Anche il Tar contro Ranghelli. Idv: «espellerlo dal partito»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Dopo discussioni, scontri (anche molto accesi) e accuse, adesso l'Italia dei Valori lancia un aut aut al Pd di Spoltore: «o fuori Ranghelli o niente alleanza alle prossime amministrative».


Aumentano le beghe per il sindaco Ranghelli. Dopo gli scontri delle scorse settimane con tutti i partiti presenti sul territorio adesso ci si mette anche il Tar.
Nei giorni scorsi il Tribunale amministrativo regionale ha sospeso la mozione di sfiducia con la quale il sindaco di Spoltore, Franco Ranghelli, ha rimosso dalle funzioni di presidente del Consiglio comunale Luciano Di Lorito per poi sostituirlo con un esponente di Alleanza nazionale.
E lo scontro si accende ancora di più.
Il senatore Alfonso Mascitelli, inoltre, ha lanciato un appello al Pd chiedendo le dimissioni di Ranghelli dalla carica di sindaco e il ritorno immediato alle urne.
«Il Pd deve espellere Ranghelli e i suoi sostenitori – ha detto Mascitelli – Se ciò non dovesse avvenire metteremo in discussione la possibilità di creare alleanze in altri centri della Provincia di Pescara dove si andrà alle urne in primavera e a livello regionale».
«A Spoltore è venuto meno il rispetto della volontà popolare che ha scelto una maggioranza di centrosinistra e, ora, si ritrova con una giunta di destra – ha aggiunto il senatore Mascitelli -. Il sindaco faccia un esame di coscienza e giunga all'unica conclusione possibile: dimissioni e ritorno alle urne per ristabilire la volontà popolare».
Il Tar ha rigettato le motivazioni indicate nella mozione di sfiducia perché politiche e non tecniche sottolineando la forzatura di leggi per giungere ad un obiettivo di parte. «Ritornerò a fare il presidente del Consiglio comunale e mi avvarrò dell'esperienza maturata anche in Consiglio provinciale – ha aggiunto Luciano Di Lorito -, lo farò nell'imparzialità che il ruolo richiede e lavorerò per il bene di tutti».
Il ricorso contro la sfiducia nei confronti di Di Lorito è stato seguito dall'avvocato Alessandra Rulli che ha illustrato le motivazioni che hanno portato i giudici amministrativi a una decisione favorevole nei confronti di Luciano Di Lorito.
«Si è trattato di un atto politico non suffragato da elementi tecnici - ha detto l'avvocato Rulli – tanto che anche il segretario comunale aveva espresso dei dubbi su quella mozione. Inoltre, lo Statuto comunale non prevede l'istituto della revoca per il presidente del Consiglio».
Parla, invece, di maggioranza abusiva il capogruppo IdV in Consiglio regionale, Carlo Costantini secondo cui «l'azione di questa pseudo maggioranza produce solo danni con un teatrino della politica che offende i cittadini mentre l'amministrazione rimane in piedi solo per sviluppare e difendere alcuni interessi».

23/11/2009 10.30

DI FELICE: «CHE BOOMERANG PER RANGHELLI»

«Il reintegro di Luciano Di Lorito è l'ultima puntata di una vicenda senza fine che sta attanagliando la politica spoltorese», ha commentato Massimo Di Felice, consigliere Udc di Spoltore.
«La scelta del sindaco Franco Ranghelli di mettere da parte Di Lorito solo per avere una poltrona in più a disposizione, con cui allettare consiglieri di opposizione a tradire il mandato elettorale per continuare a sopravvivere con una giunta inconcludente, si è rilevata un grosso boomerang che non farà altro che paralizzare di nuovo la giunta Spoltorese».
Per Di Felice «questo sindaco senza maggioranza continua a non governare e ad occuparsi solo di continui, estenuanti rimpasti, valzer di poltrone, che oltre a danneggiare i cittadini che non trovano risposte ai loro problemi, sta rovinando l'immagine di Spoltore ormai nota a tutti come la Città dove la fa da padrone la vecchia abitudine di politici di professione che al primo posto hanno solo voglia di gestire il potere a prescindere dagli ideali, dei principi, della volontà di risolvere i problemi dei cittadini».
23/11/2009 14.31