Cinque denunce per una discarica abusiva a Vallone Fagnano

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2263

CHIETI. Cinque persone denunciate dalla Procura della Repubblica per trasporto e deposito di rifiuti bituminosi e realizzazione di una discarica in assenza di autorizzazioni.


Reato commesso in concorso tra loro.
Ieri è stato operato anche il sequestro giudiziario dell'area in località “Vallone Fagnano” di Chieti.
L'operazione è stata portata a termine dal Nucleo Investigativo di Polizia Agroambientale e Forestale – N.I.P.A.F. del Comando Provinciale del Corpo forestale dello Stato di Chieti, coadiuvato dal Comando Stazione forestale del capoluogo, e da quello della Sezione di Polizia Stradale della Polizia di Stato, sempre di Chieti.
Sono stati deferiti alla locale autorità giudiziaria, per i diversi reati ambientali riscontrati, i coniugi di Bucchianico D. V. R. B., trentasettenne proprietaria del terreno, e T. M., quarantenne artigiano committente dei lavori di realizzazione del piazzale, C. G., sessantunenne di Città Sant'Angelo e C. A. R., settantaduenne pescarese, rispettivamente direttore tecnico ed amministratore della ditta proprietaria dei mezzi utilizzati, e P. B., quarantaduenne di Silvi autista della stessa ditta.
Tutti gli indagati sono stati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di aver trasportato e depositato materiale bituminoso considerato rifiuto in assenza di autorizzazione e di aver creato, ad una distanza di circa 10m dal “Fosso Fagnano”, una discarica abusiva su un'area vincolata, realizzando un piazzale di circa 1.000 m2 con uno spessore di circa 30 cm di tali scarti, per un totale di circa 300 m3 trasportati.
Le indagini sono iniziate martedì scorso quando una pattuglia della Sezione di Polizia Stradale della Polizia di Stato di Chieti, nel corso di un normale servizio sulla strada comunale “Fosso Fagnano” di Chieti, nei pressi di un'autocarrozzeria, ha notato un camion scaricare sul terreno del materiale bituminoso.
L'autista, bloccato sul posto, ha riferito di aver effettuato una quindicina di trasporti dello stesso tipo, commissionati al suo datore di lavoro dal titolare della carrozzeria: si trattava sempre del materiale bituminoso risultante dalla fresatura del manto stradale in un cantiere aperto a Chieti.
Dai riscontri effettuati è emerso che l'area sulla quale era stato riversato il materiale di scarto, già opportunamente livellato, era nella effettiva disponibilità del marito della proprietaria, nonché socio dell'adiacente autocarrozzeria: questi, verosimilmente, voleva realizzare un piazzale da adibire a parcheggio di pertinenza, senza alcun tipo di autorizzazione urbanistico - edilizia.
«Resta da verificare», ha spiegato il comandante della forestale di Chieti, Nevio Savini, «l'esistenza di eventuali clausole relative allo smaltimento del materiale di risulta sequestrato nel contratto di appalto stipulato tra la ditta esecutrice dei lavori e l'ente pubblico appaltante, per escludere ulteriori ipotesi di reato».

19/11/2009 11.17