«La "Città della musica" non c’è ma è già vecchia»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «L’edificio della ‘Città della Musica’, in corso di realizzazione al posto dell’ex inceneritore di via Raiale a Pescara, rischia di nascere già vecchio».

E' quanto sostiene il presidente della commissione lavori pubblici del Comune, Armando Foschi. Cose che capitano ai progetti che impiegano anni per essere realizzati.
Infatti il progetto non sarebbe stato adeguato alle nuove normative entrate in vigore nel 2006, rischiando di costringere sin d'ora l'amministrazione comunale a prevedere e attuare una lunga serie di varianti in corso d'opera, con relativi aggravi di spesa, una volta terminato il primo lotto dei lavori.
«L'obiettivo», ha spiegato il Presidente Foschi, «è quello di approfondire alcuni aspetti del progetto. Il cantiere è infatti stato aperto a inizio 2009 e in teoria dovrebbe essere chiuso per marzo 2010, tuttavia a oggi, a detta del responsabile Giuliante, sarebbe stato realizzato appena il 50 per cento dei lavori previsti, dunque difficilmente saranno sufficienti quattro mesi per terminare le opere previste. Tra l'altro sinora non è neanche stato nominato o individuato un collaudatore in corso d'opera, solo nei giorni scorsi sarebbe stato inviata una richiesta di preventivo all'ex progettista dei lavori di riqualificazione dell'ex Aurum che ancora deve dare la propria risposta circa l'assunzione dell'incarico».
La nomina di un collaudatore avrebbe permesso al Comune di individuare le prime carenze e dunque intervenire per tempo.
Ma, quello che preoccupa Foschi è la struttura realizzata totalmente in cemento armato che, da diverse parti, ha suscitato le perplessità di tecnici ed esperti circa l'isolamento termico e l'insonorizzazione acustica del fabbricato, destinato a ospitare sale di registrazione e sale prove.
L'eccessiva prossimità al cementificio, all'asse attrezzato, all'aeroporto e allo stesso fiume, avrebbero forse richiesto l'utilizzo di altri materiali in aggiunta al cemento, materiali che non si possono limitare allo strato di 3 centimetri di cartongesso previsto sulle pareti del manufatto per garantire la perfetta impermeabilità dai suoni esterni o dall'umidità.
Lo stesso responsabile comunale, Giuliante, in realtà, ha ammesso di non essere in grado di garantire la perfetta insonorizzazione delle stanze: secondo questi solo una volta conclusi i lavori, le prove fonometriche ci diranno se il progetto era corretto o meno, pretesa assurda perché, se le prove fonometriche daranno esito negativo, imporranno all'amministrazione l'adozione di una super-variante per mettere una pezza all'errore con nuovi esborsi di denaro.
«Non riusciamo a credere», ha aggiunto Foschi, «che le migliori esperienze urbanistiche del mondo non ci possano garantire con anticipo la riuscita o meno dell'intervento».
«Ci chiediamo», ha concluso Foschi, «ora perché l'ufficio progettuale non sia intervenuto per un adeguamento del progetto prima di aprire il cantiere. A questo punto riteniamo urgente convocare e ascoltare in Commissione il direttore dei lavori, l'ingegner Coccia, al quale formuleremo le nostre perplessità per fare chiarezza su un progetto che oggi presenta troppi lati oscuri e che rischia di trasformarsi in un continuo salasso per le casse cittadine. E nella stessa sede chiederemo spiegazioni a quegli ex amministratori del Pd, oggi consiglieri comunali d'opposizione, che negli ultimi sei anni avrebbero avuto il dovere di seguire cantieri e progetti lasciati in sospeso».

19/11/2009 9.44