Contadini di Orsogna si danno a coltivazione più redditizia: la marijuana

Alessandro Biancardi

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Contadini di Orsogna si danno a coltivazione più redditizia: la marijuana
ORSOGNA. Una filiera corta, l'applicazione del concetto dei prodotti a km zero che ha portato la Tributaria della Guardia di Finanza di Chieti ad arrestare un giovane, a denunciare il padre e a sequestrare oltre 3,5 kg di marijuana in via di essiccazione.
Ma anche decine di semi, piante già alte due o tre metri, una serra attrezzata per disidratare le foglie, attrezzature come un frullino per arrivare alla produzione fai da te di piccoli panetti di hashish, che sono stati sequestrati insieme alle piante ed alle foglie.
L'operazione è stata illustrata dal colonnello Paolo D'Amata, comandante provinciale della Gdf e dal collega Gabriele Miseri della Tributaria.
«Un'operazione complessa che andava avanti da mesi, con appostamenti e controlli – ha spiegato il colonnello D'Amata – quando abbiamo visto un acquirente uscire dalla casa alla periferia di Orsogna, lo abbiamo bloccato e, trovata la droga, abbiamo fatto irruzione nell'abitazione. Qui il padre del giovane poi arrestato ha fatto resistenza, ci ha scatenato contro due pastori abruzzesi ed ha fatto scappare il figlio dal retro della casa. Il giovane, Emiliano Bomba, si è poi costituito il giorno dopo, mentre con le altre Forze dell'Ordine coordinate dal Prefetto gli stavamo dando la caccia. Grande è stata la professionalità dei Finanzieri che sono riusciti anche ad affrontare i cani».



La casa alla periferia di Orsogna, a metà tra la villetta ed il casale di campagna, era stata dunque attrezzata per la produzione e la vendita all'ingrosso delle foglie e dell'hashish e in ogni locale, quasi in ogni angolo, era nascosto qualche quantitativo, tanto che i cani antidroga dei Finanzieri hanno avuto difficoltà ad orientarsi proprio perché “ubriacati” dagli odori dell'hashish e della marjuana che provenivano da ogni dove.
Quasi come nella Caserma della GdF di Chieti, dove i giornalisti sono affluiti guidati dall'odore intenso dei due sacchi di plastica pieni di materiale sequestrato ed esposto per la stampa.
«L'operazione è stata definita “pollice verde” proprio perché si tratta di una famiglia di contadini che ha scelto questa coltivazione evidentemente più redditizia di quelle normali alle quali siamo abituati. Pensavano di fare soldi subito, infatti, il valore sequestrato tra semi e foglie è di 50 mila euro», ha commentato il colonnello Miseri. «I semi sono di ottima qualità – ha aggiunto D'Amata - E costano 10 euro l'uno, ne abbiamo sequestrato 1268. Le piante erano già grandi, segno di una attività iniziata da tempo».
Insomma un controllo del territorio sempre più stretto da parte delle Forze dell'ordine coordinate tra di loro e allertate per l'aumento del consumo di questa droga, ritenuta evidentemente poco dannosa.
C'è dunque preoccupazione tra gli inquirenti, anche per gli attrezzi ritrovati che servivano a produrre quasi a livello industriale hashish.
Anche un segno dei tempi per Orsogna, terra generosa di prodotti agricoli tradizionali e di grandi personalità della cultura e della storia, ridotta probabilmente dalla crisi economica e da quella di settore, almeno per questo, caso probabilmente isolato, a zona di produzione e di spaccio di droga.
Al termine della conferenza stampa il comandante D'Amata ha voluto rinnovare le condoglianze al procuratore della Repubblica di Chieti, Pietro Menini, per la perdita della moglie.

Sebastiano Calella 20/11/2009 12.42