Angelini, la rabbia di Chiodi: «stop accreditamento». Acerbo: «era ora»

Alessandro Biancardi

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LE REAZIONI ALLA NOTIZIA. ABRUZZO. E' arrivato immediato il commento del presidente della Regione Chiodi alla notizia del sequestro dei beni di Vincenzo Angelini: «presto lo stop all'accreditamento»
«Non avevo alcun dubbio, la Regione è la vera grande danneggiata dalle vicende di Vincenzo Angelini».
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha appreso al telefono del sequestro dei beni per l'equivalente che la Guardia di Finanza sta effettuando al patron di "Villa Pini", Vincenzo Angelini. Senza entrare nel merito delle indagini, coordinate dalla Procura di Pescara, Chiodi conferma che «dopo tutto questo malaffare il danno era scontato», e proprio per questo, forse, ci sarà un'accelerazione dell'iter per la cancellazione dell'accredito di Villa Pini per le prestazioni sanitarie presso la Regione Abruzzo.
   Il sequestro preventivo, però, non entra nel disegno di legge regionale che dovrebbe essere già stato licenziato dalla Commissione regionale: da oltre sette mesi ai 1.500 dipendenti del gruppo sanitario di Angelini - che con le sue dichiarazioni nel luglio 2008 portò all'arresto di Ottaviano Del Turco e alla decapitazione della Giunta di centrosinistra - non vengono pagati gli stipendi.
Da mesi protestano e recentemente hanno anche occupato l'Assessorato alla Sanità a Pescara.
Da settimane Rifondazione Comunista e Comunisti italiani chiedono alla Regione di prendere provvedimenti ma fino ad oggi niente pareva muoversi.
   Quindi, ha commentato Chiodi, «penso che nel prossimo Consiglio regionale la legge verrà discussa, perché la Regione non può accreditare chi non paga gli stipendi dei lavoratori».
Una volontà quella del governatore che tuttavia non si basa su alcun elemento nuovo. Alla base della richiesta di sequestro infatti vi sono fatti già abbondantemente noti al momento dell'arresto dell'ex presidente Del Turco.
In questo anno e mezzo sono state molte le dichiarazioni di guerra verso il gruppo Angelini senza tuttavia arrivare a nessun atto concreto.
Eppure secondo alcuni esperti giuridici vi sarebbero già da tempo le condizioni per revocare l'accreditamento ad un gruppo imprenditoriale che non paga gli stipendi e di fatto, in seguito alla agitazione, potrebbe non garantire più nemmeno le prestazioni in convenzioni.
Se, però, è vero che il sequestro della procura non ha affetti diretti sulle attività lavorativa delle cliniche, il ritiro eventuale dell'accreditamento potrebbe far venire meno moltissime risorse e obbligherebbe il gruppo ad un ripensamento globale delle cliniche sul mercato.
09/11/2009 12.00

UGL: «REVOCA IMMEDIATA ACCREDITAMENTO»

«La requisizione da parte della Guardia di Finanza dei  beni mobili ed immobili di Vincenzo Angelini  è il giro di boa per il gruppo Villa Pini», commenta il responsabile Ugl-Sanità, Giuliana Vespa.
«Da quasi due anni assistiamo allo scempio che l'amministratore di questo gruppo ha e sta perpetrando a danno dei 1600 lavoratori e della pubblica collettività».
L'Ugl oggi torna a chiedere con forza  «la revoca immediata delle convenzioni così da porre fine a questa infinita e squallida “saga” della famiglia Angelini».
L'Ugl inoltre chiede alla Regione  di nominare immediatamente un commissario ad hoc  per la gestione straordinaria del gruppo Villa Pini.
«Per quanto riguarda  la sorte dei lavoratori della clinica Sanatrix dell'Aquila», continua Vespa, «che al 31 dicembre, giorno in cui presumibilmente cesserà la Cigo saranno senza futuro, chiediamo al prefetto Franco Gabrielli di convocare, a breve, un tavolo atto a trovare soluzioni per la ricollocazione nel territorio aquilano dei 50 posti letto e di tutti i lavoratori interessati».
09/11/2009 15.50

