La Saga pronta a vendere le quote della Regione. Morra frena:«i soldi ci sono»

Alessandro Biancardi

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La Saga pronta a vendere le quote della Regione. Morra frena:«i soldi ci sono»
ABRUZZO. La Regione non paga le sue quote e la Saga, la società che gestisce l'aeroporto d'Abruzzo, potrebbe mettere in vendita queste quote azionarie.
Il progetto, sembra nato su indicazione del Collegio dei revisori dei conti della società, sta suscitando qualche apprensione nella Giunta Chiodi che si sta preparando in questi giorni all'assemblea della società.
E così, mentre tutti sono interessati alle nomine (Marco Napoleone è sempre in pole position per la presidenza), si sta giocando una partita sotterranea di cui pochi conoscono le mosse.
Oggi, ad esempio, ci dovrebbe essere un incontro tra la Saga e Carla Mannetti, la dirigente dell'assessorato regionale trasporti, la stessa che mesi fa fu contattata da un gruppo di imprenditori e di addetti ai lavori nel settore aeroportuale i quali le sottoposero il dossier sulle “stranezze” della gestione Saga che già avevano consegnato al Presidente Chiodi ed all'assessore Giandonato Morra.
Dunque sarà lei a gestire questi rapporti, su incarico dell'assessore il quale, contattato, ha definito «imprecisa» la notizia sulla vendita delle quote da parte della Saga e come sempre (a differenza di molti suoi colleghi) si è reso disponibile ad un colloquio, nonostante una lieve indisposizione.
«Ma quale vendita di quote. La Regione è pronta, e già ci sono i soldi, ad acquistare per un milione di euro, rispetto al milione e trecentomila totali. Al massimo andranno sul mercato 300 mila euro di quote – spiega con precisione – la Giunta ed io in particolare ci muoviamo solo con la copertura in bilancio e non come in passato. E non è escluso che potremmo acquistare anche questi altri 300 mila euro».
E' evidente una piccola polemica con le abitudini amministrative precedenti, quando si iscrivevano le somme in bilancio e restavano lettera morta, magari dirottandole su altre spese, tanto che la quota Saga è rimasta ancora “scoperta”.
Al di là di questi aspetti che sembrano formali, ma che sono sostanziali, c'è preoccupazione in giro per lo stato di salute dell'aeroporto: adesso sembra che anche Air Vallèe stia per abbandonare Pescara, puntando su Preturo, il nuovo scalo dell'Aquila, pompato dopo il terremoto.
«Non condivido questa sensazione, perché il nostro programma prevede il potenziamento dello scalo pescarese – aggiunge l'assessore Morra – non a caso stiamo potenziando le infrastrutture. E se pensiamo di investirci dei soldi vuol dire che scommettiamo sul futuro di questa struttura».
D'accordo, è di questi giorni la notizia che finalmente l'Enac ha concesso l'agibilità del nuovo parcheggio, aumentando le piazzole di sosta da 10 a 14.
Un lavoro che è costato 1 milione e 300 mila euro, mentre, la Saga del presidente Vittorio Di Carlo sta ampliando anche la superficie commerciale dell'aerostazione.
Ma se diminuiscono i voli e i passeggeri, se anche il settore manutenzione rischia di essere delocalizzato a Napoli, il destino dell'aeroporto è segnato.
«Il rischio c'è, inutile negarlo – conclude Morra – ma io sono personalmente impegnato a far rimanere la manutenzione Pescara, sia per l'ex Alitalia, sia eventualmente da soli per non disperdere il patrimonio di professionalità degli addetti che lavorano nel settore e per salvare decine di posti di lavoro. Il problema delle rotte e dei passeggeri è più complesso ed investe anche altri assessorati. Ma ne parleremo un'altra volta».

Sebastiano Calella 05/11/2009 10.15

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