Villa Pini, continua la guerra dei dipendenti tra insulti e divisioni

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Villa Pini assediata dentro e fuori. Polizia e Carabinieri a controllare i manifestanti che si sono riuniti già poco dopo le nove davanti e dentro la Clinica.







In contemporanea c'erano infatti due manifestazioni: lo sciopero di Cisl e Cgil e l'assemblea della Uil e di due altre sigle interne, oltre quella dei Medici convocata per le 10.
Ma tutto è filato liscio.
Nonostante la tensione e le discussioni anche accese che vertevano su un problema chiarissimo: «se Villa Pini chiude, non riapre e i primi a rimetterci siete proprio voi medici e voi dipendenti in generale. Ci sono 300 ricoverati? Basta che qualcuno vada dal Prefetto a dire che l'assistenza non c'è o non è adeguata e la frittata è fatta. Vale per Chieti e vale per L'Aquila. Bisogna scongiurare questo piano».
Non sono le dichiarazioni del dottor Enzo Angelini , ma è la posizione dell'azienda emersa stamattina durante l'assemblea del personale medico, al quale è seguita quella di una parte dei dipendenti che aderiscono alla Uil e ad altre due sigle interne.
«Per la posizione dell'azienda posso solo anticipare che faremo una pagina intera di giornale, forse due per spiegare la nostra versione di quello che sta succedendo. Per adesso posso dire che vi apprezzo per come state lavorando, a differenza di altri, ma non rilascio dichiarazioni», dice Angelini riferendosi a questo giornale.
Addirittura Enzo Angelini si è interrotto quando ha visto PrimaDaNoi.it sgusciare all'interno dell'assemblea dei medici ed ha chiesto di poter parlare senza la nostra presenza.
Ma intanto in fondo alla sala premevano gli altri dipendenti che erano stati convocati alle 11 per l'assemblea sindacale della Uil.
Ad un certo punto, mentre Angelini parlava è stato interrotto da un «te ne devi andare, devi finire di parlare, altrimenti ci dicono che siamo conniventi».
«Ma perché, i medici non sono lavoratori come voi? Comunque sto finendo. Ehi, tu, connivente: i medici possono restare, non è vero?», ha replicato Enzo Angelini.
La discussione è continuata nei corridoi, mentre i medici sciamavano verso i loro ambulatori, poi Angelini, accompagnato da Rocco Salini, direttore sanitario di Villa Pini, si è ritirato nel suo ufficio al secondo piano.
E' solo una parte della mattinata convulsa vissuta davanti e dentro Villa Pini, dove è andata in scena la reazione della proprietà, la rabbia dei dipendenti senza stipendio ormai da 7 mesi ed anche la divisione dei sindacati.
Alle 10 di mattina già si fronteggiavano da una parte Cgil e Cisl in sciopero e a manifestare all'interno, di fronte all'ingresso della clinica, dall'altra un folto gruppo di altri dipendenti ammassati all'ingresso su via dei Frentani e controllati a vista da un folto numero di Poliziotti e di Carabinieri, che provvedevano anche a fluidificare il traffico, reso difficile dalle centinaia di automobili parcheggiate ai lati della strada. Poi verso le 10,30 è arrivato Angelini che è sceso tra le contestazioni e i fischi provenienti dal presidio di fronte all'ingresso.
Lui ha risposto con un applauso polemico che ha rinfocolato il tifo da stadio, con cori e clacson: “Angelini paghi tangenti e non paghi i dipendenti”, “Vergogna, sequestrategli la macchina”.
La tensione è salita subito dopo, quando in corteo i dipendenti che si erano radunati per l'assemblea sono sfilati davanti ai colleghi in sciopero: fischi, urla, offese del tipo “leccac....”, insomma una contestazione di fuoco per l'atteggiamento “collaborativo” che secondo Cgil e Cisl questi dipendenti hanno preso.
Si è parlato chiaramente di un sindacato “giallo” che sarebbe di appoggio alla proprietà.
Critica prontamente respinta, perché secondo questi altri dipendenti l'interesse primario è salvare l'azienda e quindi i posti di lavoro.
Attorno la vita della clinica, anche se in modo ridotto, continua regolarmente.
I dipendenti diretti all'assemblea sono passati attraverso i tavolini del bar dove alcuni ricoverati con i parenti stavano sorseggiando un caffè, c'è stato uno scambio di saluti sotto l'occhio vigile dei Poliziotti in borghese che hanno controllato egregiamente la situazione, mentre ai piani alti Angelini medita altre iniziative.
Quando il gioco si fa duro, i duri scendono in campo. E stamattina, messi da parte i panni di chi non è più direttamente interessato alla gestione di Villa Pini, Angelini è sceso in campo a difendere le sue ragioni e la sua azienda.
Chi lo voleva remissivo e sconfitto, non aveva fatto i conti con questa reazione da leone ferito.
Ed il futuro è tutto ancora da scrivere.

Sebastiano Calella 10/11/2009 13.51

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