PD: «UNICO OBIETTIVO SALVARE LAVORATORI E PAZIENTI»


«Per la prima volta il grande accusatore, che parla a rate, subisce un provvedimento cautelare reale. Nell'attesa di capire quali altri provvedimenti si intenderanno adottare, è compito della politica in questa settimana confrontarsi per salvare i 1600 dipendenti e le loro famiglie dal dramma, nonché i cittadini-pazienti». Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del PD abruzzese.
«Il ministero, il commissario governativo, il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore alla sanità» sottolinea Paolucci «hanno ora il dovere di aprire un rapido confronto perché fin nel prossimo Consiglio regionale si articoli una proposta che dia risposte concrete ai lavoratori, e che salvaguardi l'erogazione di alcuni servizi: sia nel caso in cui vengano rilevati da altra struttura privata, sia che tornino nella gestione pubblica, sia che continuino ad essere prestati sotto amministrazione controllata, vanno scritte le condizioni per salvare i lavoratori e i pazienti. Sull'articolazione di questo punto essenziale» annuncia Paolucci «il Partito Democratico è al lavoro per presentare una proposta al primo Consiglio che affronti l'emergenza». 

ACERBO: «MIRACOLO, CHIODI SI E' SVEGLIATO»

«Finalmente il presidente della Giunta Regionale Gianni Chiodi si è svegliato e invoca la revoca degli accreditamenti di Villa Pini», commenta il consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo.
«Probabilmente le ultime vicende giudiziarie, con l'ulteriore conferma del coinvolgimento del centrodestra nella maxi-truffa, hanno spinto il presidente a darsi una mossa.
Sono mesi», continua Acerbo, «che chiediamo alla Giunta di procedere alla revoca dell'accreditamento del gruppo Villa Pini (la prima interpellanza risale a marzo).
Abbiamo perso il conto degli interventi che abbiamo fatto in Consiglio regionale per sollecitare un intervento nella vicenda.
Comunque: meglio tardi che mai.
L'importante è che non si continui con l'atteggiamento di totale improvvisazione e superficialità che ha finora contraddistinto la giunta regionale.
Bisogna non solo revocare l'accreditamento, ma predisporre un piano per fare fronte alla crisi del gruppo Angelini sia relativamente ai dipendenti che all'erogazione delle prestazioni».
09/11/2009 17.23

COSTANTINI:«CHIODI INCOMPRENSIBILE»

«Le dichiarazioni di Chiodi sul sequestro dei beni ai danni di Angelini sono incomprensibili», ha detto invece Carlo Costantini (Idv).
«Sono incomprensibili perché esprimono una sorta di ‘autoassoluzione' della sua parte politica per tutto quello che si e' consumato negli ultimi anni, diversamente da quanto i recenti sviluppi delle inchieste giudiziarie hanno rivelato. Sono incomprensibili», h aggiunto, «perché evocano la necessità della approvazione di una legge regionale per revocare gli accreditamenti delle strutture private che non pagano gli stipendi che esiste già ed e' chiarissima: basta leggersi l'art. 7, comma 5 della L.R. 32/07 sul rispetto da parte dei datori di lavoro del CCNL di categoria. Sono incomprensibili perché non svolgono alcun riferimento a ciò che invece manca (e che noi abbiamo proposto), ovvero a una legge che prevede che la Regione, mentre procede alla revoca degli accreditamenti, deve tutelare i lavoratori sia per il pagamento delle retribuzioni pregresse, sia per favorire il loro reinserimento lavorativo. Sono incomprensibili», ha concluso, «perché non chiariscono le ragioni per cui all'interno della Giunta Regionale non siano stati trovati fino a oggi gli equilibri necessari per assumere decisioni che - se circoscritte alla revoca degli accreditamenti, come sembra anticipare Chiodi - la Giunta stessa avrebbe dovuto già da tempo adottare, senza dover attendere i sequestri di oggi e senza dover attendere l'approvazione di una nuova legge regionale».

10/11/2009 10.56


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