Centrale biomasse a Cortino. Wwf: «area inadeguata»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1737

TERAMO. Il Wwf Teramo interviene sulla centrale a ciclo combinato da 10 Mw elettrici che si vorrebbe realizzare nella frazione Faieto del Comune di Cortino sui Monti della Laga.


Il Wwf ribadisce quanto ha già espresso nel corso di una riunione pubblica di presentazione dell'impianto alcune settimane fa, quando ha evidenziato le forti criticità riscontrate nella documentazione progettuale fino ad oggi messa disposizione.
Il sito individuato per la localizzazione della centrale, il bivio della frazione di Faieto, essendo interessato da fenomeni franosi ed instabilità, è classificato dal Piano di Assetto Idrogeologico a pericolosità “P2”.
L'opera, quindi, al di là di ogni altra considerazione, «non può essere localizzata in quell'area», sostiene l'associazione ambientalista.
La documentazione progettuale fornita non consente, secondo il Wwf, di calcolare correttamente il bilancio energetico della centrale: permangono dubbi sia sull'approvvigionamento del materiale che dovrà essere utilizzato come combustibile, sia sul compunto di tutta una serie di voci accessorie, quale, ad esempio il trasporto del materiale da utilizzare come combustibile.
Solitamente impianti di questo genere vengono localizzati a ridosso di aree dove esistono attività produttive che utilizzano legname al fine di ottimizzare il ciclo produttivo impiegandone gli scarti. Attività di questo tipo non sono presenti a Cortino, né le aziende agricole e forestali dell'area producono sufficienti scarti agricoli o di potature e taglio.
Nell'ambito della produzione di energia da biomasse il Wwf suggerisce la realizzazione di impianti di taglia più piccola, capaci di raccogliere gli scarti agricoli e forestali di aree limitrofe e di fornire energia nel comprensorio interessato.
Ciò vale anche per le altre forme di energia rinnovabile, come il WWF sta cercando di dimostrare sperimentalmente nell'Oasi naturalistica di Penne, dove un impianto fotovoltaico ed uno eolico concorrono all'accumulo di energia sotto forma di idrogeno, poi utilizzato dal Centro di Educazione all'Ambiente per le sue attività.
Il progettista ha sostenuto che la centrale non produrrà inquinamento atmosferico. «Sul punto è fondamentale poter verificare le analisi condotte su impianti con le medesime caratteristiche», dicono dall'associazione ambientalista.
Così come deve essere approfondito tutto l'aspetto del consumo di acqua necessario per il funzionamento dell'impianto o l'aspetto della immissione nella rete generale dell'energia prodotta dalla centrale.
«Come WWF», sottolinea Pino Furia, presidente della sede teramana, «non siamo contrari pregiudizialmente alle centrali a biomasse. Un impianto di queste dimensioni in una località di montagna a ridosso di un parco nazionale non appare però la scelta più logica, anche per l'impatto paesaggistico che l'opera avrà su un'area non urbanizzata».
Ci sarebbe inoltre un problema di fondo: «la centrale non può essere inquadrata in una seria pianificazione che tenga conto del fabbisogno energetico regionale e delle risorse disponibili poiché la Regione Abruzzo non si è ancora dotata, nonostante l'obbligo normativo, di un Piano Energetico ed Ambientale».
Per questo sarebbe necessario, suggerisce l'associazione ambientalista, «procedere almeno ad una verifica degli impianti dello stesso genere autorizzati e/o in fase di autorizzazione al fine di non sovradimensionare l'offerta di energia e di conseguenza la domanda di materia da avviare a combustione».

31/10/2009 8.46