Contro i mulini a vento: i giovani di Castelguidone dicono no ad impianti eolici

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le chiacchiere se le porta via il vento. Spesso anche i finanziamenti europei. Ed è sempre per sfruttare fondi pubblici che nell’ultimo decennio sono spuntati letteralmente come funghi migliaia di impianti eolici in tutta Italia.




ABRUZZO. Le chiacchiere se le porta via il vento. Spesso anche i finanziamenti europei. Ed è sempre per sfruttare fondi pubblici che nell'ultimo decennio sono spuntati letteralmente come funghi migliaia di impianti eolici in tutta Italia.





L'Abruzzo non ha un ruolo secondario nello sviluppo dell'eolico e soprattutto nel vastese sembra aver ospitato tantissimi impianti. Si tratta di energia pulita ma non priva di ricadute le quali spesso possono essere molto più gravi dell'inquinamento.
In Regione sono ancora molte decine le pratiche in giacenza in attesa di essere autorizzate.
Il rischio allora è anche quello dell'impatto ambientale, sia sulla fauna ma soprattutto sul paesaggio che rischia così di essere stravolto e deturpato e cambiare per sempre.
Tra gli oppositori alla proliferazione degli impianti eolici c'è Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, comune della Sicilia, che ha addirittura accusato la mafia di essersi avventata contro il business del vento. Perché? Perché l'Europa fornirebbe addirittura un finanziamento di un milione di euro per pala eolica.
Sarà.
L'argomento è tornato di attualità appena pochi giorni fa con l'arresto a Benevento del presidente dell'Anev (Associazione Nazionale Energia dal Vento), il papà dell'eolico in Italia, con l'accusa di truffa aggravata in Italia e in altro paese dell'Unione Europea, di utilizzazione distorta di risorse finanziarie italiane ed europee, di fabbricazione di fittizie garanzie bancarie e di infedeli ed errate informazioni proprietarie a riguardo dei siti eolici, con una ipotesi di centinaia e centinaia di milioni di euro utilizzati a scopi ignoti senza nessun fondamento positivo, e con il sequestro di decine di impianti in tutto il territorio nazionale, ipotesi di reato tutte ora da rendere note e verificare nel dettaglio.
Insomma un metodo come altri per spremere finanziamenti pubblici senza effettive ricadute benefiche sul territorio-



Da qualche tempo è attivo a Castelguidone un comitato spontaneo di cittadino, i "Dinamismi"(www.dinamismi.altervista.org), formato da circa 40 ragazzi del paese che vogliono «contrastare la logica di sfruttamento del territorio messa in atto dall'amministrazione comunale che intende "svendere" la nostra montagna alla Ipotenusa srl».
Si tratta di un impianto industriale eolico costituito da 10 aerogeneratori per una potenza nominale di 20 MWh. La società è finanziata da F2i (Fondo mobiliare di investimento di cui Vito Gamberale è l'Ad e gli sponsor sono banche).

Il sito scelto dall'amministrazione comunale è a circa 1,4 Km di distanza dal centro abitato.
«Oltre al devastante impatto ambientale, l'impatto visivo risulterebbe di incalcolabili proporzioni, visto che si tratta dell'unica visuale dalla piazza del paese», sostengono da Dinamismi, «la popolazione, naturalmente, non è stata minimamente coinvolta in questa scelta che cambierebbe per sempre il territorio, la storia e le tradizioni del nostro piccolo centro. L'Alto Vastese sta pagando a carissimo prezzo un altissimo costo ambientale per la disseminazione di torri eoliche posizionate sulle creste della nostre montagne (es. 188 torri nella wind farm di Castiglione Messer Marino, 15 Km da Castelguidone – 15 torri nella wind farm di Schiavi d'Abruzzo, 7 Km da Castelguidone)».
Peraltro le stesse risultano spesso ferme visto che la zona è caratterizzata da raffiche di vento fortissime alternate a periodi di bonaccia (gli aerogeneratori sono fermi oltre i limiti "cut in" / "cut out" di velocità del vento).
Altro aspetto inquietante che faceva notare Sgarbi lasciando intendere che evidentemente qualcosa non aveva funzionato nella procedura amministrativa del rilascio delle autorizzazioni.
Che vantaggio c'è nel costruire un impianto se poi non produce?
Tra i tanti problemi causati dagli impianti eolici industriali quello maggiormente rilevante, spesso non citato nei progetti e non considerato in fase di Valutazione Impatto Ambientale (VIA), è il problema legato al rumore a bassa frequenza.



In Gran Bretagna, per esempio, il monitoraggio effettuato sulla popolazione che vive a 2 Km da pale eoliche ha dato i seguenti risultati: nell'80% dei casi sono stati riscontrati sintomi che vanno dalle emicranie, palpitazioni e depressione, mentre il 75% ha riscontrato problemi ad addormentarsi.
I consigli allora sono quelli di porre gli impianti lontani dai centri abitati.
Il comitato di Castelguidone, pur essendo favorevole all'utilizzazione di fonti di energia rinnovabili e pulite, si oppone alla disseminazione selvaggia sul territorio di impianti eolici industriali.
Qual è allora la reale ricaduta sul territorio di questi impianti. Quali sono i benefici?
«Il problema dell'eolico in Italia sta assumendo un volto “nero”», dicono i giovani del comitato, «gli interessi economici che ruotano attorno al vento sono tantissimi, dato il sistema di incentivazione dei fondi pubblici molto succulento (certificati verdi)».
La classica battaglia contro i mulini a vento?


a.b. 20/11/2009 17.24


I DOCUMENTI
* LA CONVENZIONE TRA LA DITTA IPOTENUSA ED IL COMUNE DI CASTELGUIDONE
 
* LA VISURA CAMERALE DELLA DITTA IPOTENUSA