Bucchianico, il sindaco non risponde all'opposizione sul Palazzo

Alessandro Biancardi

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BUCCHIANICO. Mario Di Paolo, sindaco di Bucchianico, stavolta merita la citazione per una risposta-non risposta.


Niente di nuovo, infatti, la replica all'interrogazione dell'opposizione di centrosinistra che gli chiedeva notizie sulla vicenda dell'acquisto del Palazzo dei Camilliani e degli obblighi che si è assunto per le casse comunali.
Guai a chiedergli spiegazioni o a domandare l'accesso ai documenti: si rischia qualche sfuriata e comunque molti dinieghi.
La storia si ripete con l'ultima interrogazione dell'opposizione.
Come noto, don Nicola Del Bianco, parroco di Santa Maria maggiore di Guardiagrele, nei mesi scorsi, precisamente il 14 luglio, ha scritto una lettera al sindaco Di Paolo per chiedere come Bucchianico intendesse fare onore agli impegni assunti con l'acquisto del Palazzo dall'Ordine di San Camillo.
Impegni che prevedono l'assistenza gratuita a dieci bambini poveri di Guardiagrele.
Una richiesta legittimata dal fatto che il Palazzo è stato costruito con un lascito dell'ambasciatore Auriti che aveva posto questa clausola nel testamento in favore dei Camilliani.
E questi ultimi, vendendo l'edificio con questo vincolo testamentario, l'hanno trasferito al Comune di Bucchianico che se l'è accollato pur di arrivare all'acquisto.
Il tutto regolarmente consultabile negli atti notarili.
«Ha risposto al parroco? E che gli ha detto?».
Risposta del sindaco: «Non gli ho scritto perché ci ho parlato».
Ma sul contenuto della risposta verbale nessuna indicazione.
Seconda domanda: «Poiché risulta agli atti che i consiglieri comunali non sapevano nulla di questa spesa che il Comune si è accollato, ci dice come è avvenuto l'acquisto?»
Risposta: «il Consiglio comunale ha deciso di acquistare demandando al Responsabile tecnico i provvedimenti consequenziali».
Cioè?
Nessun chiarimento, come si capisce facilmente.
Il sospetto legittimo è però che il sindaco Di Paolo non abbia risposto solo perché non sa cosa e come rispondere.
E allora sul primo punto ci aiuta il parroco di Guardiagrele: «Si, è vero, poco dopo aver ricevuto la lettera mi ha telefonato ed era abbastanza “nervoso”, mi ha quasi aggredito – spiega al telefono – io l'ho fatto sfogare e poi, quando si è calmato, gli ho chiarito che i parroci come legati testamentari hanno l'obbligo di rivendicare i benefici per i loro protetti. Niente di personale, dunque. Ma lui ha insistito: diceva che era tutta una congiura politica di un giornalista».
Di Paolo vede i fantasmi che si aggirano sul Palazzo e che vestono i panni di un giornalista?
Sul secondo punto, esiste una delibera che fissa per l'architetto Mucilli, incaricato di firmare l'atto di acquisto, tre precise condizioni.
Poi l'architetto dal notaio si è trovato un atto molto più complesso con altre clausole infilate a sua insaputa, ma non all'insaputa del sindaco che ha seguito passo passo la stesura del documento, con le minute che andavano e venivano via fax tra l'ufficio del notaio e quello del sindaco.
Poteva dirle lui queste cose, visto che le sapeva...

Sebastiano Calella 14/11/2009 10.35