Abbattuto bosco di 1.500 metri quadri per parcheggio, sequestro della Forestale

Alessandro Biancardi

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MOZZAGROGNA. E’ stato convalidato il sequestro giudiziario di un’area artigianale in località Castel di Sette di Mozzagrogna, operato dalla Forestale di Lanciano e Ortona.


Contestualmente sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Lanciano D. C. I., 44enne imprenditore artigiano di Casoli e M. C., coetaneo professionista di Giulianova per urbanizzazione abusiva di un terreno boscato.
Le indagini sono iniziate nel mese di ottobre da un servizio di controllo del territorio durante il quale i Forestali hanno scoperto nella località della valle del Sangro alcuni lavori di sbancamento, limitrofi ad un capannone, per la creazione di un piazzale, da destinare a parcheggio, con la realizzazione di una scarpata alta oltre 3 metri.
Per l'esecuzione di questi lavori, inoltre, sono stati distrutti circa 1.500 metri quadrati di un'area boscata a monte ed è stato anche deviato di circa 15 metri, per un tratto lungo circa 90 metri, un fosso per lo scolo delle acque piovane.
Dal controllo presso gli enti competenti gli agenti hanno accertato che lo Sportello Unico per le Attività Produttive – S.U.A.P. di Santa Maria Imbaro- aveva rilasciato un provvedimento autorizzatorio ritenuto illegittimo, in quanto basato su un parere urbanistico non conforme alla realtà dei luoghi.
La parte posteriore del lotto artigianale, su cui è stato realizzato recentemente un capannone, avrebbe dovuto essere considerato a tutti gli effetti “superficie boscata” e quindi soggetta anche al vincolo paesaggistico, che invece non è stato valutato.
Infatti, durante i lavori sono state abbattute senza autorizzazione almeno 50 piante, tra cui olmi, roverelle, pioppi e salici, con diametri fino a 50 centimetri ed altezze anche di 12 metri.
La “boscosità” del terreno era stata valutata dal personale del Corpo forestale dello Stato anche grazie all'utilizzo delle foto aeree di diverse epoche presenti nel Sistema Informativo della Montagna – S.I.M. in dotazione a ciascun Comando forestale, che dimostrano inequivocabilmente la presenza del bosco nell'area urbanizzata.
Tra l'altro, per gli stessi lavori, il Comando Provinciale del Corpo forestale dello Stato di Chieti, in qualità di Autorità Forestale regionale, aveva già espresso lo scorso anno alla ditta precedentemente proprietaria del sito un parere negativo rispetto all'abbattimento di tali piante.
«Stiamo ancora valutando la posizione dei professionisti che hanno progettato l'intervento per capire meglio come possa essere stato concesso il relativo permesso di costruire», ha dichiarato il comandante provinciale Nevio Savini.
Alla Procura di Lanciano erano stati inviati, oltre agli atti del sequestro, anche un verbale di sopralluogo ed un fascicolo fotografico.

13/11/2009 12.00