Scelli:«il Tribunale di Sulmona non chiude. Favorevole al riordino funzionale»

Alessandro Biancardi

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SULMONA. «Le dichiarazioni del presidente dell'Ordine degli Avvocati di Sulmona, Gabriele Tedeschi, lasciano ancora una volta perplessi e inducono nuovamente a dissipare i dubbi e i timori che vengono strumentalmente addensati sulla sorte del Tribunale di Sulmona».


Così il deputato sulmonese Maurizio Scelli (Pdl), avvocato e membro della commissione giustizia della Camera, rispondendo all'invito a mettere in campo tutte le iniziative per la salvaguardia del Palazzo di Giustizia rivolto dagli avvocati sulmonesi alle forze politiche del territorio nei giorni scorsi.
L'appello è stato lanciato al termine di una assemblea dei legali sulmonesi, convocata per discutere sul recente provvedimento del presidente del Tribunale, Antonio Gagliardi, che ha stabilito un metodo di definizione di tutti quei procedimenti che, precedenti alla data dell'anno 2006, sono destinati improrogabilmente ad una fine per prescrizione.
«Quella adottata dal presidente del Tribunale di Sulmona è una iniziativa che mi sento di condividere», sottolinea Scelli, «poichè si muove sulle tracce della cosiddetta circolare Maddalena, dal nome del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino: la precedenza accordata ai reati più gravi a scapito di quelli inferiori peraltro già coperti da indulto, punto centrale di quel provvedimento, ha infatti permesso di fronteggiare l'eccessiva mole di lavoro, ed in quel presidio giudiziario ha portato allo smaltimento di quasi tutto il pregresso. Ancora una volta rivolgo un caldissimo invito ai sulmonesi a non piangersi addosso e a rivendicare attenzione solo in base ai meriti e capacità».
Il presidente dell'Ordine degli avvocati, Gabriele Tedeschi, contestava fortemente il provvedimento di riordino del tribunale che di fatto cancellerà moltissimi processi pendenti e dunque la possibilità di fare e ricevere giustizia.
Scelli ha confermato anche che «non esiste alcun disegno o progetto di legge del governo o parlamentare, se non una proposta dell'Anm, che miri alla chiusura dei Tribunali cosiddetti minori e, tra questi, del Tribunale di Sulmona».
«Ritengo inutili e dannosi, pertanto», ha aggiunto il deputato Sulmonese, «oltre che sterili ed ingiustificati, gli allarmismi che periodicamente vengono riproposti sulle sorti del Tribunale di Sulmona, anche quando, da come sembra, vengono convocate assemblee forensi per argomenti che nulla hanno a che vedere con il presunto spettro dello smantellamento del presidio giudiziario. Tra l'altro, il progetto di riequilibrio del territorio ricadente nelle competenze del Tribunale di Sulmona, realizzato dall'Ordine degli Avvocati di Sulmona, è stato da me personalmente consegnato al Presidente della Associazione dei cosiddetti "Tribunali minori", l'avvocato Walter Pompeo, al fine di invitare tutti gli altri Ordini Forensi ricadenti nei distretti giudiziari della loro associazione a realizzare lavori simili».
Scelli riferisce anche di aver posto la questione al capo dell'ufficio legislativo del ministero della Giustizia, Augusta Iannini.
Secondo dunque il deputato del centrodestra nessun pericolo di chiusura del tribunale di Sulmona ma solo un «riequilibrio funzionale».

14/11/2009 9.21