Grandinata 2006. Il Comune incassa i soldi ma ritarda il risarcimento

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. La famosa grandinata estiva del 2006 provocò ingenti danni alle coltivazioni e alle abitazioni. Il Comune di Spoltore avrebbe già incassato buona parte dei finanziamenti assegnati dalla Regione ma nessun cittadino è stato ancora risarcito.


Così il consigliere dell'Udc, Massimo Di Felice, accortosi del ritardo, ha presentato un'interrogazione chiedendo i motivi per i quali «non si procede alla celere relazione degli atti necessari affinchè i cittadini possano essere indennizzati dopo tre anni dall'evento dei danni subiti». Al tempo furono presentate mille richieste di rimborso.
Nel 2009, la Regione ha assegnato al Comune 390 mila euro a copertura dei danni causati dallo straordinario evento atmosferico. «Nelle casse del Comune sono stati accreditati 195 mila euro per rimborsare i nostri cittadini» ha scritto il consigliere Di Felice. Nel corso dell'estate del 2009 la Regione ha sollecitato il Comune affinchè procedesse alla liquidazione, ma per ora «il caso è in fase di approfondito studio» (come ha affermato l'assessore ai Lavori Pubblici Claudio Santurbano). Cosa c'è da studiare?
Ci sono le mille pratiche di rimborso, che secondo l'amministrazione sono un onore troppo pesante per gli impiegati comunali.

ASSESSORE: «AFFIDIAMO LO STUDIO DEI CASI AD AZIENDA PRIVATA»

Infatti un pool di tecnici comunali dovrebbe studiare una ad una ogni richiesta di rimborso. Il condizionale è d'obbligo, perché l'assessore pensa già di esternalizzare il lavoro affidandolo ad un'azienda privata. «Nella malaugurata ipotesi che le pratiche debbano essere fatte all'interno dell'ente – scrive l'assessore- unitamente alla nostra nuova bravissima segretaria abbiamo messo a punto alcuni programmi per risolvere la problematica, ad esempio mettendo a lavorare su queste pratiche 3 tecnici che hanno dato la loro disponibilità per tutti i venerdì. Però i lavori fatti dall'ente porteranno certamente più tempo, sia per una questione di risorse finanziarie, sia di personale che già è oberato da lavoro molto importante». Nella prima (aziende private) e nella seconda (impiegati con lo straordinario di venerdì) il Comune dovrà affrontare una ulteriore spesa per l'espletamento delle pratiche, che non riesce ad infilare nell'ordinaria amministrazione. C' è molto da fare, a detta dell'assessore.

SANTURBANO: «LA REGIONE DOVEVA RISOLVERE DIRETTAMENTE»

Santurbano, rispondendo al consigliere, ha aggiunto: «ci tengo a precisare che la Regione Abruzzo doveva effettuare questo lavoro in maniera diretta,ma anche loro per le nostre stesse problematiche (personale, costi, ecc) ha demandato il tutto al Comune con gli aggravi consequenziali». Ma non era forse meglio pensarci prima di incassare 195 mila euro?

Manuela Rosa 23/11/2009 8.38