La Riserva Borsacchio si rimpicciolisce per far posto ai palazzi

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Nei giorni scorsi il consigliere regionale del Partito Democratico, Giuseppe Di Pangrazio, ha chiesto la convocazione urgente e straordinaria della II Commissione per l’audizione dei sindaci di Roseto e Giulianova.


Di Pangrazio ha motivato questa richiesta con l'esigenza di «verificare l'ipotesi di una riperimetrazione nei territori dei Comuni interessati».
Proprio il sindaco di Roseto, Franco Di Bonaventura, sostiene che la riperimetrazione è necessaria, «per rimediare ad alcune forzature fatte in sede di approvazione della legge regionale istitutiva, quando furono incluse nell'oasi protetta anche zone prive di pregi ambientali».
Scettico il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo che si dice poco convinto della posizione del Pd.
«Le argomentazioni sono davvero stravaganti», sostiene Acerbo. «Il sindaco di Roseto parla di "stagnazione" come se non fosse la sua amministrazione tra i responsabili della mancata attuazione di quanto previsto dalla legge regionale che ha istituito la riserva. Quali sarebbero le ragioni di interesse pubblico che motivano la richiesta di riperimetrazione?»
Per il consigliere di Rifondazione la politica «sembra preoccupata più di garantire qualche interesse edificatorio privato che di concretizzare una riserva maldigerita da sempre».
Se il Pd chiede di audire i «sindaci pro-cemento», Rifondazione Comunista chiederà che siano ascoltate in commissione le associazioni ambientaliste e il comitato dei cittadini.
«Ricordo che la Riserva fu istituita su proposta di Rifondazione Comunista proprio per impedire che l'inerzia del Comune consentisse a gruppi imprenditoriali di realizzare interventi edilizi in un'area di così alto vaqlore ambientale», chiude Acerbo.
«Tra Pd Pdl c'è una bella competizione: il primo vuole ridurre il Parco Sirente-Velino e il secondo la riserva del Borsacchio. Temo che si metteranno d'accordo per tagliare entrambi».

«Il cosiddetto “ristagnamento” , ci preme ricordare», ha spiegato Marco Borgatti del Prc-Pdci «è stato proprio causato dal PD Rosetano che in passato ha perfino abbandonato il consiglio per far mancare il numero legale e far chiudere la discussione sul PAN ,cedendola così alla provincia allora guidata da loro. Ieri sera stessa “democratica” situazione , quando uno ad uno i consiglieri del PD per non ridiscutere il PAN , hanno abbandonato l'aula fino a far mancare il numero legale».
«Non riusciamo a capacitarci», ha aggiunto, «di come un partito che si definisca di centro sinistra e democratico possa adottare simili mezzi. Abbandonare aule istituzionali ,per togliere le competenze che sono e che devono rimanere dei cittadini di Roseto e del suo Consiglio, e decidere da soli escludendo chi ha collaborato in maniera decisiva alla realizzazione di un progetto non sembra certo un processo democratico. Non riusciamo a capire chi vuole un PAN come lo delineano loro , una riserva con strade ed appartamenti per un volume incredibile pari a 300 appartamenti che mediamente possono ospitare 900\1000 persone».
Perché dunque proprio nella Riserva?

31/10/2009 8.30