Cittadino+: 200mila euro spesi per chi ha lavorato al progetto fantasma

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4533

FRANCAVILLA. E' stata una comunicazione del Ministero per l'innovazione tecnologica a sollevare per prima il velo su quello che stava succedendo dentro “Cittadino+”, il progetto di portale del Comune di Francavilla al mare.
Il portale che doveva assicurare l'accessibilità dei cittadini ai servizi dei Comuni che partecipavano al progetto, come noto, costava circa 4 milioni di euro (di cui 1,5 a fondo perduto) e non è mai entrato in funzione nonostante le cifre spese e 5 anni di lavoro.

UN TECNICO PAGATO IL TRIPLO DEL DIRETTORE DEL PROGETTO PER IL PORTALE

«Ma come è possibile - chiedeva nella lettera il funzionario del ministero che seguiva la pratica – che un tecnico esterno venga pagato tre volte rispetto al responsabile del progetto?»
La vicenda alla quale si riferiva il Ministero si collegava all'incarico di consulenza che la Provincia di Chieti (gestione Coletti) aveva assegnato a Michele Pipino, di Ortona: ben 58 mila euro l'anno per tre anni, con un totale di 174 mila euro, a fronte di un compenso di circa 20 mila euro a Roberto Bonu, il tecnico incaricato a Francavilla di realizzare il portale. Su questo incarico della Provincia ci fu all'epoca anche un'interrogazione dell'ex presidente Mauro Febbo, allora capogruppo di An.
Ma questa richiesta ministeriale di chiarimento segnò anche la fine della delega all'assessore Massimiliano Di Pillo, che aveva seguito la prima parte della progettazione e che era colpevole di aver convocato sulla nomina contestata del consulente di Ortona una riunione dei sindaci interessati al portale: quando Di Pillo eccepì la stranezza della vicenda di questo incarico ricco (alla riunione c'erano anche il sindaco Angelucci ed il presidente della Provincia), la risposta di Coletti fu semplice: i soldi assegnati alla Provincia (che partecipava al progetto) se li gestisce la Provincia come vuole.

DI PILLO CACCIATO, LA DELEGA PASSA A D'AMARIO

Una settimana dopo, o giù di lì, l'ex sindaco Roberto Angelucci licenziò l'assessore Di Pillo e prese direttamente la delega per un pò di tempo, salvo poi assegnarla a Daniele D'Amario, ora assessore provinciale con Di Giuseppantonio, che gestì quasi tutto il progetto con il relativo finanziamento.
In realtà non ci fu solo il Ministero a scoperchiare il vaso di Pandora di “Cittadino+” perché successivamente l'ex assessore Di Pillo protestò pubblicamente per questa sua estromissione e denunciò utilizzando parole dure.
Con un manifesto l'ex assessore defenestrato rese pubbliche alcune stranezze che stavano succedendo intorno al progetto, cose mai viste e che non si potevano scrivere su un manifesto.
Il che suscitò le ire del sindaco Angelucci in consiglio comunale: «chi vuole - rispose - può denunciare il tutto alla Procura della Repubblica».
Cosa che poi è avvenuta ma in altra forma e per altre strade.
Resta il fatto, come già anticipato, che il nuovo sindaco Di Quinzio bloccò il progetto, dopo che al momento delle consegne l'ex assessore Daniele D'Amario gli aveva illustrato lo stato di salute del portale inesistente, addossando tutta la colpa a Di Pillo come causa dei ritardi e del finanziamento perduto di un altro milione di euro.

DI QUINZIO BLOCCA IL PORTALE: TROPPI PAGAMENTI SOSPETTI

In realtà Di Quinzio all'inizio del suo mandato non aveva elementi per comprendere come in realtà stessero le cose, ma fiutò che dalle casse comunali erano usciti soldi in abbondanza (e forse in maniera non legittima), a fronte di un portale che non era stato realizzato, nonostante il milione e mezzo ricevuto dal Ministero.
Di qui un'indagine interna parallela a quella della magistratura per scoprire almeno che fine avessero fatto e a chi fossero andati i soldi pagati direttamente dal Comune.
Si tratta di circa 200 mila euro erogati a vario titolo a diversi soggetti, tra cui anche dipendenti comunali.
Nomi sui quali la magistratura ha indagato, scoprendo che di questi 200 mila euro alcuni compensi sono regolari e a fronte di lavoro effettivamente svolto come esterni, altri sono stati invece erogati forse in maniera un pò disinvolta.
Ci sono, infatti, delibere in cui i dipendenti del Comune propongono l'incarico per se stessi, poi decidono il compenso, poi scrivono che è compatibile dal punto di vista finanziario e poi se lo liquidano facendo deliberare il tutto dalla Giunta comunale.

DIPENDENTI COMUNALI E RADDOPPIO STIPENDIO

Sarebbero almeno 8 i dipendenti attenzionati dalla procura di Chieti che avrebbero avuto un ruolo nel progetto ed i cui compensi potrebbero essere oggetto di contestazioni.
Oltre a dipendenti anche con ruoli apicali del Comune anche una società esterna.
Come detto si tratta di un totale di circa 200 mila euro tra il 2003 ed il 2005, anche se sono stati riscossi fino al dicembre 2008.
Quello che balza agli occhi è l'importo dei compensi ai dipendenti, che si aggirano tutti sui 20-30 mila euro ciascuno per i livelli più bassi.
Sarebbe questo uno degli aspetti centrali dell'inchiesta.

COME SONO STATI SPESI I SOLDI DEL FINANZIAMENTO MINISTERIALE?

C'è poi l'altro aspetto: come è stata spesa l'altra parte del finanziamento, cioè circa 1,3 milioni di euro.
Di sicuro se c'è stato lavoro ci saranno state delle spese anche per materiali e servizi: programmi, programmatori, computer… ma di documenti che comprovano la spesa per ora non c'è traccia.
E c'è un'altra cosa che è stata oggetto di approfondimento: come mai il Comune di Francavilla, pur essendo capofila del progetto, non ha svolto il suo ruolo fino in fondo?
Infatti l'Ente si sarebbe limitato solo ai rapporti con il Ministero finanziatore e all'incasso delle varie erogazione del 25% ciascuna, senza darsi da fare per reperire gli altri finanziamenti del progetto, che erano a carico dei Comuni interessati (quasi 3 milioni di euro).

WWW.CITTADINOPIU.IT NON C'E' PIU'

Un fatto è certo: il sito ed il portale ci sono (nel senso che qualcosa esiste perchè il sito risulta attivo) ma non è visibile ai più. E' come se il sito fosse stato messo on line e poi fossero state tolte alcune pagine e file. Il sito, infatti, impiega tempo per caricare… poi desiste e non si carica più.
E come sempre la notizia pubblicata da PrimaDaNoi.it ha scatenato agitazione ed è partita la macchina della controinformazione.
Ma se è tutto regolare ed i soldi spesi sono serviti per realizzare un progetto ed i servizi connessi, allora il sito perché non si vede?

Sebastiano Calella 16/11/2009 16.01

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK