Improvvisata nel cantiere della Città della Musica. Pd:«non bloccare i lavori»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. L’opposizione di centrosinistra ha scelto una location un po’ particolare, ovvero il cantiere di via Raiale, per presentare una mozione che ha ad oggetto la costruenda Città della Musica.

Portare i giornalisti nel cuore di un cantiere, che in passato è stato così problematico (prima sequestrato per un ricorso, poi chiuso e finalmente riaperto a gennaio scorso), poteva essere un'ottima idea.
Peccato che ci si sia dimenticati di avvisare il responsabile del cantiere o il responsabile della sicurezza.
Così gli operai si sono ritrovati una decina di persone alla porta (tra giornalisti e cameraman), capitanati dal consigliere Moreno Di Pietrantonio ideatore nel lontano 2004 della struttura di «produzione e consumo della musica» che doveva essere pronta nel 2006, poi nel 2008, ora- si dice- nel maggio 2010.
Dell'opposizione c'erano anche i consiglieri Paola Marchegiani (Pd), Enzo Del Vecchio (Pd) e Giovanni Di Iacovo (Sinistra e Libertà).
Primi attimi di esitazione, poi il permesso ad entrare. Tutti rigorosamente senza caschetto, indossato invece dai diligenti operai.
«Chi l'ha fatta entrare tutta questa gente?», chiede il proprietario dell'azienda che realizza i lavori, Paolo Di Giampaolo.
«Non mi mettere più in queste situazioni», dice con voce dimessa rivolgendosi a Di Pietrantonio «dovevi avvisare Giuliante (responsabile unico del procedimento, ndr) e qui doveva esserci il responsabile della sicurezza».
«Ma io, essendo amministratore, posso entrare in un cantiere pubblico portandomi un giornalista, o no?», replica con il sorriso il consigliere.
«Comunque io ho chiamato Giuliante che ha avvisato la segreteria del Sindaco», spiega Di Giampaolo, «e bastava avvisarmi per telefono che questa mattina ci sarebbe stata una conferenza stampa nel cantiere».
Doveva essere una tranquilla conferenza stampa nel cantiere del primo lotto della Città della Musica finanziato nel 2005 da fondi europei (Urban2), nazionali e comunali per una spesa complessiva di 2,3 milioni di euro, mentre invece è risultato essere un sopralluogo imprevisto.
Una mezz'ora diversa per gli impavidi giornalisti, impegnati a scrivere sotto il minaccioso ondeggiare delle gru che spostavano materiali.
Con il sottofondo dei trapani e avvitatori, il consigliere inizia a spiegare le ragioni della mozione che verrà presentata in consiglio comunale.
«Bisogna dare un impulso forte alla volontà politica per non far morire questo progetto che è unico in Italia ed in Europa. Sarebbe una grande iattura se si bloccassero i lavori. Il concetto chiave è che un'opera così non c'è da nessuna parte».
Nemmeno a Pescara.
Per ora il concetto chiave è che non c'è proprio, quella famosa Città della Musica con le sue sale di registrazione, il bar, la terrazza, la sala per un'intera orchestra, la mediateca, il bookshop e molto altro.
Ma almeno ora c'è un cantiere finalmente in movimento dopo anni di travaglio.
Il problema più grande adesso - come da sempre- è il vicino canile che «va de localizzato per permettere la costruzione del secondo lotto e poi via via fino al quarto» (o quinto?non ricorda bene Di Pietrantonio).
Il canile dovrebbe essere spostato a Fosso Grande, ma lì la Regione starebbe facendo degli accertamenti ambientali come aveva già detto a PrimaDaNoi.it, il geometra del Comune Angelo Giuliante aggiungendo che «il Comune ha già stanziato 1 mln di euro per il progetto del canile».
Una bega non da poco che l'amministrazione di centrosinistra non è riuscita a portare a termine nella maniera auspicata.
Così oggi Di Pietrantonio accende i riflettori sull'acclarato problema “canile” affinchè «ci sia una forte volontà politica per non lasciare che questa struttura diventi l'ennesima cattedrale nel deserto». Il canile aveva dato fastidio anche durante i primi lavori come aveva sottolineato l'ispettore di cantiere, Raffaella Bettoni, durante una visita (autorizzata) con PrimaDaNoi.it, ma il tutto «si era risolto parlando con le persone e con un azione di rinforzo del terreno che andava franando dal lato del canile dopo gli scavi».
Una questione che si trascina dall'inizio e che- se non risolta- sarebbe d'ostacolo all'avvio dell'appalto per il secondo lotto.
Oltre al canile, altri ostacoli?
Di Pietrantonio assicura di no.
Lo abbiamo chiesto perché dopo l'inchiesta di PrimaDaNoi.it sulla Città della Musica, un organo di controllo dell'Unione Europea chiese al Comune di fornire tutta la documentazione.
«Nessun problema dall'Europa», garantisce il consigliere.
«Questa è un'occasione importantissima di sviluppo anche economico oltre a quello culturale, ci sono delle maestranze già formate e pronte a lavorare in questo progetto», conclude il consigliere (ex assessore alla Cultura) Paola Marchegiani.

Manuela Rosa 13/11/2009 9.56


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