Inciucio politico-familiare dietro l’approvazione del progetto

Alessandro Biancardi

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Inciucio politico-familiare dietro l’approvazione del progetto
PESCARA. «Concretezza per il nostro territorio». E’ stato di parola, cosa rara per un politico oggigiorno, ma Lucio Petrocco è un uomo dai grandi valori che ama molto la sua famiglia e ci tiene all’ambiente. * PETROCCO: «LA COMMISSIONE CHE PRESIEDO NON C’ENTRA. SOLO FALSITA’»

E' consigliere (Pdl) alla Provincia di Pescara nella amministrazione di Guerino Testa ed ha fortemente voluto farsi eleggere presidente della commissione ambiente, quell'organismo che deve valutare le scelte che riguardano il territorio pescarese e che incidono sull'ambiente.
E lui di ambiente ne capisce, avendo una grossa esperienza in campo petrolifero.
Documenti alla mano e dopo una breve ricerca il suo collega dell'Italia dei valori, Attilio Di Mattia, ha però voluto intravedere qualcosa di strano nell'approvazione di un anonimo progetto da parte della Regione.
Un progetto denominato “impianto di recupero di idrocarburi, mediante trattamento chimico-fisico con deposito preliminare di rifiuti pericolosi e non pericolosi derivanti da operazioni di bonifica serbatoi”.
Insomma un posto dove si trattano materie derivate dal petrolio e si stoccano rifiuti anche pericolosi.
Una prima coincidenza fa pensare subito a Petrocco perché l'impianto deve sorgere a Civitaquana, cioè il centro dove vive, è stato eletto ed è conosciuto… forse anche troppo.
Dove risiede con la famiglia ed i figli.
Chissà cosa ne pensa del progetto il presidente della Commissione ambiente…
Quel progetto sembrerebbe uno dei tanti presentato da una delle tante ditte anonime.
Invece il caso si accanisce con Petrocco.
A presentare il progetto e la Ecopetrol srl.
Per uno strano gioco del destino -secondo Di Mattia che sul suo blog (www.attiliodimattia.it) pubblica la visura della società- il proprietario della Ecopetrol è Stefania Pelini, una omonima della moglie di Petrocco, pure lei di Civitaquana, come la ditta che ha sede nel paesotto del pescarese.
In un paese così piccolo due donne con lo stesso nome e cognome. Che caso.
Ma la coincidenza incredibile è che curiosando sul blog elettorale del candidato del Pdl, Petrocco, tra foto in compagnia dei big locali del centrodestra, si legge testualmente che «dopo diverse esperienze lavorative come dipendente di alcune società produttive locali, decide di intraprendere insieme al fratello Mario l'attività di imprenditore fondando la Ecopetrol srl che opera nel settore petrolifero e della quale è il responsabile commerciale».
Ecopetrol srl, ancora un caso di omonimia, ancora una coincidenza incredibile con la ditta che ha presentato il progetto.
In questo caso poi sembrerebbe che la burocrazia di solito farragginosa (siamo sempre pronti a criticare ingiustamente) abbia lavorato bene, licenziando il progetto in pochissimi mesi.
Sottoposto alla commissione di valutazione di impatto ambientale della Regione (l'organismo nel quale passano tutti i progetti più delicati della regione) il progetto è stato licenziato con prescrizioni e voto favorevole (N.1318) il 17 settembre scorso.
Tra le prescrizioni da attuare ci dovrà essere anche un accordo stipulato con il Comune di Civitaquana prima della realizzazione dell'opera e l'avvio della attività, ma di sicuro non costituirà un problema.
A firmare il documento è il dirigente regionale Antonio Sorgi che di sicuro non avrà avuto sufficiente tempo per notare le incredibili coincidenze che rimandavano alla famiglia Petrocco da Civitaquana.
Un'ultima incredibile beffa del destino –quando il caso sembra accanirsi inesorabilmente- sembra davvero inspiegabile.
Quello stesso progetto di impianto di lavorazione di idrocarburi era stato presentato nel 2008 e respinto a maggio di quello stesso anno.
Respinto dallo stesso dirigente (Antonio Sorgi) perché vi sarebbero stati contrasti tra i rifiuti trattati e le previsioni urbanistiche della zona.
Poichè il voto questa volta è stato favorevole se ne deduce che i piani urbanistici della zona sono mutati.
L'altro motivo che aveva indotto Sorgi a respingere era quello che l'impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi sorgeva vicino alle case. Troppo vicino.



