Angelini va dai contestatori: «andate sul tetto di chi ha i soldi»

Alessandro Biancardi

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Angelini va dai contestatori: «andate sul tetto di chi ha i soldi»
 I VIDEO E L'AGGRESSIONE. AVEZZANO. «Ci vogliono uccidere, questa è la sintesi e lo hanno capito tutti». Così ieri il patron del gruppo Villa Pini, Vincenzo Angelini ai dipendenti della clinica Santa Maria di Avezzano. (Foto di Antonio Oddi) * SINDACATI POLIZIA: «SOLIDARIETA’ A DIPENDENTI ANGELINI»


(Video di Marsicanews)


L'imprenditore della sanità privata è andato dai dipendenti che da sabato sono sul tetto della clinica per protestare contro il mancato pagamento di sette mensilità.
Non sono mancati attimi di tensione quando una dipendente ha cercato di avvicinare Angelini, ma è stata subito bloccata dalle forze dell'ordine.
«Si deve vergognare che ha messo tutta questa gente sul lastrico. Lei non è più credibile ecco perché non le hanno dato i soldi. Stanno sul tetto per colpa sua» ha gridato la donna.
«Buffone», ha gridato qualcun altro mentre si stava arrivando allo scontro, subito evitato dalla polizia.
Poi l'imprenditore ha continuato a perorare la sua causa.
«Io incontro gente per strada», ha detto, «e mi dicono: “dottor Angelini, bravo. Continui cos씻.
La folla ha un pò mugugnato.
«Si vuole uccidere un gruppo capace dal punto qualitativo», ha detto ancora ai suoi dipendenti, «lo hanno capito anche i gatti. Se voi bloccate l'attività la perdita non è per me ma è per voi. La fabbrica si occupa quando il padrone guadagna. Che voi vi bloccate qui non vi serve a niente», ha detto ancora. «Stare qui contro di me non serve a niente. Scegliete il tetto di qualcuno che ci aveva detto che ci avrebbe dato 6 milioni di euro. Chiedete loro (alla Regione, ndr) dove hanno messo 25 milioni di euro che avrebbero dovuto darci a partire da giugno. Sono tutte parole di Venturoni, tutte registrate, che lo chiedete a me non serve».
Angelini ha assicurato di non avere i soldi: «voi non ricevete stipendi da 7 mesi», ha aggiunto, «a me non danno un euro da 25 mesi. Io i soldi non ce li ho, mi hanno già strangolato. Se facciamo coccia e coccia quella gente sarà contentissima perché loro vogliono che si chiuda. Andate da chi ha i soldi e mettetevi a protestare sul loro tetto».

BENE L' INCONTRO CON PREFETTO

Soddisfazione, invece, è arrivata da otto dipendenti del gruppo che ieri pomeriggio hanno avuto un incontro con il prefetto Franco Gabrielli, nella caserma di Coppito.
Gabrielli ha dichiarato la sua massima disponibilità - come riferito dal dottor Corrado Paoloni - a collaborare nella risoluzione della vicenda.
«L'attività della clinica comunque non si è fermata - ha detto Paoloni - i servizi essenziali li stiamo garantendo, anche lavorando senza percepire una lira».
Oggi, una delegazione dei dipendenti sarà ospite dell'Emiciclo, per incontrare il presidente della Giunta Gianni Chiodi.
«L'azienda è tornata indietro - ha commentato Lorenzo Stornelli della Cisl - evidentemente non ci sono disponibilità per erogare i pagamenti».

LA PROPOSTA DEL PD

Oggi in consiglio regionale il Pd presenterà una proposta per «legare i lavoratori allo specifico servizio per la sanità abruzzese e non alla proprietà della clinica: un modo per "salvare" i dipendenti dai cambi di proprietà».
«Una proposta risolutiva, concreta, possibile - dice il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci - che, se approvata, sancirebbe la fine dell'incertezza sul futuro per i dipendenti del gruppo. Proponiamo di salvaguardare il servizio reso al sistema sanitario abruzzese e i lavoratori che prestano opera per il servizio stesso, a prescindere dalla proprietà della clinica o dal committente del servizio. Rimettendo al centro le due questioni principali di questa drammatica vertenza: pazienti e dipendenti, che vanno tutelati a prescindere dai comportamenti della proprietà di Villa Pini».
La soluzione proposta dal Pd, sottolinea il capogruppo in Consiglio regionale, Camillo D'Alessandro, «non salva gli stipendi pregressi: per quelli non servono leggi, ma soldi. E la Regione ha il dovere di intervenire al più presto, è a rischio la sopravvivenza economica delle famiglie. Ma sul futuro, siamo in grado di sgombrare il campo dal precariato. Per questo - sottolinea - ci appelliamo a tutte le forze politiche perché approvino il testo, dietro il quale c'é uno studio normativo e legislativo molto approfondito».

17/11/2009 10.04


I VIDEO GIRATI DA CIRO SABATINO






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SINDACATI POLIZIA: «SOLIDARIETA' A DIPENDENTI ANGELINI»

PESCARA. Le segreterie Provinciali di Pescara Siulp, Siap, Silp, Ugl polizia esprimo solidarietà ai lavoratori della sanità privata che da giorni stanno manifestando per la mancata ricezione di 7 mensilità arretrate di stipendio.
«Da diverso tempo», dicono i sindacati di polizia, «stiamo seguendo le sorti dei lavoratori delle cliniche di Angelini, persone normali, genitori, di colpo trovatisi senza più speranze e senza futuro, con mutui da pagare e figli da mantenere e far studiare, costretti a manifestare il loro disagio in piazza, con la speranza che “qualcuno” li stia a sentire».
Chi ha svolto servizio in occasione delle tante manifestazioni dei dipendenti delle cliniche «ha ben impresso il disagio di queste persone», continua la nota dei sindacati, «soprattutto le donne, amareggiate per aver dovuto rinunciare anche al loro pudore. a loro va la nostra solidarietà».
Qualche giorno fa, presso l'assessorato regionale alla Sanità, la protesta si è fatta più dura.
I dipendenti hanno deciso di occupare una sala riunione della sede regionale, avendo ben compreso che l'incontro con l'assessore competente non avrebbe cambiato la loro triste condizione.
«Anche se il silenzio borioso e spaccone della politica avrebbe potuto provocare reazioni di disperazione», continua la nota dei sindacati, «quei lavoratori, per l'ennesima, volta hanno mostrato il loro senso civile, quel senso che ogni cittadino dovrebbe avere, specie coloro che ricoprono cariche importanti e prestigiose».
I lavoratori delle cliniche angelini hanno mantenuto la calma e scelto una protesta più simbolica che effettiva, stando ben attenti a non oltrepassare la linea di confine con l'illecito.
«La polizia al servizio del cittadino, non del “potente”, garantisce che tutti i diritti vengano rispettati».
I sindacati denunciano inoltre il «loro totale dissenso» al servizio di sgombero degli occupanti che è stato disposto dal questore, criticando anche le modalità in relazione al momento scelto.
«La scelta della disposta irruzione improvvisa fa sorgere il forte sospetto del bisogno di un'azione eclatante per dare un segnale distensivo alla politica. Anche se può non interessare nulla all'amministrazione, come sindacati di polizia non ci stancheremo mai di ripetere che la sicurezza dei cittadini è un bene comune e l'ordine pubblico va gestito secondo valutazioni tecniche ed autonome da parte di addetti ai lavori, a cominciare dal questore quale autorità locale di pubblica sicurezza».

17/11/2009 16.44