Il Consiglio comunale annulla il piano di rientro con la Banca Ifis

Alessandro Biancardi

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Il Consiglio comunale annulla il piano di rientro con la Banca Ifis
FRANCAVILLA. Facciamoci del male. Al Consiglio comunale di Francavilla al mare, martedì sera (circa 7 ore di discussioni per due o tre punti all’odg) è andata in scena la solita rappresentazione.

Teatro di improvvisazione che ha incontrato la realtà solo in due momenti.
Il primo è stato l'approvazione del nuovo Regolamento dello svolgimento del Consiglio, il secondo si è verificato con l'annullamento del contratto con la Banca Ifis (quella delle contestate anticipazioni di cassa dell'amministrazione Angelucci).
E' stato, infatti, cancellato il piano di rientro dal debito approvato nell'autunno scorso e che impegnava l'amministrazione comunale a restituire 180mila euro al mese fino alla copertura del debito di circa 5 milioni.

IL NUOVO REGOLAMENTO: CARTELLINO ROSSO PER CHI DISTURBA

Due decisioni importanti, che avrebbero richiesto un approfondimento mirato e che invece sono state diluite in un dibattito estenuante che ha messo a nudo le difficoltà dei consiglieri di maggioranza e di opposizione a gestire in modo costruttivo l'emergenza in cui tenta di sopravvivere l'attuale Giunta Di Quinzio: casse vuote e debiti in aumento a fronte di una diminuzione delle entrate.
Comincia da lontano la genesi del nuovo regolamento, almeno da quando la maggioranza non è riuscita a padroneggiare i lavori del Consiglio, trasformatisi in una continua bagarre poco produttiva da parte della minoranza di centrodestra che ha interpretato così il suo ruolo di opposizione.
La maggioranza ha risposto con una modifica delle norme interne per il funzionamento dei lavori del Consiglio comunale voluta dal nuovo presidente del Consiglio che avrà così la possibilità di sanzionare gli “irrequieti” anche attraverso il cartellino giallo o addirittura il cartellino rosso dell'espulsione temporanea, come in una partita di pallanuoto.
Una variazione passata in Commissione, sembra con l'assenza di qualche consigliere di opposizione arrivato tardi alla discussione preparatoria.

DI LORENZO (PD) PERPLESSO SULL'OPPORTUNITÀ DI CAMBIARE LE REGOLE

Tutto qui?
Non proprio, perché tra le pieghe del Regolamento si nascondono altre norme che hanno messo in fibrillazione proprio la maggioranza di centrosinistra, al cui interno si fronteggiano diverse anime: due o tre: Pd, l'Idv e altre liste.
Infatti, l'impressione che si è avuta è che la maggioranza che regge le sorti di Francavilla al mare, avendo registrato due battute di arresto (la revoca con contestuale nomina del nuovo “capogruppo” Pd e la seconda sul piano casa), ha pensato bene di affrontarle e risolvere cambiando le regole.
Si è passati così dall'inammissibilità della “revoca” del precedente capogruppo in carica e dall'impossibilità di riproporre, prima del decorso di 180 giorni, qualsiasi “argomento” già respinto dal Consiglio Comunale (come il piano casa) alla possibilità di farle entrambe.
Il che ha suscitato la reazione del capogruppo Pd Vincenzo Di Lorenzo che non ha condiviso il tentativo (da lui definito «berlusconiano») di cambiare le regole quando non piacciono.
Attaccamento alla poltrona?
Non sembra, perché da sempre Di Lorenzo – che tra l'altro medita da tempo le dimissioni - si batte per il rispetto delle regole ed ha avuto buon gioco anche a far notare che votare una delibera nella quale non è chiaro quali sono gli allegati citati non è proprio un esempio da proporre.

BANCA IFIS, ANNULLATI PIANO DI RIENTRO DAL DEBITO E CONTRATTO

Stesso copione, più o meno, per la Banca Ifis per la quale c'era la proposta di annullamento del contratto che la lega al Comune.
Anche su questo lo scontro è stato con fucili caricati a salve.
Le opposizioni sono sembrate più impegnate a criticare la maggioranza per il precedente piano di rientro dal debito che a segnalare soluzioni al problema che sta strangolando l'amministrazione.
Peraltro l'amministrazione Di Quinzio ha già denunciato alla Procura della Repubblica il comportamento della Banca, sottolineando tutti i profili di irregolarità amministrativa dell'operazione voluta dall'amministrazione Angelucci. Un'opposizione più costruttiva (ciascuno comunque è libero di interpretare il suo ruolo politico come meglio ritiene) non si sarebbe soffermata sul fatto che ad ottobre scorso la maggioranza presentò un Piano di rientro dal debito che poi si è rivelato sbagliato.
«Ma come – ha ironizzato Carlo Matricardi, Pdl, per l'occasione eccezionalmente in cravatta – avete detto che i flussi di cassa erano tali da consentire la rata da 180mila euro ed oggi non è più così?»
Insomma è venuta ancora una volta fuori l'anima barricadera di Forza Italia che all'inizio della nuova amministrazione ha scelto, non senza contrasti interni, la battaglia continua invece della governabilità.
Per onestà intellettuale, l'opposizione avrebbe dovuto chiedere come mai il Piano non è più valido.
La risposta sarebbe stata – ma l'opposizione lo sa - che non è più valido perché sarebbero sbagliate le previsioni di entrata preparate dal responsabile delle attività finanziarie Nino Pagano.
Lo stesso che in passato – ma sembra anche all'inizio dell'amministrazione Di Quinzio – è stato protagonista di altre performances che hanno messo in difficoltà le casse comunali e che sono passate quando l'opposizione di oggi era maggioranza.
Ma su queste vicende l'opposizione non ha mai detto una parola chiara di condivisione o di critica.

CONSENSI A DI QUINZIO NELLA BATTAGLIA PER LA LEGALITÀ

Insomma poche luci all'orizzonte di Francavilla e sindaco Nicolino Di Quinzio stranamente muto.
Stanchezza?
Certo è difficile la battaglia per rimettere la macchina comunale sui binari di quella che dovrebbe essere la normalità, cioè un'amministrazione preoccupata dei suoi cittadini e del buon governo e non dell'avventurismo economico e delle speculazioni finanziarie.
In realtà, nei corridoi della sala consiliare dove si rifugiano i cittadini ed i consiglieri per parlare (l'impianto interno di amplificazione non funziona ed è difficilissimo seguire, cioè sentire, gli interventi) sta emergendo con chiarezza che qualche consigliere di opposizione si sta avvicinando a Di Quinzio, a fronte delle difficoltà del Comune alle prese con i mille problemi quotidiani e a fronte delle inchieste di Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia sulle precedenti scelte amministrative. Stranamente, invece, qualche mugugno in più si registra nella maggioranza.
Intanto stanno venendo fuori altre vecchie magagne, come gli espropri mai completati ed oggi lievitati a costi insopportabili o i mutui a scadenza breve e non venti o trentennale, o le concessioni edilizie: qualche costruttore avrebbe vuotato il sacco sui metodi per ottenere concessioni “espresso” e/o forse discutibili. Senza dire che alcuni funzionari legati all'edilizia venivano pagati più dei dirigenti: misteri di Francavilla di cui in Consiglio non si parla mai.

Sebastiano Calella 19/11/2009 10.12


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