Audio shock in carcere, sospeso il comandante Luzi

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il ministro di Giustizia Angelino Alfano ha sospeso dal servizio, in via cautelativa, il comandante della guardia penitenziaria del carcere di Castrogno, Giovanni Luzi.


L'uomo è coinvolto in un'inchiesta della magistratura teramana su un presunto pestaggio di un detenuto.
La conferma giunge dal segretario del sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe), Donato Capece.
L'inchiesta scaturisce da un cd, recapitato in forma anonima al direttore del quotidiano locale La Città, in cui qualcuno, sicuramente un agente, ha riversato l'audio catturato con un telefonino - riconosciuta come la sua voce dal comandante delle guardie - che costituirebbe testimonianza di un pestaggio di un detenuto.
Da oggi, nella casa circondariale teramana dovrebbe arrivare un commissario, h spiegato Capece. «Fermo restando che prendiamo le distanze dalle affermazioni contenute nel Cd - ha aggiunto -, che mi sento di definire 'parole in libertà', 'affermazioni troppo leggere' sulle quali è stata aperta un'inchiesta, ritengo comunque che i 'corvi' facciano più male che bene al corpo di polizia penitenziaria, come insegna l'esperienza di Palermo. Penso - conclude il segretario del Sappe - che esistessero altri modi per denunciare la situazione».
«Inevitabile», invece, per il segretario Generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno, la decisione di sollevare dall'incarico il Comandante ma allo stesso tempo, accusa l'amministrazione «di non avere proceduto analogamente nei confronto di un dirigente penitenziario che ha offeso gravemente il Corpo. Due pesi e due misure che la Uil - dice Sarno - ritiene molto grave».
«Nel rimetterci alle determinazioni della Magistratura, auspicabilmente in tempi brevi, non possiamo però - afferma Sarno - non ricordare come a Teramo quest'anno siano ben 11 gli episodi che hanno visto vittime 14 agenti penitenziari aggrediti e feriti da detenuti. Non per inopportuni parallelismi, quanto per bilanciare una informazione alquanto parziale. Continuo a pensare che siamo di fronte ad un episodio di mero eccesso verbale, per quanto ingiustificato ed ingiustificabile perché anche con le parole si può esercitare violenza».
La Uil PA Penitenziari parla poi di un altro caso «che non ha avuto clamori sulla stampa me che ha profondamente indignato i baschi blu. Una vicenda che coinvolge la direttrice della Casa di Lavoro di Saliceta San Giuliano, a Modena».
«Alcune settimane fa, la direttrice della Casa di Lavoro di Saliceta San Giuliano, ebbe a definire una porcata l'arresto effettuato da due agenti penitenziari nei confronti di un uomo che aveva causato una rissa e messo a soqquadro un bar. Arresto ed atti, occorre sottolineare - afferma Sarno -, convalidati dall'Autorità giudiziaria che ebbe a giudicarlo, condannandolo, per direttissima. Sulla vicenda ci dicono che è stata aperta una indagine amministrativa interna. Intanto la direttrice - conclude il segretario generale Uil Pa Penitenziari - continua a stare al suo posto, quasi fosse giusto e legittimo che un dirigente possa esprimersi in tal modo».


09/11/2009 9.11