestra in Comune insistono nel ritenere il sindaco in carica responsabile del blocco dei lavori e del sequestro del cantiere (qualcuno nell'ultimo Consiglio ha definito «uno show del sindaco Di Quinzio» l'apposizione dei sigilli al cantiere e le transenne), si chiarisce sempre più la dinamica degli eventi e la responsabilità degli atti.
«Il problema nasce dal fatto – spiega ancora Martini – che nello studio Via presentato a suo tempo, non era indicato che si trattava di un Sin. Quando l'Ufficio ambiente di Pescara ce lo ha segnalato, abbiamo ritenuto che questa classificazione restrittiva fosse meritevole di attenzione. Ne abbiamo preso atto, anche perché la competenza ora passa al Ministero dell'ambiente, secondo il decreto legislativo 152. Il tutto si potrà riprendere in considerazione dopo che il Ministero avrà disinquinato l'area».
Insomma una sospensione postuma, ad opere già in parte edificate, che ora – come avevamo scritto mesi or sono– rischiano o di essere abbattute o di restare così in degrado per lungo tempo.
Infatti, il giorno 1 ottobre scorso l'architetto Antonio Sorgi comunica al Ministero per l'ambiente, alla Direzione regionale per l'Ambiente e al Comune di Francavilla che la «pratica del 16 luglio 2009, avente ad oggetto: realizzazione di un approdo per piccola pesca e turistico, riesame del giudizio 850 del 13 febbraio 2007, ha espresso un giudizio di sospensione», contro il quale si potrebbe ricorrere al Tar o al Presidente della Repubblica.
Il sindaco Di Quinzio, interpellato, non ha affrontato ancora la questione, sulla quale pende un'indagine della Procura.
«Non so se la Regione ha espresso questo parere in forma di autotutela – commenta – certo si fa più chiaro il quadro della vicenda di cui molti mi accusano. Sul porto si sono mosse le istituzioni e la mia amministrazione si è trovata a gestire una vicenda di cui non ha responsabilità, checché ne dicano strumentalmente le opposizioni. Io sono preoccupato invece per il destino della stagione balneare: non dimentichiamoci che Francavilla è stata bandiera blu e sarà difficile ottenere di nuovo la bandiera con il porto sequestrato per inquinamento. E questo è un regalo al turismo locale che certo non ho fatto io. Al contrario mi sto attivando per ottenere subito le analisi e sgombrare il campo dai timori».

LE CONTRADDIZIONI DI ANGELUCCI: PRIMA OTTIENE IL SIN E POI LO DIMENTICA

Quello che non si riesce ancora a capire è una contraddizione: da una parte, il Comune di Francavilla (gestione Angelucci) si è lodevolmente attivato per chiedere al Ministero dell'ambiente la classificazione di quella zona come sito di interesse nazionale (Sin Alento-Saline), il che rendeva possibile l'accesso a finanziamenti nazionali per il disinquinamento.
Da un'altra parte, è stato lo stesso Comune ad attivare appalto e lavori per circa 2 milioni di euro, dimenticando o omettendo di comunicare ai progettisti questa classificazione speciale.
Tant'è vero che sembra essere stato proprio il Ministero ad attivarsi attraverso le analisi dell'Arta per monitorare lo stato dei luoghi prima e durante i lavori del cantiere, nel frattempo appaltati.
Chissà che non sia stata proprio questa operazione di monitoraggio dei fondali e della spiaggia a far venir fuori la storia del trasporto del materiale accumulato nel cantiere in alcuni stabilimenti a sud della foce con il pretesto dell'erosione marina. Su questo punto, tra l'altro oggetto di indagini da parte della Procura di Chieti, si è acceso lo scontro anche in Consiglio comunale, dove ancora una volta l'opposizione ha messo sul banco degli accusati l'amministrazione in carica, troppo “solerte” di fronte agli eventuali problemi sanitari legati alla sabbia sparsa negli stabilimenti nonostante la possibile «presenza di diossina».

IN CONSIGLIO SI PARLA TANTO DI DIOSSINA

Un atteggiamento che ha fatto discutere è quello di alcuni consiglieri di centrodestra, come Daniele D'Amario. Come qualcuno ha fatto notare, ad esempio il consigliere Cappelletti che pure siede all'opposizione, ma che ha dichiarato di essere per la governabilità di Francavilla e non per la rissa a prescindere dalle responsabilità, «meno si parla di diossina e meglio è».
Anche perché prima di parlare bisognerebbe leggere bene le analisi dell'Arta: i risultati parlano, infatti, non di diossina, ma di precursori della diossina (in pratica i resti della combustione di pneumatici e plastiche avvenuta a monte della foce e trasportata a valle dalla corrente), così come indicano invece tracce molto pericolose di metalli pesanti, di cui nessuno parla.
Su questo argomento si registrano anche differenti prese di posizione da parte di alcuni cittadini, alcuni dei quali sono più propensi a considerare un danno il sequestro dell'arenile per consentire le analisi ed ovviare ad eventuali danni alla salute piuttosto che a criticare l'apertura frettolosa del cantiere per il porto che ha scatenato tutte queste conseguenze.
Inoltre a parere di molti, se inquinamento c'era, ora si è spostato ancora più a Sud e le analisi non troveranno nulla.

PARTONO LE ANALISI DELLA SABBIA

Intanto proprio ieri si è appreso che il Ministero per l'ambiente ha comunicato il suo ok al piano di caratterizzazione della spiaggia di Francavilla, il che sveltirà le operazioni per il dissequestro.
Un aspetto che è molto presente anche nel lavoro del Pm, Giuseppe Falasca, che vorrebbe arrivare ai risultati in tempo utile per la prossima stagione balneare.
Un risultato al quale stanno lavorando in sinergia Comune e Procura della Repubblica, alle prese con le difficoltà dell'Arta, oberata di lavoro, ad effettuare rapidamente i prelievi.
Sembra allora che siano stati presi contatti con un paio di società che a livello nazionale svolgono questo lavoro di consulenza alle Procure e quindi prossimamente i carotaggi avranno inizio.
Lo conferma il sindaco Di Quinzio: «Sono contento di questa accelerazione della procedura, perché sono preoccupato per i balneatori e per tutti quelli che qui vivono di turismo – dichiara – non so perché mi attaccano quando io sto mettendo tutto l'impegno possibile per sbrogliare la situazione complessa. Mi accusano anche di privilegiare Pdn, cosa che non è vera. Le notizie sono qui, a disposizione di tutti: basta venirsele a prendere».
Il Ministero ha, infatti, comunicato che l'Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha valutato positivamente il «Piano di caratterizzazione dell'area marino costiera ricompresa nell'area del Sin fiumi Saline Alento» e che quindi le analisi possano essere avviate. Il Piano prevede il prelievo di 13 carote a mare e di 3 carote sull'arenile prospiciente, lunghezza 2 metri, che saranno poi analizzate.

Sebastiano Calella 24/11/2009 8.20

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