Trovata a Mosciano Sant’Angelo la fabbrica di marjiuna

Alessandro Biancardi

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MOSCIANO SANT’ANGELO. Blitz ieri mattina dei carabinieri di Mosciano Sant’Angelo, coordinati dal maresciallo aiutante Paolo Gentile, in un laboratorio artigianale di marjiuna: sequestrate 66 piante e 4 chili di foglie secche.


Dopo alcune segnalazioni i militari hanno fatto irruzione nell'abitazione di Alessandro Cosenza, 36 anni, operaio, incensurato.
All'interno dell'appartamento sono stati trovati diversi recipienti in vetro contenente ciuffi di marijuana essiccata, una scatola di fertilizzante naturale del peso di 1 chilo (usato per l'accelerazione della fioritura).
La perquisizione è stata poi estesa a tutti i locali dell'abitazione: all'interno del garage, al quale si accedeva da una porta interna, i militari hanno fatto una scoperta inaspettata.
Il locale, controllato da un grosso pastore tedesco, era un vero e proprio laboratorio artigianale con attività di coltivazione e produzione di piante di marijuana.
Sono state infatti trovate due cabine in truciolato, una della grandezza 1 metro per un metro e l'altra di 2 metri per un metro.
La prima, denominata “cabina vegetativa”, aveva al suo interno un ventilatore, una lampada alogena, un temporizzatore, un umidificatore e un diffusore di anidride carbonica collegato ad una bombola esterna.
Qui, secondo quanto hanno raccontato i carabinieri, avveniva la “clonazione” di piante di marijuana. Sono stati trovati, infatti, tre vasi con altrettante piante “madri” (dell'altezza di circa 50 centimetri), dalle quali venivano prelevate le rispettive cime che dopo essere state bagnate con un prodotto specifico gelatinoso chiamato clonex, venivano inserite in cubetti di lana di roccia e quando si sviluppavano le radici venivano piantate in vasi di terra, rimanendo sempre all'interno della cabina vegetativa, fino al raggiungimento di un'altezza di 20 centimetri.
All'interno della cabina stessa, sono state rinvenute complessivamente 31 piante in diverse fasi di crescita.
Sulla base della cabina, era stato creato un essiccatoio sulle quali poggiavano 20 cime di marijuana di varia lunghezza (del peso complessivo 240 grammi).
La seconda cabina, denominata “cabina fioritura” era deputata invece alla crescita della piante precedentemente sviluppatesi nella cabina vegetativa. All'interno, complessivamente sono state trovate 20 piante dell'altezza compresa tra i 40 e 70 cm.
Le piante veniva poi tagliate, poste in essiccazione e successivamente setacciate. Le foglie venivano poi conservate in appositi barattoli di vetro, pronte per la vendita.
Ad ogni pianta madre era stato dato un nome diverso ovvero “G13H”, “N.Shade” e “Diesel”, relative a tre differenti qualità di marijuana.
Nel corso della perquisizione sono state trovate diverse riviste specifiche per la coltivazione e produzione di piante di marijuana, che Cadenza consultava e studiava per affinare le sue conoscenze nel settore.
Tutto il materiale trovato è stato sottoposto a sequestro, mentre l'uomo è stato tratto in arresto con l'accusa di coltivazione, produzione e detenzione al fine di spaccio di stupefacenti e, dopo le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo, in attesa dell'udienza di convalida.
04/11/2009 11.38