Influenza H1N1. Guarito bimbo di Avezzano. A Pescara Osservatorio nelle scuole

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il bambino di 4 anni ricoverato all’ospedale di Avezzano per l'influenza A è guarito ed è tornato a casa.

In pochi giorni il piccolo, curato nel reparto di Malattie infettive dell'ospedale, diretto dal dottor Maurizio Paoloni è stato rimesso in sesto.
Attualmente sono in corso accertamenti su un altro paziente: a giorni se ne conoscerà l'esito. Dall'estate scorsa a oggi, sempre al presidio di Avezzano, vi sono stati 4 casi accertati di virus A, senza conseguenze, poichè le persone colpite sono guarite.
E mentre le associazioni dei consumatori chiedono le dimissioni del ministro della Salute Ferruccio Fazio «per la totale mancanza di trasparenza e di corrette informazioni sull'influenza A», l'amministrazione comunale di Pescara sta monitorando costantemente, con la dottoressa Carla Granchelli dell'Ufficio igiene ed epidemiologia della Asl, il diffondersi dell'influenza A nelle scuole cittadine.
A partire da ieri è stato istituito, su disposizione del Ministero della Pubblica istruzione, un Osservatorio ad hoc e a tutti i dirigenti scolastici è stato chiesto di inviare un resoconto settimanale circa il numero dei casi registrati e certificati, per verificare un'eventuale pandemia.
«Per ora», ha assicurato il sindaco Mascia, «riteniamo opportuno invitare tutti a evitare allarmismi: ogni mattina gli uffici comunali stanno infatti ricevendo decine di telefonate da parte di mamme spaventate che chiedono informazioni o notizie circa quella che è per ora una normale influenza».
«I primi dati forniti dagli istituti cittadini – ha detto l'assessore alla Pubblica Istruzione Roberto Renzetti – confermano che in alcune classi è cominciata una prima fase di contagio, costringendo alcuni bambini a letto con febbre e tosse, ossia con i sintomi tipici dell'influenza classica».
A detta della stessa Asl la situazione è sotto controllo, rientra nella normalità, e viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie.
«Ai genitori raccomandiamo piuttosto di seguire quelle che sono le normali norme igienico-sanitarie per evitare il trasmettersi di qualunque virus», ha aggiunto Mascia, «ossia ricordare ai bambini di lavarsi spesso le mani, di non toccare occhi o bocca con le mani sporche, di utilizzare solo fazzoletti usa e getta, restare a casa in caso di febbre per evitare di contagiare altre persone e, soprattutto, di aerare bene i locali in cui si trascorrono tante ore, come case, scuole e uffici. L'amministrazione comunale si terrà in stretto contatto con la Asl per seguire l'evolversi della situazione, pronti comunque ad adottare qualunque misura amministrativa in caso di necessità».

«ATTENZIONE ALLE TRUFFE SUI VACCINI»

«Secondo le prime stime elaborate dal Censis sulla pandemia della febbre A, ogni ammalato costerà al Servizio Sanitario Nazionale circa 420 euro. Ma non è l'unica nota negativa. Stando alle numerose segnalazioni giunte alla nostra associazione, anche il rischio truffe, soprattutto ai danni dei soggetti più a rischio come malati cronici, donne in gravidanza e anziani, e' dietro l'angolo».
E' quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori, commentando i primi casi di contagio dell'influenza A/H1N1.
«Purtroppo - sottolinea Dona - già registriamo esempi di speculazione su vaccini e farmaci. Per questo consigliamo a tutti i cittadini, specie gli anziani, di fare sempre molta attenzione e di non aprire la porta di casa a falsi funzionari dell'igiene pubblica».
«Piuttosto -conclude il Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori- e' importante ricordare le semplici regole consigliate dai medici di base: curare l'igiene delle mani, coprire bocca e naso quando si starnutisce e non uscire di casa prima di 48 ore dalla scomparsa della febbre».
Secondo gli igienisti della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, invece, «bisogna correggere subito la strategia di comunicazione per la pandemia influenzale. La popolazione non e' interessata ai dati epidemiologici ma alle modalità di somministrazione dei vaccini nella propria città, ai suoi rischi e se sia prudente o meno mandare a scuola i propri figli». Piedi per terra, dunque, e molto buon senso e raziocinio poichè, sottolinea la SItI, «nella corretta gestione di una epidemia come questa bisogna prestare grande attenzione all'aspetto mediatico al fine di evitare reazioni ingiustificate di panico come sta avvenendo in questi giorni. Vanno bene i comunicati del Ministero - anche se forse la cadenza quotidiana e' esagerata - ma ci vogliono anche quelli degli Assessorati regionali alla sanità e quelli dei Dipartimenti di prevenzione delle singole ASL che devono essere responsabilizzati a dare alla popolazione tutte le informazioni necessarie». In questo momento la vera emergenza pandemica riguarda la contraddittorietà delle informazioni e la differente tempistica regionale.


04/11/2009 10.38