L'impianto doveva sorgere in contrada Vicenne ed in contrada Vicenne sorgerà ma visto il parere favorevole evidentemente le case nel frattempo sono state rase al suolo.
In tutto questo, però, la politica non c'entra proprio nulla ed è solo una coincidenza che lo stesso dirigente quando governava una giunta di centrosinistra abbia detto di no alla ditta di un imprenditore del centrodestra e che poi magicamente cambiati i governi (provinciali e regionali) e arrivati gli azzurri pidiellini ad occupare le poltrone, il progetto sia passato in quattro e quattr'otto.
Qui non c'entra la politica, è solo questione di «concretezza».
«Nessuno può oggi dubitare della straordinaria concretezza di Lucio Petrocco», tuona Di Mattia, «che ha rispettato l'impegno preso con gli elettori. Lo ha rispettato al punto tale da aver consegnato anche a loro un fatto concreto: la realizzazione nel comprensorio di Civitaquana, con una spiccatissima vocazione agricola, di un impianto nel quale verranno trattate tonnellate di rifiuti pericolosi».
Peccato che non tutto è filato liscio come… il petrolio.


LA SCHEDA DELL'IMPIANTO

Nel sito di Civitaquana sarà allestita un'area per la pesa dei rifiuti in ingresso, per il controllo documentale degli stessi e per lo smistamento nelle varie zone di deposito, messa in riserva e trattamento.
I rifiuti potranno essere semplicemente stoccati, potranno essere preparati per lo smaltimento finale in impianti autorizzati o, nel caso di rifiuti liquidi, trattati preliminarmente presso lo stabilimento.
Saranno distinte due zone, una dedicata all'impianto di trattamento dei rifiuti liquidi in ingresso (trasporto diretto con autospurgo), mediante separazione centrifuga traslazionale, una per il deposito preliminare e la messa in riserva dei rifiuti solidi (sfusi in cumuli, sfusi in cassoni, materiali in collettame tipo fusti, Big Bags, cisternette, ecc…).
Le varie isole saranno attrezzate in base alle caratteristiche dei rifiuti in deposito.
Nel caso di rifiuti potenzialmente soggetti a rilascio di vapori organici, pure condizionati in
contenitori a tenuta, l'area di deposito sarà in depressione, con aspirazione e trattamento dell'aria presente in ambiente di lavoro, e filtraggio forzato su unità a carboni attivi.
Le tipologie di rifiuti che l'azienda intende gestire provengono dalle attività di bonifica di serbatoi e depositi di carburanti e oli.

a.b. 04/11/2009 8.39








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PETROCCO: «LA COMMISSIONE CHE PRESIEDO NON C'ENTRA. SOLO FALSITA'»

«La Commissione Ambiente della Provincia di Pescara – ha dichiarato Petrocco - di cui sono presidente, non si è mai occupata - né potrebbe farlo - di controlli sul funzionamento di impianti di rifiuti speciali. Il consigliere Di Mattia ha voluto evidenziare un aspetto politico poco edificante, insinuando il sospetto di favoritismi avvenuti a vantaggio della Ecopetrol nel momento in cui è cambiato il panorama politico della regione, passato dal centro sinistra al centro destra. Non ha verificato, però che il progetto presentato nel gennaio di quest'anno e approvato dalla Regione, è completamente diverso dal primo. Nel secondo sono state riportate le modifiche tecniche necessarie a garantire la tutela del territorio, ed è stata allegata una valutazione di impatto ambientale redatta dallo studio di ingegneria ambientale Brandelli. Questa relazione è stata oggetto di esame e poi di valutazione positiva in funzione della richiesta di realizzazione dell'impianto».
«Considerate le falsità riportate dal consigliere Di Mattia», ha concluso il consigliere Petrocco, «mi riservo di intervenire in tutte le sedi, anche giudiziarie, per tutelare non solo la mia persona, ma soprattutto un'iniziativa imprenditoriale limpida, che assicura nuovi 40 posti di lavoro al nostro territorio».

04/11/2009 16.34