Profanata tomba studente aquilano. La mamma: «vergogna»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. E' stata profanata la tomba di Francesco Maria Esposito, sepolto al cimitero dell'Aquila, una delle vittime del crollo della casa dello studente nel sisma dello scorso 6 aprile.

A denunciarlo pubblicamente è la madre del ragazzo, Anna Maria, in una lunga lettera aperta in cui racconta tutto il suo dolore. La donna parla di «vergogna e inciviltà».
Secondo la signora «nel cimitero dell'Aquila vengono ripetutamente sottratti dalle tombe oggetti cari che vengono depositati da amici che piangono i loro morti vittime di una tragedia senza fine. Mio figlio - aggiunge - viene ammazzato ogni volta che, e non e' questa la prima volta, dalla sua tomba scompaiono oggetti ai quali era particolarmente affezionato. La prima risale a qualche tempo fa, quando scomparve la maglietta dell'Inter che gli amici più cari avevano esposto, maglietta tanto cara a Francesco tifoso di questa squadra».
Oggi un altro furto: «mancano oggetti cari tra cui una coroncina, un'altra maglietta e una lettera che una sua amica aveva depositato ieri sera per esprimere attraverso poche righe tutto il suo affetto», racconta la mamma.
«Mi chiedo - prosegue la donna - con quale coraggio persone estranee sottraggono cose che sono importanti dal punto di vista affettivo per tutti noi. Vorrei far capire loro l'importanza per me, che sono la sua mamma, di stringere al petto quella maglietta che ha ancora l'odore di Francesco o che per un minuto e' come se abbracciasse fisicamente suo figlio».
«Se avete bisogno di una maglietta», continua disperata la donna, «potete rivolgervi a noi, senza rubare dalla tomba. Sono disposta a lasciare anche il mio numero di cellulare».
La donna conclude la sua lettera con un appello a chi profana la tomba del figlio: «fatevi un esame di coscienza e chiedete perdono non a me, ma a Francesco e al Signore per ciò che avete fatto ad un ragazzo che poteva essere vostro amico e al quale e' stato negato l'avvenire, un avvenire fatto di sogni e di speranze assieme ad Angela, la sua fidanzata».
La mamma non vuole dare colpe agli addetti del cimitero «loro fanno anche troppo visto che sono solo in due», ma sostiene che «chi di competenza dovrebbe assicurare più sorveglianza.
06/11/2009 12.21

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